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Satelliti, Amazon Leo sfida Starlink. Si allarga la battaglia per la connettività


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Con mille unità prodotte e il debutto commerciale in preparazione, il gruppo di Bezos accelera la costruzione della costellazione e lancia la sfida a SpaceX. Si aprono nuovi scenari di concorrenza nel mercato delle telco tradizionali. Ma per gli analisti la pressione competitiva è destinata a crescere, ma serviranno tempo e ingenti investimenti

Pubblicato il 12 ott 2026

Federica Meta

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Costellazione satellitare sopra la Terra


Punti chiave

  • Produzione accelerata: lo stabilimento di Kirkland ha completato il millesimo satellite di Amazon Leo, 27 a settimana; primi servizi commerciali previsti entro fine 2026 con integrazione AWS e terminale Leo Ultra
  • Espansione verso smartphone e operatori: acquisizione di Globalstar e sviluppo di servizi D2D, accordi con Apple, Vodafone e AT&T per soluzioni enterprise e copertura in aree remote
  • Concorrenza con Starlink/SpaceX: acquisizione di spettro a 800 MHz, architetture ibride e investimenti rilevanti che aumentano la pressione sulle telco, soprattutto in aree rurali
Riassunto generato con AI


Amazon Leo supera il traguardo dei mille satelliti prodotti e accelera verso il debutto commerciale, con l’obiettivo di conquistare spazio in un mercato dominato da Starlink. Il rafforzamento della capacità industriale del gruppo di Jeff Bezos segna un nuovo passaggio nella competizione per la connettività satellitare, destinata a coinvolgere sempre più da vicino anche gli operatori mobili. Le costellazioni in orbita bassa stanno infatti ampliando il proprio raggio d’azione verso servizi finora presidiati dalle telco, attraverso accordi commerciali, acquisizioni di frequenze e tecnologie che permettono di collegare direttamente gli smartphone ai satelliti.

La strategia di Amazon si inserisce in un mercato già attraversato dalle ambizioni di SpaceX, che ha recentemente rafforzato la propria posizione nelle comunicazioni mobili con l’acquisizione di spettro radio negli Stati Uniti. Due percorsi industriali differenti, accomunati dalla prospettiva di estendere l’offerta satellitare oltre la banda larga tradizionale. Per le compagnie telefoniche si apre così una fase nella quale le partnership con i fornitori di connettività spaziale potrebbero accompagnarsi a forme di concorrenza diretta.

Amazon Leo, mille satelliti prodotti per sfidare il primato di Starlink

Il programma satellitare di Amazon raggiunge un nuovo traguardo industriale. Come riferisce il gruppo nella ricostruzione dedicata alla propria capacità produttiva, lo stabilimento di Kirkland, nello Stato di Washington, ha completato il millesimo satellite destinato ad Amazon Leo, la costellazione precedentemente conosciuta come Project Kuiper.

Il dato testimonia l’accelerazione impressa alle attività manifatturiere. Per realizzare i primi 27 satelliti erano stati necessari circa sei mesi; oggi la fabbrica è in grado di produrne 27 alla settimana, grazie alla progressiva automazione dei processi e alla razionalizzazione delle attività di assemblaggio e collaudo.

La crescita produttiva dovrà essere accompagnata da un analogo incremento del ritmo dei lanci. Dei mille satelliti costruiti, 396 risultano già dispiegati in orbita, a fronte dei 3.232 previsti per la prima generazione della rete. La disponibilità dei vettori e il rispetto del programma di dispiegamento costituiscono quindi fattori determinanti per l’espansione della copertura.

Amazon punta ad avviare i primi servizi commerciali entro la fine del 2026. Il gruppo entra in un settore nel quale Starlink dispone già di una posizione consolidata, grazie a una costellazione di oltre 10mila satelliti operativi e a una presenza commerciale internazionale.

Per ridurre il divario, Amazon intende sfruttare anche le proprie competenze nei servizi digitali. Il terminale professionale Leo Ultra è progettato per offrire velocità fino a 1 Gbps in download e 400 Mbps in upload, secondo le specifiche dichiarate dall’azienda. L’integrazione con Amazon Web Services (Aws) consente inoltre di sviluppare collegamenti privati verso le infrastrutture cloud del gruppo.

La proposta commerciale si rivolge soprattutto a imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni che operano in territori difficilmente raggiungibili dalle reti terrestri. In questo segmento Amazon può valorizzare le relazioni già esistenti con i clienti aziendali, proponendo soluzioni che comprendono connettività, elaborazione e gestione dei dati.

Con Globalstar, Amazon punta anche agli smartphone

Il programma industriale di Amazon Leo comprende un’ulteriore direttrice di sviluppo. Nell’aprile 2026 il gruppo ha annunciato un accordo per comprare Globalstar, operatore specializzato nelle comunicazioni satellitari che dispone di infrastrutture orbitali e frequenze dedicate.

