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Tecnologie ottiche e radio, Bolzano capitale dell’astronomia per una settimana



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Trenta giovani ricercatori hanno raggiunto il capoluogo altoatesino per frequentare la PhD School “Frontier Technologies for Optical and Radio Astronomy”, organizzata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e da Microgate nell’ambito del progetto Pnrr Stiles. Il programma scientifico si snoda tra fotonica e manifattura, sistemi di controllo e quantum computing

Pubblicato il 10 mar 2026



Tecnologie ottiche e radio, Bolzano capitale dell’astronomia per una settimana

Bolzano sarà per una settimana uno dei punti nevralgici della formazione astronomica internazionale per lo sviluppo di tecnologie ottiche e radio. Trenta giovani ricercatrici e ricercatori, provenienti in gran parte da università italiane ma anche europee, si sono infatti riuniti nel capoluogo altoatesino – e in particolare nella sede di Microgate, azienda specializzata nei sistemi di controllo per telescopi e comunicazioni ottiche – per frequentare la PhD School “Frontier Technologies for Optical and Radio Astronomy”, organizzata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) nell’ambito del progetto Pnrr Stiles – “Strengthening the Italian Leadership in Elt and Ska”.

Il programma, partito ieri, si concluderà il 13 marzo, e prevede un’intera settimana di lezioni in lingua inglese, esercitazioni pratiche e confronto diretto con docenti e professionisti del settore, dedicata alle tecnologie più avanzate che rendono possibile l’esplorazione dell’universo.

Cosa prevede l’iniziativa

Il programma scientifico affronta temi centrali per l’astronomia contemporanea: dalle già citate tecnologie ottiche e radio all’introduzione alla fotonica e alle sue applicazioni in ambito radio, dalla manifattura ottica ai sistemi di controllo, passando per le antenne radioastronomiche e la calibrazione e testing dei dispositivi, fino a temi di frontiera come metrologia di precisione, nuove tecnologie meccaniche e quantum computing.

Non mancheranno sessioni “hands on” dedicate all’utilizzo di software per antenne radio e alla progettazione tramite Concurrent Design Facility oltre a una visita della sede di Microgate. La scuola, che ha ricevuto oltre 60 candidature selezionando circa 30 partecipanti, rappresenta un momento di formazione ad alto contenuto tecnologico, ma anche un’occasione di scambio tra ricerca pubblica e industria high-tech.

“L’esplorazione dell’universo è una straordinaria palestra per lo sviluppo di nuove tecnologie, che sono indispensabili per realizzare telescopi e strumenti più potenti”, commenta Adriano Fontana, dirigente di Ricerca Inaf. “Tecnologie che poi trovano applicazioni anche nella vita quotidiana, innescando un ciclo virtuoso di innovazione e crescita. L’Inaf collabora da sempre con le industrie specialmente italiane, e in questo contesto ha voluto organizzare questa scuola di dottorato insieme alle realtà industriali più vivaci del Paese, puntando a formare nuove generazioni che guidino l’innovazione tecnologica del futuro”.

Il ruolo di Microgate nel percorso di formazione

“Per noi è un grande onore ospitare questa scuola di Inaf, con cui collaboriamo da oltre 30 anni, e aprire le porte della nostra azienda a giovani ricercatori provenienti da tutta Europa”, dichiara Roberto Biasi, cto e co-founder di Microgate. “L’innovazione nasce dall’incontro tra competenze diverse: università, enti di ricerca e industria devono dialogare costantemente. Offrire a dottorande e dottorandi la possibilità di confrontarsi non solo con la teoria, ma anche con applicazioni industriali concrete, significa contribuire a formare le menti che guideranno i grandi progetti scientifici dei prossimi decenni”.

Microgate non è solo sede ospitante: è parte attiva del percorso formativo. Durante la settimana sono previste lezioni e interventi di Roberto Biasi oltre a momenti dedicati alla presentazione di casi industriali e alle prospettive di carriera nel settore.

La partecipazione di Microgate al progetto Elt

Come dimostra il progetto dello specchio adattivo M4 dell’Extremely Large Telescope (Elt), il telescopio più grande del mondo attualmente in costruzione nel deserto di Atacama, in Cile, da parte dell’European Southern Observatory (Eso), Microgate è protagonista nello sviluppo di sistemi di controllo ad altissima precisione capaci di deformarsi migliaia di volte al secondo per compensare le turbolenze atmosferiche.

Lo specchio M4, il più grande specchio adattivo mai realizzato, oggi in fase di test nella sede di Bolzano, è il quarto specchio (sui cinque in totale) che la luce incontra all’ingresso del telescopio e rappresenta un componente fondamentale del sistema di ottica adattiva dell’Elt, oltre che una delle sfide tecnologiche più ambiziose del progetto.

La sua caratteristica peculiare è la capacità di deformarsi migliaia di volte al secondo per correggere le distorsioni delle immagini astronomiche causate dalla turbolenza atmosferica terrestre e dalle vibrazioni del telescopio stesso. Una tecnologia avanzata che risulta essenziale per garantire che l’Elt possa catturare immagini dell’universo con una risoluzione senza precedenti, aprendo nuove frontiere nella ricerca astronomica. Il trasferimento dello specchio nella nuova struttura dell’Elt in Cile è previsto per il 2027.

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