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Automazione di rete, scatta l’allarme per le telco: accelerare ora per non perdere valore



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Un report congiunto di Fnt Software e Inmanta evidenzia come la modernizzazione dei sistemi e l’integrazione tra inventario e orchestrazione rappresentino una priorità strategica per gli operatori in una fase di forte competizione e consolidamento

Pubblicato il 27 feb 2026



reti autonome corcom

L’automazione di rete sta diventando un elemento decisivo nelle valutazioni industriali e finanziarie degli operatori, soprattutto in un mercato che corre verso concentrazioni, alleanze e acquisizioni. È il quadro delineato nel white paper “Start Small, Scale Fast” di Fnt Software e Inmanta, pubblicato da TelcoTitans. Il documento avverte gli operatori che rinviare i progetti di automazione può tradursi in perdite di efficienza, rigidità operativa e – soprattutto – minore attrattività agli occhi di potenziali investitori o partner industriali.

Il messaggio è chiaro: le reti multi‑vendor e multi‑tecnologia richiedono strumenti moderni, integrati e capaci di alimentare processi end‑to‑end. La priorità, sottolineano gli autori, non è più rimandabile. E la strategia migliore non è il “grande progetto” da anni di lavoro, ma un percorso graduale che generi benefici concreti già nelle prime fasi.

Efficienza e valore aziendale: la relazione diretta

Il report evidenzia come i processi di consolidamento stiano alzando l’asticella delle due diligence. Gli operatori non vengono valutati solo per copertura o qualità dei servizi, ma soprattutto per la capacità di operare in modo efficiente e scalabile. Quando inventari frammentati, workflow manuali e sistemi obsoleti rallentano l’operatività, l’impatto finisce per riflettersi anche sulla metrica più sensibile: il valore dell’azienda.

Secondo Fnt e Inmanta, un’infrastruttura poco automatizzata rischia di trasformarsi in un freno alla crescita. L’assenza di una vista unica sugli asset, unita alla difficoltà nel sincronizzare i dati tra diversi domini, genera incertezza e rallenta l’introduzione di nuovi servizi. In un momento in cui la concorrenza si gioca sulla velocità, la mancanza di automazione può diventare un fattore critico.

Proprio per questo i due partner invitano gli operatori a non attendere il completamento di complesse trasformazioni dell’inventario, che possono durare anni. Il rischio è arrivare tardi, mentre competitor più agili scelgono percorsi incrementali e si garantiscono vantaggi immediati.

Dati accurati e inventario unificato: la base per la trasformazione

Il documento mette in luce il primo ostacolo reale: la frammentazione dei dati. Molti operatori gestiscono inventari duplicati, sistemi non allineati, informazioni non aggiornate. Per Fnt Software, la risposta è un inventario unificato che diventi la “single source of truth” per tutti gli asset fisici, logici e virtuali.

Il sistema centrale, spiegano, deve funzionare come un modello vivente, capace di riflettere lo stato attuale della rete e quello pianificato. L’obiettivo è semplificare l’impatto delle modifiche, ridurre il rischio di errori e garantire che ogni evoluzione sia coerente su tutti i domini.

Fnt ricorda anche la disponibilità di un catalogo con oltre ottantamila componenti modellati, utile per velocizzare l’onboarding dei dispositivi e supportare l’approccio graduale auspicato dal white paper. Questa base dati permette agli operatori di inserire nuovi elementi senza rivedere da zero l’intero sistema di inventario.

Intent‑based orchestration: dal modello alle operazioni reali

La seconda leva individuata dal white paper riguarda l’orchestrazione. Qui entra in gioco Inmanta, che propone una piattaforma pensata per tradurre l’intento operativo in configurazioni applicate in modo coerente su tutte le componenti di rete.

