Il rinnovo del Contratto collettivo nazionale delle Telecomunicazioni è uno strumento destinato a sostenere l’evoluzione del settore in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni tecnologiche e organizzative. Lo sostiene Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel, Intervenendo alla Prima Giornata italiana della contrattazione collettiva promossa da Adapt. Si tratta, afferma, di “un contratto di trasformazione e di innovazione, per accompagnare la transizione digitale del Paese e rafforzare la competitività del settore con una prospettiva di lungo periodo, fino al 2028”.
Secondo Di Raimondo, l’accordo rappresenta inoltre la dimostrazione della volontà della filiera di investire sul capitale umano e sulla sostenibilità del comparto, in una fase economica ancora complessa.
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Il ruolo della contrattazione nella filiera delle telecomunicazioni
Nel corso dell’intervento Di Raimondo ha sottolineato la centralità della contrattazione collettiva nazionale “quale sede privilegiata per costruire risposte equilibrate e innovative”, evidenziando come il contratto sia stato progettato per coniugare competitività aziendale, qualità del lavoro e valorizzazione delle professionalità.
In questo quadro, il CCNL delle Telecomunicazioni viene interpretato da Asstel come un elemento di supporto alle politiche industriali, capace di favorire il percorso di modernizzazione delle imprese e dei lavoratori.
Competenze e formazione al centro del rinnovo
Uno dei cardini dell’accordo riguarda l’aggiornamento dei modelli professionali e l’investimento sulle competenze. Il nuovo sistema di classificazione del personale introduce infatti una struttura fondata sulle Aree Professionali, con l’obiettivo di collegare in modo più diretto percorsi di crescita, responsabilità ed evoluzione delle mansioni.
“Al centro del rinnovo abbiamo messo le persone, oltre a competenze e formazione permanente – spiega Di Raimondo – consapevoli che l’innovazione può generare valore solo se accompagnata da investimenti costanti nello sviluppo professionale”.
La revisione contrattuale interviene anche sulla disciplina relativa alle nuove tecnologie, prevedendo strumenti informatici di supporto, percorsi formativi certificati e iniziative di riqualificazione professionale.
Intelligenza artificiale e nuove professionalità
Ampio spazio viene dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione sui processi produttivi e organizzativi. Per il direttore generale di Asstel “la progressiva adozione di sistemi intelligenti richiede non solo competenze tecniche avanzate nella gestione e interpretazione dei dati, ma anche nuove competenze trasversali e una mentalità orientata alla collaborazione tra persona e tecnologia”.
L’obiettivo è favorire una transizione in cui l’innovazione tecnologica proceda di pari passo con la crescita professionale delle persone.
Focus sul comparto CRM e BPO
Tra le novità del contratto figura anche l’introduzione di una specifica area contrattuale dedicata al settore CRM/BPO (Customer Relationship Management – Business Process Outsourcing), interessato da un processo di trasformazione particolarmente intenso.
La misura punta a sostenere l’aggiornamento delle competenze richieste dal mercato, favorendo l’occupabilità nel medio-lungo periodo e contribuendo alla tenuta economica e occupazionale del comparto. Per Asstel, l’intervento rappresenta inoltre uno strumento utile per contrastare fenomeni di dumping contrattuale.
Contrattazione aziendale e organizzazione del lavoro
Un altro elemento in primo piano nell’intervento di Laura di Raimondo riguarda il rapporto tra livello nazionale e livello aziendale della contrattazione. Le innovazioni introdotte dal nuovo CCNL potranno infatti essere declinate nelle diverse realtà produttive attraverso accordi aziendali, con particolare attenzione ai temi dell’organizzazione del lavoro.
Tra gli ambiti destinati a trovare applicazione nelle singole imprese figurano gli orari di lavoro, lo smart working, l’utilizzo degli strumenti digitali e le misure finalizzate a migliorare l’equilibrio tra vita privata e attività professionale.
La visione di lungo periodo della filiera
Nelle conclusioni del suo intervento, Di Raimondo richiama il valore strategico delle telecomunicazioni per la crescita del Paese: “Con questo rinnovo – spiega – Asstel e le Parti Sociali hanno confermato un impegno comune per promuovere occupazione qualificata, formazione permanente, nuovi modelli organizzativi e partecipazione, rafforzando il ruolo delle telecomunicazioni come infrastruttura strategica per lo sviluppo digitale del Paese”.






