È stato un successo il lancio in orbita dei satelliti di Ast SpaceMobile, BlueBird 11, 12 e 13: lo annuncia la stessa società delle tlc satellitari che sta costruendo quella che definisce “la prima e unica rete a banda larga cellulare spaziale accessibile direttamente dagli smartphone di uso comune, progettata per applicazioni sia commerciali che governative”.
I BlueBird 11, 12 e 13 sono partiti dalla Cape Canaveral Space Force Station in Florida a bordo di uno razzo SpaceX Falcon 9. La missione segue il lancio dei BlueBird 8, 9 e 10 a giugno.
Ast punta a lanciare i servizi beta direct-to-device (D2D) entro la fine dell’anno, sebbene il servizio iniziale negli Stati Uniti con AT&T e Verizon fornirà una copertura discontinua usando lo spettro a bassa frequenza, in quanto l’azienda sta continuando ad aggiungere satelliti alla costellazione.
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Ast SpaceMobile, lanciati altri tre satelliti BlueBird
I satelliti BlueBird rappresentano “i più grandi array di comunicazione mai dispiegati in orbita terrestre bassa e potranno supportare velocità di trasmissione dati di picco prossime ai 200 Mbps direttamente sugli smartphone di uso comune”, afferma Ast.
L’operatore sta già preparando i satelliti BlueBird 14, 15 e 16 per la prossima missione, mentre la produzione dei rimanenti satelliti, fino al BlueBird 42, viene definita “in fase avanzata”.
Il servizio direct-to-device
La rete di Ast è progettata per connettersi direttamente agli smartphone standard senza richiedere dispositivi satellitari specializzati o hardware aggiuntivo per l’utente. L’azienda prevede di supportare servizi voce, dati e video utilizzando lo spettro fornito dagli operatori di rete mobile, oltre allo spettro satellitare a disposizione dell’azienda.
Ast utilizza un’architettura satellitare impilabile che consente di trasportare più satelliti nella stessa missione. I satelliti utilizzano strutture leggere in composito di carbonio e grandi antenne a schiera progettate per comunicare direttamente con i dispositivi mobili dall’orbita.
L’azienda ha definito diverse soglie di satelliti per i livelli di servizio previsti: circa 25 satelliti BlueBird supporteranno un servizio non continuo in mercati selezionati, mentre da 45 a 60 satelliti sono destinati a fornire un servizio continuo nei principali mercati, tra cui Stati Uniti, Europa e Giappone.
Circa 90 satelliti sono previsti per un servizio continuo in tutti i mercati target di AST. L’azienda definisce il servizio continuo come un servizio costante con un’affidabilità prossima al 100% in aree geografiche specifiche entro determinate latitudini, con un elevato grado di affidabilità anche altrove.
La roadmap di Ast SpaceMobile
“Questo lancio , combinato con l’ampliamento della capacità produttiva e il recente lancio e dispiegamento con successo dei satelliti BlueBird 8, 9 e 10, ci mette nella posizione di attivare i servizi beta entro la fine dell’anno”, ha dichiarato Scott Wisniewski, presidente di Ast SpaceMobile.
In precedenza, Ast aveva previsto di avere circa 45 satelliti in orbita entro la fine del 2026. A luglio, ha rivisto tale obiettivo, posticipando la data all’inizio del 2027 in base alla disponibilità prevista per i lanci; la tempistica dipende anche dall’assemblaggio e dal collaudo dei satelliti, dalle approvazioni normative, dalla prontezza del vettore di lancio e dalla logistica.
La sinergia con le reti mobili
Il servizio commerciale richiede ad Ast di connettere la propria infrastruttura satellitare con le reti mobili terrestri. A maggio, l’azienda ha dichiarato che l’integrazione con le reti terrestri era in corso in diversi mercati, tra cui Stati Uniti, Canada, Regno Unito, India, Brasile, Germania, Francia, Giappone, Arabia Saudita, Filippine e diversi paesi africani. I mercati coinvolti hanno una popolazione complessiva di circa 2,9 miliardi di persone, riferisce l’operatore satellitare.
