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5G, la leadership è europea: Ericsson sul podio per il sesto anno consecutivo



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Pubblicato il Frost Radar di Frost & Sullivan, che valuta crescita e capacità di innovazione dei principali fornitori di infrastrutture: subito dietro il gruppo svedese si collocano Huawei e Nokia, in una classifica che misura l’equilibrio tra investimenti, scala industriale e visione tecnologica

Pubblicato il 29 apr 2026



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Nel mercato delle reti mobili, dove le decisioni tecnologiche hanno un impatto diretto su sicurezza, competitività industriale e sostenibilità economica, le classifiche contano più delle singole dichiarazioni. Non perché siano esercizi di stile, ma perché raccontano equilibri di lungo periodo. È in questa chiave che va letto il nuovo Frost Radar sulle infrastrutture di rete mobile, che per il sesto anno consecutivo colloca Ericsson al vertice globale per crescita e innovazione.

Il dato più rilevante, tuttavia, va oltre il primato del gruppo svedese. Il ranking restituisce l’immagine di un settore altamente concentrato, nel quale la leadership europea nelle reti mobili rimane solida, nonostante la pressione geopolitica, la frammentazione delle supply chain e il rallentamento degli investimenti degli operatori.

Un ranking che misura strategia, non solo tecnologia

Il Frost Radar non è una classifica di prodotto. L’analisi combina due dimensioni chiave: la capacità di crescere in un mercato maturo e la capacità di innovare in modo scalabile. In altre parole, misura quanto un fornitore riesca a trasformare ricerca, visione industriale e investimenti in soluzioni adottabili su larga scala.

Applicato alle reti mobili, questo approccio penalizza i player focalizzati su singole componenti e premia chi controlla l’intera architettura, dalla rete di accesso al core, fino al trasporto e all’edge. Non a caso, il podio resta occupato da tre nomi che hanno attraversato tutte le generazioni del mobile: Ericsson, Huawei e Nokia.

Ericsson come benchmark industriale

Ericsson si conferma leader perché riesce a tenere insieme dimensioni spesso in tensione tra loro. Da un lato, una presenza globale capillare, con reti operative in oltre 170 Paesi. Dall’altro, una strategia di lungo periodo che punta su apertura, automazione e sostenibilità.

Nel campo delle reti mobili, il gruppo svedese copre l’intero perimetro infrastrutturale. La sua offerta include soluzioni Ran tradizionali, Open Ran e virtual Ran, core cloud-native, trasporto e reti private. A fare la differenza è l’integrazione sistematica dell’intelligenza artificiale, utilizzata non come funzione accessoria, ma come leva strutturale per l’automazione e l’ottimizzazione della rete.

“Essere riconosciuti ancora una volta come leader per crescita e innovazione riflette il nostro impegno costante in ricerca e sviluppo e nella costruzione di tecnologie scalabili”, afferma Per Narvinger, Executive Vice President e responsabile della divisione Networks di Ericsson. “Applichiamo l’intelligenza artificiale a tutto il portafoglio, dalle soluzioni radio alla gestione della rete, ottenendo reti mobili più aperte, automatizzate ed efficienti”.

Il ruolo di Huawei e Nokia nel quadro competitivo

Subito dietro Ericsson, il ranking colloca Huawei e Nokia, confermando una dinamica ormai consolidata. Huawei mantiene una posizione di forza grazie alla scala del mercato domestico cinese e a investimenti in ricerca e sviluppo tra i più elevati del settore. Tuttavia, le restrizioni politiche continuano a limitarne la presenza in molte aree occidentali, riducendo la sua capacità di competere su base globale.

Nokia rappresenta invece l’altro pilastro europeo delle reti mobili. Il gruppo finlandese dispone di un portafoglio completo e continua a investire in modo aggressivo in ricerca e sviluppo, con una forte focalizzazione su cloud, automazione e reti private. Negli ultimi anni ha rafforzato il posizionamento nel segmento enterprise, considerato uno dei principali bacini di crescita per il mobile di nuova generazione.

Il fatto che due aziende europee occupino stabilmente le prime posizioni del ranking non è casuale. Riflette un modello industriale basato su standard aperti, interoperabilità e resilienza tecnologica, elementi sempre più centrali nelle strategie degli operatori.

Un mercato concentrato e selettivo

Il ranking fotografa anche un’altra realtà: il mercato delle reti mobili è fortemente concentrato. I primi cinque fornitori controllano oltre il 90% delle infrastrutture globali. Questa concentrazione rende il settore meno dinamico rispetto ad altri ambiti del digitale, ma aumenta il peso strategico di chi riesce a restare nel gruppo di testa.

In un contesto di investimenti più cauti da parte degli operatori, la capacità di garantire continuità, supporto di lungo periodo e solidità finanziaria diventa un criterio di scelta tanto quanto l’innovazione tecnologica. È uno dei motivi per cui i grandi player storici continuano a dominare, mentre i nuovi entranti faticano a scalare.

Sostenibilità come fattore competitivo

Un altro asse sempre più rilevante nel mercato delle reti mobili riguarda l’efficienza energetica. Le reti di nuova generazione consumano più risorse, ma allo stesso tempo devono rispondere a obiettivi ambientali sempre più stringenti.

Ericsson ha già raggiunto una riduzione del 40% dei consumi energetici delle nuove stazioni radio rispetto ai livelli del 2021 e ha fissato un nuovo obiettivo di riduzione del 50% entro il 2027. Il miglioramento non deriva da un singolo intervento, ma dall’evoluzione congiunta di hardware, software e gestione intelligente della rete.

Questo approccio si inserisce in una tendenza più ampia che coinvolge l’intero ecosistema europeo delle reti mobili, sempre più orientato a coniugare prestazioni, automazione e sostenibilità.

Il ritorno della crescita, ma su basi diverse

Secondo le stime di settore, gli investimenti globali nelle infrastrutture mobili hanno superato i 60 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita moderata prevista nei prossimi anni. La spesa resta concentrata sulla rete di accesso, ma aumenta l’importanza di core, edge e reti private, considerate fondamentali per monetizzare il 5G.

In questo scenario, le reti mobili non sono più solo un’infrastruttura di connettività. Diventano una piattaforma abilitante per servizi industriali, applicazioni mission critical e nuovi modelli di business. Di conseguenza, la competizione tra fornitori si sposta dal singolo prodotto alla capacità di accompagnare gli operatori lungo l’intero ciclo di evoluzione della rete.

Un primato che va oltre la classifica

Il ranking Frost Radar certifica il primato di Ericsson, ma soprattutto racconta la tenuta della leadership europea nelle reti mobili in una fase di profonda trasformazione del settore. In un mercato sempre più influenzato da geopolitica, sostenibilità e intelligenza artificiale, la capacità di coniugare innovazione e affidabilità resta il vero discrimine.

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