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Das 5G, salgono a 25,6 milioni le risorse per progetti di interesse pubblico



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Approvata la graduatoria dell’avviso del Dipartimento per la trasformazione digitale: finanziate 12 iniziative tra università, ospedali e autorità portuali, con una dote rafforzata rispetto allo stanziamento iniziale. Butti: “Risultato di un lavoro condiviso con università, strutture sanitarie e autorità portuali, che dimostra quanto la collaborazione istituzionale sia decisiva per accelerare l’innovazione”

Pubblicato il 23 mar 2026



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l Governo mette un nuovo tassello nella strategia di diffusione delle reti mobili di nuova generazione nei contesti più sensibili per il Paese. Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri ha infatti approvato la graduatoria di merito dell’Avviso dedicato allo sviluppo di infrastrutture Distributed Antenna System (DAS) 5G in aree di primario interesse pubblico, individuando 12 progetti idonei al finanziamento. Si tratta di un passaggio che rafforza l’impianto della Strategia italiana per la Banda Ultra Larga 2023-2026, con l’obiettivo di portare una connettività mobile più performante dove si concentrano utenti, servizi essenziali e nuove applicazioni digitali.

Le reti DAS vengono indicate come una leva chiave per garantire copertura radio capillare, stabilità di connessione e maggiore capacità trasmissiva in ambienti complessi, oltre che per favorire la realizzazione di reti private 5G da parte degli enti pubblici e l’adozione di servizi avanzati. In altre parole, non si parla soltanto di migliore copertura, ma della possibilità di abilitare nuovi modelli operativi in ambito accademico, sanitario e logistico-portuale.

Butti: “Un lavoro condiviso che vede il Governo sostenere con risorse concrete la connettività di università, sanità e porti.”

A sottolineare la valenza politica e industriale dell’intervento è il sottosegretario Alessio Butti, che lega l’approvazione della graduatoria a una più ampia strategia di rafforzamento infrastrutturale del Paese. Il messaggio dell’esecutivo è quello di accompagnare la trasformazione digitale con investimenti mirati nei luoghi a più alto valore pubblico, dove la qualità della connettività può incidere direttamente sull’efficienza dei servizi e sulla competitività dei territori.

“Con l’approvazione di questa graduatoria il Governo conferma il proprio impegno a sostenere, con investimenti concreti, la diffusione di infrastrutture digitali avanzate in luoghi strategici” ha dichiarato il Sottosegretario Alessio Butti. “Il finanziamento di 12 progetti è il risultato di un lavoro condiviso con università, strutture sanitarie e autorità portuali, che dimostra quanto la collaborazione istituzionale sia decisiva per accelerare l’innovazione. Rafforziamo così la presenza del 5G in contesti ad alto valore pubblico, contribuendo a rendere più efficienti i servizi essenziali per cittadini e imprese.”

Risorse aumentate oltre la dotazione iniziale

Uno degli elementi più rilevanti dell’operazione riguarda la dimensione finanziaria. L’Avviso era partito con una dotazione di 20 milioni di euro, rivolta a università, centri di ricerca, strutture sanitarie e Autorità di Sistema Portuale. L’elevato interesse registrato e la qualità delle candidature presentate hanno però spinto il Dipartimento ad ampliare la copertura economica dell’intervento, portando il valore complessivo dei fondi a 25,6 milioni di euro, attraverso le risorse disponibili sul Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.

È un segnale importante, perché indica la volontà di non disperdere proposte ritenute solide e coerenti con gli obiettivi di modernizzazione del Paese. Inoltre, tutti i progetti selezionati dovranno essere avviati e completati entro un massimo di 24 mesi dall’aggiudicazione, fissando così una cornice temporale chiara per la messa a terra degli investimenti.

Atenei, sanità e scali marittimi: ecco chi beneficia dei fondi

La graduatoria approvata distribuisce le risorse tra tre università, quattro strutture sanitarie e cinque Autorità di Sistema Portuale. Sul fronte accademico risultano ammessi l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, l’Università degli Studi di Catania e il Politecnico di Bari. In ambito sanitario, i fondi andranno all’Azienda Unità Sanitaria Locale Toscana Centro, all’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, all’Azienda Sanitaria Locale di Taranto e all’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer. Per il sistema portuale, invece, entrano in graduatoria l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, quella dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale – ADSPMAM, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e quella del Mare Adriatico Centro Settentrionale.

La distribuzione dei soggetti finanziati restituisce bene il senso dell’iniziativa: intervenire in ambienti dove la connettività non è più soltanto un supporto tecnologico, ma un’infrastruttura abilitante per funzioni critiche, operative e di servizio. Dalle aule universitarie ai presidi ospedalieri, fino ai nodi logistici dei porti, il 5G viene così declinato come strumento di efficienza, sicurezza e innovazione applicata.

Didattica immersiva, smart hospital e logistica in tempo reale

Per le università, i progetti sono orientati allo sviluppo e al potenziamento di infrastrutture DAS di nuova generazione basate su tecnologia 5G, con l’obiettivo di assicurare copertura radio in contesti complessi e ad alta densità. Il traguardo non è solo migliorare l’esperienza digitale di studenti, ricercatori e personale, ma anche creare le condizioni per applicazioni come didattica immersiva in augmented reality e virtual reality, telepresenza olografica, ricerca avanzata in robotica e mobilità autonoma, living lab per sperimentazione e certificazione di nuove tecnologie.

Nel comparto sanitario, l’adozione delle infrastrutture DAS dovrà invece sostenere la continuità e la qualità dei servizi di connettività mobile all’interno degli ospedali. Qui il 5G viene associato alla prospettiva degli smart hospital, con control room multiservizio, monitoraggio remoto dei pazienti tramite IoMT, sistemi di supporto decisionale basati su big data e soluzioni per ottimizzare flussi ospedalieri e percorsi di cura. Si delinea dunque un quadro in cui la rete diventa parte integrante dell’organizzazione clinica e gestionale.

Quanto ai porti, il comunicato evidenzia la realizzazione di infrastrutture DAS in alcuni casi basate su reti 5G Stand Alone private, pensate per garantire copertura uniforme e resiliente in aree strategiche di rilievo nazionale e internazionale. L’impatto atteso riguarda la digitalizzazione dei processi logistici e l’abilitazione di servizi avanzati di operatività in tempo reale, con applicazioni che spaziano dalle comunicazioni mission-critical al monitoraggio perimetrale via IoT, fino alle soluzioni di realtà aumentata per il supporto remoto agli operatori. È in questa convergenza tra rete, automazione e servizi che si gioca la partita dei futuri smart port italiani.

Un passaggio che rafforza la politica industriale del 5G pubblico

Nel complesso, la graduatoria approvata dal Dipartimento segna un avanzamento concreto di una politica industriale che punta a portare il 5G oltre la dimensione puramente commerciale. Il focus sui luoghi di interesse pubblico indica una visione in cui le reti di nuova generazione vengono considerate asset essenziali per modernizzare formazione, sanità e logistica, cioè tre filiere decisive per la competitività del sistema Paese.

L’elemento politico più evidente è proprio questo: il 5G viene letto non soltanto come upgrade infrastrutturale, ma come architrave per servizi più efficienti, processi più intelligenti e nuovi modelli organizzativi. E l’aumento della dotazione iniziale conferma che, almeno in questa partita, il Governo ha scelto di accompagnare la domanda progettuale con uno sforzo economico aggiuntivo.

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