L’azienda ha anche installato celle fisse negli Stati Uniti continentali per attività di integrazione con operatori di telefonia mobile e partner produttori di dispositivi, tra cui test sulla qualità dello spettro e automazione dei servizi.
Ast ha accordi con quasi 60 operatori di rete mobile (tra cui AT&T, Verizon, Vodafone, Rakuten, Bell, Telus e stc Group), che – riferisce ancora l’operatore – rappresentano oltre 3 miliardi di abbonati.
La joint venture europea con Vodafone
In Europa, Ast ha una joint venture con Vodafone, formata a marzo 2025 oggi attiva col nome di Satellite Connect Europe. In questo sistema satellitare-terrestre, i satelliti di Ast agiscono come unità radio remote, mentre le funzioni di rete principali rimangono di competenza dell’operatore di rete mobile tradizionale. La società ha il compito di offrire , come fornitore wholesale, servizi satellitari agli operatori mobili europei, non solo a Vodafone.
Il modello di business prevede che Ast SpaceMobile fornisca la costellazione di satelliti BlueBird in orbita terrestre bassa (Leo), mentre Satellite Connect Europe costruisce e gestisce le stazioni di terra europee, il centro di controllo della rete e l’integrazione con gli operatori mobili europei. Questi ultimi acquistano un servizio “chiavi in mano”, senza dover sviluppare l’infrastruttura satellitare autonomamente.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere una copertura vicina al 100% del territorio europeo, inclusi aree montane, zone rurali, mare aperto, regioni isolate e situazioni di emergenza e calamità. Il servizio è pensato come estensione della rete mobile tradizionale, non come suo sostituto.
Quest’anno Orange ha annunciato una collaborazione con Ast SpaceMobile e Satellite Connect Europe per sperimentazioni direct-to-device in Romania. Il servizio permetterebbe di ricevere il segnale tlc direttamente sugli smartphone di uso comune senza altri accessori.
L’accesso allo spettro
L’accesso allo spettro è un altro aspetto fondamentale delle relazioni di Ast con gli operatori. La rete dell’operatore satellitare è progettata per utilizzare le frequenze cellulari a bassa e media banda controllate dai suoi partner operatori di rete mobile, consentendo agli smartphone compatibili di connettersi attraverso lo spettro utilizzato anche per i servizi di telefonia mobile terrestre. L’azienda ha inoltre accesso allo spettro satellitare, comprese le frequenze a banda medio-bassa negli Stati Uniti e in Canada.
Ast afferma che la sua tecnologia si basa sugli standard 3GPP per le reti non terrestri. La sua strategia per lo spettro combina lo spettro satellitare concesso in licenza, inclusa la banda S e l’accesso alla banda L, con le frequenze fornite dai suoi operatori di telefonia mobile partner.
La competizione con Starlink di SpaceX
Ast compete nel mercato della connessione diretta ai dispositivi con il servizio Starlink di SpaceX, che collega i satelliti ai dispositivi mobili. SpaceX afferma che la sua costellazione comprende attualmente circa 650 satelliti in orbita terrestre bassa e collabora con operatori come T-Mobile, Optus, Telstra, Rogers, KDDI, One NZ e Globe.
Tuttavia, Starlink Mobile è un diretto concorrente degli operatori mobili americani Verizon, AT&T e T-Mobile. La strategia dell’operatore del satellite che fa capo a Space X era già evidente per gli osservatori, tanto più dopo l’acquisizione delle frequenze da EchoStar, ma ora Starlink ha dichiarato esplicitamente il suo obiettivo: entrare nel mercato consumer con un’offerta mobile completa capace di erodere quote di mercato e sottrarre clienti alle telco.
Space X costruirà, infatti, una componente terrestre per Starlink Mobile utilizzando i 65 MHz di spettro che sta acquisendo da EchoStar. Invece di una tradizionale macrorete, l’intenzione è di utilizzare piccole stazioni collegate alle parabole di Starlink. Il servizio dovrebbe essere attivo entro la fine del prossimo anno e trasformerà Starlink da semplice servizio di tlc via satellite complementare alle telco tradizionali a vero operatore mobile integrato.






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