L’operazione permetterebbe ad Amazon di sviluppare servizi direct-to-device (D2D), una tecnologia che consente ai dispositivi mobili compatibili di comunicare direttamente con i satelliti, senza utilizzare una stazione radio cellulare nelle immediate vicinanze.

Il progetto prevede l’integrazione di comunicazioni vocali, messaggi e servizi dati nelle future generazioni della rete. Amazon ha inoltre raggiunto un accordo con Apple per supportare le comunicazioni satellitari su alcuni modelli di iPhone e Apple Watch.

L’iniziativa amplia le opportunità commerciali del gruppo, che ha già avviato collaborazioni con operatori di telecomunicazioni. Vodafone ha scelto Amazon Leo per collegare stazioni radio 4G e 5G in aree difficili da raggiungere attraverso le infrastrutture di trasporto tradizionali, con applicazioni previste in Europa e Africa.

Negli Stati Uniti, AT&T ha annunciato un accordo per integrare i servizi della costellazione nelle offerte di connettività destinate a imprese e pubbliche amministrazioni. L’operazione consente all’azienda telefonica di ampliare le soluzioni disponibili per i clienti che necessitano di collegamenti affidabili anche in località remote.

Amazon sta quindi sviluppando due distinti canali di accesso al mercato delle telecomunicazioni: la fornitura di capacità satellitare agli operatori e i futuri servizi che potranno raggiungere direttamente i dispositivi mobili. Il secondo modello, in particolare, potrebbe aprire la strada a nuove offerte commerciali costruite attraverso accordi con produttori di smartphone e fornitori di servizi digitali.

Starlink e le frequenze a 800 MHz: il precedente che cambia gli equilibri

Anche SpaceX ha avviato una strategia di espansione nel mercato della telefonia mobile, puntando soprattutto sull’acquisizione di frequenze radio. La società di Elon Musk ha raggiunto un accordo con Grain Management per acquistare un portafoglio nazionale di spettro negli Stati Uniti, nella banda degli 800 MHz, per un valore stimato intorno agli 8 miliardi di dollari.

L’operazione rappresenta un tassello importante nella costruzione di Starlink Mobile. L’obiettivo di SpaceX è combinare le risorse orbitali con quelle terrestri per sviluppare una rete capace di offrire servizi di telefonia e trasmissione dati su scala nazionale.

L’accordo riguarda fino a 14 MHz di spettro accoppiato a 800 MHz ed è soggetto all’approvazione della Federal Communications Commission (Fcc).

Le caratteristiche della banda acquistata sono particolarmente rilevanti per il progetto. Le frequenze più basse garantiscono condizioni di propagazione favorevoli e una maggiore capacità di penetrazione attraverso gli ostacoli rispetto alle bande più elevate. SpaceX intende combinarle con lo spettro a 2 GHz già disponibile per Starlink Mobile, utilizzando le diverse risorse per ampliare la copertura e sostenere la capacità trasmissiva.

Il progetto prevede inoltre un’architettura ibrida che integra i satelliti con piccole stazioni radio terrestri, le cosiddette femtocelle. Queste ultime potrebbero contribuire a migliorare la disponibilità dei servizi negli ambienti nei quali il collegamento diretto con la costellazione presenta maggiori difficoltà, soprattutto all’interno degli edifici.

La disponibilità di frequenze cellulari rafforza dunque le possibilità di SpaceX di sviluppare un’offerta autonoma nel mercato mobile americano. Per realizzarla saranno comunque necessari ulteriori investimenti infrastrutturali, oltre all’integrazione tecnologica tra le componenti spaziali e terrestri.

A sostegno del progetto contribuirà anche l’ampliamento della costellazione. Il 6 ottobre SpaceX ha comunicato di aver ottenuto dalla Fcc l’autorizzazione al lancio di 15mila satelliti di nuova generazione destinati ai servizi D2D, con l’obiettivo di incrementare sensibilmente la capacità disponibile.

Gli analisti: la pressione sulle telco crescerà, ma serviranno tempo e investimenti

L’operazione sulle frequenze ha suscitato forti reazioni sui mercati finanziari. Nella seduta del 9 ottobre, successiva alla diffusione della notizia, i titoli dei principali operatori mobili americani hanno registrato pesanti ribassi, con vendite che hanno interessato anche diversi gruppi europei.

Secondo gli analisti di Morgan Stanley, l’accordo con Grain Management indica la volontà di SpaceX di acquisire ulteriori risorse frequenziali. La banca osserva che l’eventuale minaccia competitiva per gli operatori tradizionali dovrebbe manifestarsi gradualmente, a partire dalle aree rurali, dove le caratteristiche della copertura satellitare offrono maggiori opportunità commerciali.

