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AI, le telco cercano la svolta sui ricavi: il caso Orange


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Dall’efficienza interna alla commercializzazione di nuovi servizi, gli operatori accelerano sul passaggio alla scala industriale. Con Live Intelligence, il gruppo francese porta sul mercato l’esperienza maturata nella GenAI: 300 milioni di euro di valore generato nel 2025 e obiettivo 600 milioni entro il 2028

Pubblicato il 11 set 2026

Federica Meta

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Punti chiave

  • Trasformazione B2B: Live Intelligence commercializza capacità interne (117.500 utenti, 18.000 assistenti, 400 use case) e vale €300M (2025), obiettivo €600M entro 2028.
  • Ecosistema multi‑LLM e partnership: integrazione con Mistral, accordo con OpenAI e collaborazione con LangChain; crescente ruolo dell’agentic AI, hybrid cloud e controllo tramite Orange Cyberdefense.
  • Competenze e misurazione: avviato da Dinootoo, 65.000 dipendenti formati, 1.500 esperti e 700 ricercatori; uso di data mesh e dashboard per quantificare risparmi e ricavi.
Riassunto generato con AI


Orange punta a trasformare l’esperienza maturata con l’intelligenza artificiale all’interno del gruppo in un nuovo asse di sviluppo per il business B2B. Il passaggio dall’utilizzo dei modelli generativi da parte dei dipendenti alla commercializzazione di servizi destinati ad aziende e pubbliche amministrazioni è al centro di Live Intelligence, la piattaforma analizzata da STL Partners in un executive briefing pubblicato ad agosto 2026.

Il percorso ha già raggiunto dimensioni rilevanti: 117.500 utilizzatori, pari a oltre il 90% dei dipendenti Orange, più di 18mila assistenti basati sull’intelligenza artificiale e 400 casi d’uso già in produzione. Il gruppo attribuisce alle applicazioni implementate un valore generato di circa 300 milioni di euro nel 2025, con l’obiettivo di raddoppiarlo e raggiungere quota 600 milioni entro il 2028.

Il caso Orange riflette un passaggio che sta interessando l’intero settore delle telecomunicazioni: dall’impiego dell’AI soprattutto per aumentare l’efficienza interna alla ricerca di nuovi servizi e ricavi. La GSMA individua quattro principali aree nelle quali la tecnologia può creare valore per gli operatori: gestione e ottimizzazione delle reti, customer experience, processi aziendali e commercializzazione di prodotti e servizi basati sull’AI. L’associazione sottolinea inoltre come le telco siano arrivate a un punto di svolta, nel quale la capacità di portare i progetti dalla sperimentazione alla scala industriale diventa determinante per trasformare gli investimenti tecnologici in crescita.

Il percorso resta però ancora sbilanciato verso le applicazioni più facilmente implementabili. Secondo GSMA Intelligence, soltanto il 16% dei deployment di AI nelle telecomunicazioni riguarda direttamente le reti, nonostante queste rappresentino circa il 34% dei costi operativi degli operatori. Le implementazioni risultano ancora concentrate soprattutto sulla customer experience e sulle funzioni enterprise. È proprio questo divario tra sperimentazione, utilizzo interno e industrializzazione a rendere significativo il percorso seguito da Orange.

Da Dinootoo a Live Intelligence

Il punto di partenza è stato Dinootoo, la piattaforma interna di GenAI lanciata nel settembre 2023 per offrire ai dipendenti un accesso sicuro a diversi large language model. Le applicazioni comprendono l’analisi multilingue dei documenti, lo sviluppo software, la traduzione, la produzione di contenuti e gli strumenti per la customer experience.

Con il lancio di Live Intelligence nel novembre 2024, Orange ha iniziato a portare sul mercato le capacità sperimentate e sviluppate internamente, costruendo un ambiente multi-LLM rivolto alle imprese e al settore pubblico. La piattaforma rende disponibili anche assistenti selezionati e gestiti dal gruppo e, dal 2026, consente ai clienti di sviluppare in sicurezza i propri assistenti e agenti.

Il modello seguito dall’operatore francese disegna quindi una traiettoria precisa: utilizzare per prima la tecnologia all’interno dell’organizzazione, accumulare competenze e casi d’uso e successivamente trasformare parte di questo patrimonio in servizi commerciali.

Un ecosistema multi-modello con Mistral, OpenAI e LangChain

La strategia poggia anche su una rete di partnership tecnologiche. Orange ha integrato Mistral AI in Live Intelligence e nei propri servizi di connettività B2B a partire dal 2025. Nello stesso anno ha stretto un accordo con OpenAI per distribuire i modelli avanzati della società attraverso l’infrastruttura locale dell’operatore, con l’obiettivo di garantire ai clienti maggiori livelli di controllo e sovranità.

A queste iniziative si affiancano la collaborazione con Nvidia e quella con LangChain, annunciata nel marzo 2026 e focalizzata sulla progettazione, il deployment e la gestione degli agenti AI.

Proprio l’agentic AI sta assumendo un ruolo crescente nello stack tecnologico del gruppo. STL Partners distingue gli agenti dagli assistenti in base al livello di autonomia: nei primi il modello dispone di una certa capacità di azione e dell’accesso a strumenti necessari per completare un compito, mentre gli assistenti operano con margini di autonomia inferiori.

