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Agenzia Spaziale italiana, compie dieci anni la missione Cassini

Sono oltre 3mila i report sugli anelli di ghiaccio di Saturno registrati dalla sonda partita nel 2014. Enrico Flamini, chief scientist dell’Agenzia spaziale italiana: “Ancora oggi Cassini continua a darci nuovi dati e sorprese osservando il cambio delle stagioni intorno al pianeta”

Pubblicato il 30 Giu 2014

Agenzia Spaziale italiana, compie dieci anni la missione Cassini

Sono trascorsi dieci anni da quando la sonda Cassini è partita dalla Terra per sorvolare gli anelli di ghiaccio di Saturno, e poi atterrare sulla sua superficie: grazie a questa missione, un progetto congiunto di Nasa, Esa, Asi, sono oggi disponibili centinaia di gigabytes di dati scientifici e più di 3mila report.

Cassini, con a bordo la sonda Esa Huygens, è giunta nel sistema di Saturno per una missione che prevedeva una durata iniziale di 4 anni. I numerosissimi successi e la sua “eterna giovinezza” hanno determinato l’estensione della missione da parte della Nasa nel 2008: nel corso di questi dieci anni, il pianeta ha completato un terzo dei quasi trent’ anni di viaggio intorno al Sole e gli scienziati hanno avuto la possibilità di osservare una varietà di cambiamenti stagionali.

L’Asi è uno dei partner della missione Cassini: in base ad un accordo di collaborazione con la Nasa, ha sviluppato l’antenna ad alto guadagno con incorporata un’antenna a basso guadagno (che assicurano le telecomunicazioni con la Terra per l’intera durata della missione ed è anche l’antenna del radar), il canale visibile dello spettrometro VIMS, il sottosistema di radioscienza (RSIS) e il Radar che utilizza anch’esso l’antenna ad alto guadagno. L’ASI ha inoltre sviluppato, per la sonda Huygens, lo strumento HASI che ha misurato le proprietà fisiche dell’atmosfera e della superficie di Titano.

“Ho ancora vivo in memoria – ha dichiarato Enrico Flamini, Chief Scientist dell’Agenzia Spaziale Italiana – quel pomeriggio al JPL. L’ansia, in attesa che il collegamento con Cassini riprendesse dopo l’interruzione dovuta alla particolare geometria dovuta all’accensione dei motori di bordo per rallentare la sonda e immetterla nel campo gravitazionale di Saturno, e la gioia della conferma che tutto era andato esattamente come pianificato quando la nostra High Gain Antenna era di nuovo puntata verso la Terra. Dopo 10 anni Cassini è più vivo che mai e continua a darci nuovi dati e sorprese osservando il cambio delle stagioni intorno a Saturno”.

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