Il punto chiave è che l’orchestrazione deve estendersi oltre il provisioning. Inmanta sottolinea che un sistema realmente moderno copre l’intero ciclo di vita del servizio, dalla progettazione alla dismissione. Quando l’orchestratore dialoga costantemente con l’inventario unificato, il risultato è un ambiente più stabile, meno esposto agli errori e capace di introdurre elementi di manutenzione predittiva e auto‑riparazione.

Nel report, Daria Batrakova, direttrice della Business Line Telecom Solutions di Fnt Software, spiega: “La suite di orchestrazione di servizi di Inmanta, altamente programmabile e guidata dall’intento, è completata dalla soluzione di inventario di rete all’avanguardia di Fnt Software, che supporta nativamente qualsiasi rete tradizionale o cloud. Una tale combinazione facilita il fulfillment dei servizi e il rapido onboarding di nuove tecnologie di rete.”

L’integrazione dei due sistemi, aggiunge il white paper, consente di ridurre tempi di attivazione e aumentare la coerenza operativa, generando vantaggi immediati.

I casi applicativi: Freedom Fibre e Bics

L’analisi pubblicata da TelcoTitans riporta due esempi concreti citati nel white paper. Il primo riguarda Freedom Fibre, operatore britannico open access impegnato nell’espansione della rete Ftth. L’azienda ha adottato la soluzione di orchestrazione di Inmanta per gestire il ciclo di vita dei servizi end‑to‑end e per ridurre il debito tecnologico. La chief operating officer, Lindsey Sutherland, afferma:
“L’avvio in produzione della nostra soluzione di automazione rappresenta un passo fondamentale per scalare la nostra rete e migliorare l’esperienza dei clienti.”

Il secondo caso riguarda Bics, realtà internazionale attiva nei servizi di comunicazione. Automatizzando le operation ricorrenti e consolidando i dati di inventario, il gruppo ha ottenuto una riduzione dell’opex fino al 70%. Il dato viene presentato da Inmanta come uno degli esempi più significativi dell’efficacia dell’approccio incrementale.

Il modello in quattro fasi: partire subito, crescere in modo rapido

Il cuore metodologico del white paper si basa su un percorso in quattro tappe. La prima consiste nel definire il perimetro e gli use case prioritari, coinvolgendo fin da subito i team di inventario e orchestrazione. La seconda prevede la creazione di una base dati affidabile, che non deve essere perfetta ma sufficiente a supportare le prime automazioni.

Nella terza fase entra in scena l’orchestratore, che funziona come motore per la progettazione e l’assegnazione delle risorse. L’ultima tappa porterà alla validazione sul campo e al passaggio in produzione, con un’estensione progressiva verso ulteriori domini. Questo modello, spiegano gli autori, crea un ciclo virtuoso che alimenta la qualità dei dati e facilita l’introduzione di nuove funzionalità avanzate.

Il ceo di Inmanta, Stefan Walraven, sintetizza l’effetto di lungo periodo: “Sviluppare un inventario di rete unificato, in armonia con l’orchestrazione dei servizi, offre visibilità sugli asset e sui domini che può essere trasformata in azioni immediate e coerenti.”

Verso la rete autonoma: una roadmap che guarda al futuro

L’ultima parte del white paper evidenzia che l’automazione di rete non si limita a ridurre costi e tempi di provisioning. È soprattutto la base per l’evoluzione verso modelli di rete più intelligenti e sostenibili, dove il closed loop e l’autonomia operativa diventano realtà. In uno scenario di rapida trasformazione tecnologica, la capacità di integrare nuove architetture, vendor e modelli di servizio in pochi giorni può diventare un vantaggio competitivo decisivo.

L’invito degli autori è chiaro: agire ora, anche partendo da casi d’uso circoscritti, permette di ottenere benefici immediati e di preparare la rete ai cambiamenti futuri. In un mercato che si muove velocemente, la velocità nell’adottare strumenti avanzati di inventory e orchestrazione può influenzare direttamente il valore degli operatori, la loro attrattività e la solidità del modello di business.

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