I 10 ANNI DELLA CSPO

Spazio, l’Aeronautica Militare: “Sicurezza a rischio, serve cooperazione continuativa”



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Il nostro Paese ha aderito alla Combined Space Operations (CSpO) Initiative nel 2023 unendosi agli altri 9 partner ossia Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. “I sistemi e i servizi richiedono un accesso garantito e la libertà di operare nello spazio”

Pubblicato il 27 set 2024



Space Economy, Italia, Europa2
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“L’Italia, in qualità di partner dell’iniziativa CSpO, auspica una cooperazione continuativa volta a dimostrare comportamenti responsabili e a promuovere un dominio spaziale sicuro, stabile e protetto”. Così l’Aeronautica Militare, in una nota, celebra la ricorrenza dei 10 anni della Combined Space Operations (CSpO) Initiative.

Adesione italiane nel 2023

L’iniziativa CSpO genera e migliora la cooperazione e il coordinamento delle attività spaziali di sicurezza nazionale. È cresciuta fino a dieci partner: Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Regno Unito, Stati Uniti d’America.

Il nostro Paese ha aderito al CSpO a fine 2023, quando, con la firma del Sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti, l’Italia è entrata a far parte del partenariato multinazionale in ambito spaziale.

Sicurezza e sostenibilità

“Lo Spazio – continua l’Aeronautica Militare – è parte integrante della nostra prosperità e sicurezza condivise. I sistemi e i servizi spaziali richiedono un accesso garantito e la libertà di operare nello Spazio. Tuttavia, la sicurezza e la stabilità dello Spazio sono a rischio. Ci impegniamo a garantire l’uso legale e sostenibile dello Spazio e la prevenzione dei conflitti. Nel corso degli anni abbiamo portato avanti sforzi collaborativi per rispondere a sfide e opportunità in rapida evoluzione e per fornire capacità resilienti, agili, sicure e interoperabili”.

Gli obiettivi

I Paesi partecipanti alla CSpO sottoscrivono i seguenti obiettivi per guidare le proprie azioni nazionali e collettive. Primo, prevenire i conflitti, compresi quelli che si estendono o hanno origine nello Spazio. Secondo, cercano di rendere possibili le operazioni spaziali combinate condividendo le informazioni a più livelli di classificazione: da quello strategico a quello operativo e tattico. Terzo, mantengono un’infrastruttura spaziale solida, reattiva e interoperabile che consenta di continuare a produrre effetti spaziali a fronte di azioni avverse o cambiamenti nel dominio spaziale. Quarto, si impegnano a difendere e proteggere gli interessi nazionali e il dominio spaziale.

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