BANDA ULTRALARGA MOBILE

5G, via alla mappatura: Infratel attiva la piattaforma, per le telco deadline 26 luglio

Parte la consultazione per verificare nel dettaglio le coperture del 4G e lo stato di avanzamento delle reti di quinta generazione. Gli operatori dovranno comunicare investimenti e roadmap al 2026

Pubblicato il 11 Giu 2021

5G, via alla mappatura: Infratel attiva la piattaforma, per le telco deadline 26 luglio
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Infratel ha attivato la piattaforma per verificare, di qui al 26 luglio, la copertura particolareggiata delle reti 4G e mappare lo stato di avanzamento del “cantiere” 5G. Le telco dovranno fornire informazioni dettagliate anche e soprattutto sui piani di infrastrutturazione nel quinquennio 2021-2026 e dovranno essere indicate anche le caratteristiche in termini di backhauling delle stazioni radio base. L’obiettivo è capire quali aree del territorio resterebbero scoperte al fine di utilizzare al meglio i fondi pubblici previsti dal Recovery Plan nel capitolo reti a banda ultralarga.

“I piani dichiarati – si legge sul sito di Infratel, la in house del Mise guidata da Marco Bellezza -dovranno essere chiaramente riferibili a decisioni strategiche ed esecutive, completamente finanziate e adottate dai competenti organi di indirizzo e gestione degli operatori, indicando sia le coperture di rete attuali alla data del 31 maggio 2021, sia quelle previste per i prossimi cinque anni, tenuto conto altresì degli obblighi di copertura associati ai diritti d’uso delle frequenze utilizzate” E la mappatura verrà effettuata sulla base di un reticolato geografico di dimensione 100mt x 100mt, rappresentativo del territorio italiano (per circa 30 milioni di “pixel”). In corrispondenza di ogni pixel che costituisce la porzione del territorio è richiesto agli operatori di compilare i campi relativi agli attributi di copertura.

In dettaglio gli operatori dovranno indicare: il piano degli investimenti, che includa per ogni fase di attuazione le date di inizio e completamento e gli elementi che ne evidenzino la concreta attuabilità, suddiviso negli anni per macrocategorie e relativi finanziamenti, approvati dagli organi competenti; l’architettura e struttura della rete sul territorio (numero siti, dislocazione territoriale, tipologia link di backhaul, apparati di trasporto, Pop e relativo posizionamento), apparati e tecnologie previste; il dimensionamento dei siti radio (con evidenza dei metodi e parametri utilizzati per le simulazioni radioelettriche) in termini di numero medio di utenti per sito e per antenna, coerente con quanto fornito nei questionari compilati e dimensionamento della banda, della rete dati e di trasporto. “Nel caso in cui l’operatore non attui il piano dichiarato o non fornisca gli aggiornamenti semestrali, Infratel Italia avrà facoltà di procedere con l’esecuzione del piano di intervento pubblico nonché a dare comunicazione dell’inadempimento dell’operatore sul proprio sito istituzionale”, puntualizza la in house del Mise.

Intanto è fissata al 15 giugno la deadline della consultazione avviata per la mappatura delle aree grigie nell’ambito della fase due del Piano Bul. Nei giorni scorsi sono stati pubblicati i dati periodici sullo stato di avanzamento del piano Voucher: a sette mesi dall’avvio della misura impegnati oltre 81,4 milioni di euro pari al 40,7% dei fondi disponibili.

Complessivamente, dal 9 novembre 2020 sono stati attivati oltre 151.000 voucher in tutta Italia, per un totale di oltre 75,6 milioni di euro erogati. Alla data del 9 giugno risultano prenotati voucher per un importo pari a oltre 9,5 milioni di euro.

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