Le tecnologie miniaturizzate per le future missioni spaziali verso la Luna entrano sempre più nel dibattito strategico europeo. Alla Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza Università di Roma si è svolto il workshop internazionale “Miniaturized Science, Major Discoveries – From Ground to Moon: Lab-on-Chip Solutions for Space Life Science Missions”, organizzato nell’ambito del progetto europeo ALCYONE, finanziato attraverso il programma Horizon Europe.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti del mondo accademico, delle agenzie spaziali, degli enti di ricerca e dell’industria aerospaziale per discutere le prospettive delle tecnologie Lab-on-Chip applicate alle Space Life Sciences, con particolare attenzione alle future missioni robotiche e con equipaggio dirette verso la Luna.
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Il progetto ALCYONE e le applicazioni biomedicali
Il progetto ALCYONE, coordinato dal professor Augusto Nascetti della Scuola di Ingegneria Aerospaziale, punta allo sviluppo di piattaforme miniaturizzate innovative dedicate allo studio degli effetti dell’ambiente spaziale sui sistemi biologici.
Nel corso della giornata sono stati affrontati temi legati agli effetti delle condizioni spaziali sugli organismi viventi, alle tecnologie miniaturizzate per esperimenti biologici in orbita, ai biosensori avanzati e alle prospettive industriali delle future missioni spaziali. Tra gli aspetti evidenziati anche le possibili ricadute in ambito biomedicale e diagnostico delle tecnologie sviluppate nell’ambito del progetto europeo.
Le attività di ricerca hanno inoltre coinvolto studenti e dottorandi della Scuola, impegnati in percorsi interdisciplinari tra ingegneria, biologia e tecnologie spaziali.
Nascetti: “Tecnologie innovative per supportare l’esplorazione spaziale”
“Questo workshop ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra ricerca, industria e istituzioni su temi che avranno un ruolo sempre più centrale nelle future missioni spaziali – spiega Nascetti – Uno degli aspetti più significativi è stato il coinvolgimento di competenze molto diverse tra loro, accomunate dall’obiettivo di sviluppare tecnologie innovative per supportare l’esplorazione spaziale e le Space Life Sciences”.
Il workshop ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), oltre che di grandi gruppi industriali come Leonardo, Thales Alenia Space, OHB Italia, Kayser Space e Space Factory. Presenti anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Istituto Superiore di Sanità e numerosi atenei e centri di ricerca italiani e internazionali.
La Scuola di Ingegneria Aerospaziale verso il centenario
Fondata nel 1926, la Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza rappresenta uno dei riferimenti storici del settore aerospaziale italiano. L’istituzione ebbe un ruolo chiave nel progetto San Marco, che nel 1964 portò l’Italia a diventare la terza nazione al mondo a mettere in orbita un proprio satellite.
Negli ultimi anni la Scuola ha consolidato il proprio impegno nella progettazione e nel lancio di microsatelliti universitari attraverso il programma Unisat, arrivando a mettere in orbita dieci satelliti in ventisei anni. Nel 2026 la struttura celebra il proprio centenario con iniziative dedicate al mondo accademico, istituzionale e industriale.



