Una nuova spinta alla diffusione delle infrastrutture di banda ultralarga in Italia grazie al Pnrr, con una dotazione di oltre 700 milioni di euro: il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e Invitalia sottoscritto l’accordo attuativo dedicato all’Investimento 7 – Fondo nazionale per la connettività (FNC), della Missione 1, Componente 2 del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’intesa definisce il perimetro operativo dello strumento finanziario che sosterrà nuovi interventi in infrastrutture a banda ultralarga fino al 2029.
Il Fondo nazionale per la connettività, dal valore esatto di 733 milioni di euro, istituito all’esito della rimodulazione del Pnrr dello scorso novembre, è configurato come una misura “facility”, ossia uno strumento finanziario adottato dal Governo italiano per nuovi investimenti in infrastrutture digitali nel contesto dei programmi comunitari.
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Nuovo investimento nella banda ultralarga in Italia
L’attuazione dello strumento, affidata ad Invitalia, si tradurrà in un investimento pubblico erogato in regime di sovvenzioni, concepito per stimolare gli investimenti privati e facilitare l’accesso ai finanziamenti nel settore delle infrastrutture di rete a banda ultra-larga. Le sovvenzioni saranno destinate direttamente agli operatori privati, con l’obiettivo di colmare il divario di fattibilità economica delle opere, richiedendo un cofinanziamento minimo del 30% del costo complessivo dei progetti.
L’accordo siglato, valido fino al 31 dicembre 2030, individua Invitalia come Implementing Partner dello strumento, affidando alla società la gestione del Fondo: dalle attività di pianificazione e affidamento a quelle di esecuzione, monitoraggio e verifica dell’intervento pubblico, incluse le funzioni amministrative e specialistiche necessarie.
Uno strumento per sostenere nuovi investimenti nelle reti
“L’accordo siglato oggi si inserisce in un percorso che ha visto il Dipartimento impegnato, da un lato, a correggere le gravi criticità ereditate dal passato che avevano reso necessaria la rimodulazione del Pnrr e, dall’altro, a costruire – in piena sintonia con la Commissione europea – uno strumento capace di sostenere nuovi investimenti nelle reti a banda ultralarga. Un’operazione che consente di reinvestire nel settore delle telecomunicazioni oltre 700 milioni di euro che, in assenza di questa rimodulazione, sarebbero andati persi”, ha commentato il Sottosegretario all’innovazione, Alessio Butti.
Invitalia, impegno a costruire un’Italia più connessa
Da parte sua, l’Ad di Invitalia, Bernardo Mattarella, ha sottolineato: “Con la sottoscrizione di questo Accordo attuativo, a seguito di quanto previsto dalla Decisione di esecuzione del Consiglio Ecofin del 27 novembre 2025, Invitalia – quale Implementing Partner del Fondo nazionale per la connettività – mette a disposizione la propria esperienza nella gestione di fondi pubblici e procedure complesse. Invitalia opererà per sostenere il completamento del Piano Italia 1 Giga affinché le aree meno servite possano beneficiare di infrastrutture di rete avanzate. Un impegno a costruire un’Italia più connessa, competitiva ed equa, pronta a cogliere le opportunità dell’economia digitale e a raggiungere gli ambiziosi traguardi europei del Digital Decade entro il 2030”.
Pnrr e banda ultralarga: i fondi allocati e i target
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha previsto importanti investimenti (qui il Pillar di CorCom) per garantire la diffusione di reti a banda ultralarga (fibra Ftth, Fwa e 5G).
Grazie a 6,7 miliardi di fondi Pnrr, la Missione 1 – Componente 2 – Investimento 3 “Reti ultraveloci” sono stati attivati cinque nuovi piani di intervento pubblico per coprire le aree geografiche in cui l’offerta di infrastrutture e servizi digitali ad altissima velocità da parte degli operatori di mercato è assente o insufficiente.
I Piani di intervento previsti dal Pnrr, scanditi da target e milestone ben definiti, con tempi e obiettivi chiari, sono dedicati alla popolazione, come, ad esempio, il Piano “Italia a 1 Giga” e “Italia 5G”, ma anche a specifici settori, quali le scuole, con il Piano “Scuole Connesse”, e le strutture sanitarie, con il Piano “Sanità Connessa”.
In particolare per quanto riguarda “Italia a 1 Giga“, l’obiettivo è fornire connettività ad almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload ai civici che, secondo l’esito delle attività di mappatura eseguite da Infratel Italia nel corso del 2021 non saranno raggiunti da almeno una rete in grado di fornire velocità di connessione in download pari o superiore a 300 Mbit/s entro il 2026. I civici oggetto dell’intervento nel Piano “Italia a 1 Giga” sono circa 6,8 milioni in tutta Italia, suddivisi in 15 aree geografiche assegnate in seguito a un bando pubblico, per un totale aggiudicato di circa 3,4 miliardi di euro.