La presenza di più fornitori consente a Orange di costruire un ambiente nel quale le aziende possano accedere a modelli differenti attraverso un unico servizio, scegliendo le soluzioni in funzione dell’applicazione e dei requisiti relativi a dati, sicurezza e infrastruttura.

Più di 65mila dipendenti formati sull’AI

La diffusione degli strumenti è stata accompagnata da un investimento sulle competenze. Oltre 65mila dipendenti Orange hanno ricevuto formazione sull’intelligenza artificiale, mentre l’operatore ha organizzato un AI Boost Camp esteso a 26 Paesi. Il gruppo può inoltre contare su 1.500 esperti di dati e AI distribuiti tra Europa, Medio Oriente e Africa e su 700 ricercatori impegnati nelle attività di ricerca e sviluppo.

L’adozione passa anche dalla possibilità per i singoli dipendenti di sviluppare direttamente nuovi strumenti. Dei più di 18mila assistenti disponibili su Live Intelligence, la maggioranza viene gestita dalla persona che li ha creati. A supporto dell’accesso distribuito alle informazioni, Orange utilizza inoltre un’architettura data mesh, attraverso la quale i dataset vengono trasformati in “data product” pronti per essere utilizzati.

L’impostazione punta ad allargare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale oltre i team specialistici, lasciando alle strutture centrali il presidio dell’infrastruttura, della governance e della sicurezza.

Una dashboard misura risparmi e nuovi ricavi

Alla diffusione degli strumenti Orange ha associato un sistema per misurarne gli effetti economici. I principali casi d’uso vengono monitorati attraverso una dashboard interna a livello di gruppo, nella quale possono essere registrati il Paese, la funzione aziendale interessata, il modello utilizzato e l’impatto ottenuto.

Per i risparmi sui costi, il calcolo considera il tempo dichiarato come risparmiato dai dipendenti e lo rapporta al costo del lavoro. L’incremento dei ricavi viene invece associato a indicatori quali riduzione del churn e attività di upselling. La dashboard permette inoltre ai lavoratori di individuare applicazioni già sperimentate da altri colleghi e trasferibili alle proprie attività.

La misurazione sistematica contribuisce a spiegare il dato dei 300 milioni di euro attribuiti al valore generato nel 2025: l’indicatore combina differenti forme di beneficio economico, dai risparmi operativi ai maggiori ricavi associati ai singoli progetti.

Sovranità e controllo dei dati al centro dell’offerta

Sul mercato enterprise, Orange cerca di differenziare Live Intelligence facendo leva sul proprio ruolo di fornitore infrastrutturale europeo. STL Partners sintetizza il posizionamento attraverso quattro elementi: controllo, possibilità di scelta, competenze e massa critica.

In particolare, Live Intelligence opera interamente su infrastrutture europee considerate affidabili e sottoposte ad audit da Orange Cyberdefense. Il servizio permette alle aziende di accedere a diversi large language model attraverso un unico ambiente e mette a disposizione agenti e assistenti già predisposti per aree operative come vendite, risorse umane e attività legali.

L’architettura può inoltre essere implementata in modalità hybrid cloud, utilizzando risorse pubbliche per le applicazioni standard e ambienti privati quando sono richiesti maggiori livelli di riservatezza dei dati o di sovranità operativa. Le Api consentono di portare le funzionalità direttamente all’interno delle applicazioni utilizzate dai clienti: il report cita, per esempio, l’integrazione con Teams per la gestione dei verbali delle riunioni e la modifica e condivisione delle sintesi attraverso Teams o Outlook.

La scelta del modello multi-LLM consente quindi a Orange di proporsi come livello di intermediazione tra aziende, modelli fondazionali e infrastrutture cloud, senza vincolare il servizio a un unico fornitore tecnologico.

La base clienti sale a quota 100

STL Partners rileva anche una crescita della diffusione commerciale. I clienti di Live Intelligence sono passati da 70 nel febbraio 2026 a 100 nell’aprile dello stesso anno. A luglio Orange indicava inoltre 16mila utenti attivi sulla piattaforma; la maggior parte era costituita ancora da utilizzatori interni, mentre la componente enterprise risultava in espansione.

Il modello economico prevede una licenza basata sull’utilizzo, con un tetto ai consumi pensato per rendere prevedibili i costi e la possibilità di acquistare capacità aggiuntiva. Alcune funzionalità possono seguire schemi differenti: STL Partners cita, per esempio, MAIA, attualmente tariffata in funzione dei token consumati ma destinata a passare verso un prezzo fisso per singola risoluzione.

L’esperienza di Orange mostra così come l’adozione su larga scala dell’AI possa diventare anche una leva per ampliare il portafoglio dei servizi digitali degli operatori di telecomunicazioni. Live Intelligence riunisce competenze maturate nell’uso interno, capacità infrastrutturale, sicurezza e accesso a modelli differenti con l’obiettivo di trasferire sul mercato enterprise una parte del valore sviluppato all’interno del gruppo.

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