Una valutazione prudente arriva anche da JPMorgan, secondo cui il rischio immediato per le compagnie telefoniche rimane contenuto. La costruzione di una rete mobile competitiva su scala nazionale richiede infatti infrastrutture, capitale e tempi di realizzazione significativi. L’acquisizione delle frequenze costituisce un presupposto importante, ma il progetto dovrà dimostrare la propria sostenibilità economica e operativa.

L’entità degli investimenti necessari emerge anche dalle valutazioni di Madison Rezaei, analista di Bernstein, che considera lo spettro a bassa frequenza un elemento importante per contenere i costi della futura rete. Le stime indicano che lo sviluppo dell’infrastruttura potrebbe richiedere investimenti compresi tra 50 e 130 miliardi di dollari, anche in funzione del numero di siti terrestri necessari.

L’espansione di SpaceX potrebbe inoltre generare opportunità per le società proprietarie delle infrastrutture passive. L’eventuale installazione di nuove stazioni radio, anche di piccole dimensioni, aumenterebbe infatti la domanda di spazi e collegamenti destinati agli apparati di telecomunicazione.

Questa prospettiva contribuisce a spiegare la reazione positiva dei titoli di American Tower, Crown Castle e SBA Communications in occasione dell’annuncio dell’accordo sulle frequenze. L’ingresso di un operatore satellitare nella telefonia cellulare potrebbe quindi alimentare nuovi investimenti nelle infrastrutture terrestri, coinvolgendo anche i gestori delle torri.

Per gli operatori mobili cambia il rapporto con i fornitori satellitari

L’evoluzione dei progetti di Amazon Leo e Starlink riguarda direttamente le strategie delle compagnie telefoniche. La disponibilità di servizi satellitari integrabili con le reti 4G e 5G consente di estendere la copertura in territori nei quali la costruzione di nuove infrastrutture presenta costi particolarmente elevati rispetto alla domanda potenziale.

Le partnership già avviate dimostrano l’interesse delle telco per queste soluzioni, soprattutto nei mercati caratterizzati da ampie aree scarsamente popolate. Il ricorso alla connettività spaziale permette inoltre di rafforzare la continuità delle comunicazioni in presenza di interruzioni delle reti terrestri.

Sul piano commerciale, però, la diffusione del D2D introduce una variabile ulteriore. Quando una compagnia telefonica integra servizi satellitari nella propria offerta, mantiene generalmente la gestione del rapporto con l’abbonato, dalla tariffazione all’assistenza. L’eventuale vendita diretta di servizi mobili da parte di Amazon o SpaceX potrebbe invece spostare una parte dei ricavi e della relazione commerciale verso i nuovi fornitori.

L’impatto sarà differente a seconda delle caratteristiche dei mercati. Nei territori scarsamente popolati, i sistemi satellitari possono offrire vantaggi economici grazie alla capacità di coprire superfici molto estese. Nelle città, invece, la densità delle reti cellulari consente di distribuire il traffico tra numerosi siti radio, assicurando capacità e prestazioni elevate.

Il divario tecnico spiega perché lo sviluppo delle architetture ibride assuma un peso crescente nelle strategie industriali. Per competere nei segmenti più redditizi della telefonia mobile, i nuovi operatori dovranno garantire continuità del servizio, qualità delle comunicazioni e capacità sufficiente a sostenere un numero elevato di connessioni simultanee.

Per le telco europee, comprese quelle italiane, la trasformazione del mercato americano rappresenta un’indicazione delle possibili evoluzioni del settore. Le condizioni regolatorie e la disponibilità dello spettro determineranno le modalità con cui queste soluzioni potranno essere sviluppate nei diversi Paesi.

Anche le strategie di investimento potrebbero risentirne. Le compagnie telefoniche sostengono costi significativi per l’assegnazione delle frequenze e il potenziamento delle reti 5G, in un mercato caratterizzato da una forte pressione sui margini. L’arrivo di nuovi soggetti dotati di risorse finanziarie e infrastrutture globali potrebbe accentuare la competizione nei segmenti nei quali la copertura satellitare presenta maggiori vantaggi.

Le aree rurali, i collegamenti professionali e i servizi di continuità della copertura rappresentano i mercati nei quali questa concorrenza potrebbe manifestarsi per primi. L’eventuale ingresso su larga scala nella telefonia mobile urbana richiederà invece investimenti molto più consistenti, con risultati ancora da dimostrare sul piano delle prestazioni e dei costi. Da questo passaggio dipenderà la capacità di Amazon Leo e Starlink di trasformare le proprie infrastrutture spaziali in un’alternativa commerciale alle reti degli operatori tradizionali.

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