FiberCop rafforza la sua capacità di finanziamento del piano di infrastrutturazione in fibra: la società ha, infatti, fissato con successo il pricing della propria offerta di obbligazioni senior garantite a tasso fisso pari al 5,375% con scadenza 2031, per un importo nominale complessivo pari a un miliardo di euro.
Il regolamento dell’emissione delle obbligazioni è previsto intorno al 10 aprile 2026, subordinatamente al verificarsi delle consuete closing conditions.
“Siamo molto soddisfatti del risultato di questa operazione, che rappresenta la prima emissione obbligazionaria corporate italiana dall’inizio dell’attuale crisi geopolitica”, ha commentato Massimo Sarmi, presidente e amministratore delegato. “Il mercato finanziario ha riconosciuto la solidità del nostro business, alla luce dei risultati di FiberCop per l’intero esercizio 2025. L’emissione consolida il nostro piano strategico e sostiene il nostro obiettivo di raggiungere con la fibra 20,3 milioni di unità immobiliari entro il 2027. La forte domanda da parte degli investitori ha consentito a FiberCop di aumentare l’emissione a 1 miliardo di euro, confermando la fiducia del mercato nel nostro modello di business e consolidando il finanziamento del nostro piano di roll out per i prossimi anni”.
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L’offerta di obbligazioni FiberCop
È atteso che i proventi dell’offerta siano utilizzati sia per incrementare la liquidità disponibile dei FiberCop da destinare a supporto dell’ordinaria attività di impresa (general corporate purposes), sia per il pagamento di commissioni e spese relative all’offerta stessa di obbligazioni.
Eventuali proventi disponibili per l’ordinaria attività di impresa (general corporate purposes) potranno essere utilizzati, a discrezione dell’emittente, per investimenti (capital expenditures) e per rifinanziare o ripagare altro indebitamento esistente.
FiberCop ha chiarito in una nota che “Non vi è alcuna garanzia che l’offerta e le altre operazioni qui descritte siano portate a termine”.
La partita della fibra: il commento di Intermonte
Gli analisti di Intermonte hanno commentato sottolineando che in Italia “l’adozione commerciale dell’Ftth rimane molto bassa, al 22% sia per Open Fiber sia per FiberCop”. Ciò dovrebbe incoraggiare gli azionisti di entrambe le società a esplorare modalità di collaborazione per garantire una migliore allocazione del capitale investito al fine di generare rendimenti più elevati.
Il commento di Intermonte fa riferimento anche a un’intervista dell’AD di OpenFiber, Giuseppe Gola, che ha annunciato che la società ha completato il 99% della posa della fibra nelle aree bianche, secondo quanto previsto dal Piano Bul. Resta da lavorare sull’adozione commerciale. Gola ha ammesso che una rete unica con FiberCop avrebbe senso sul piano industriale, ma ha aggiunto che spetta agli azionisti decidere a questo riguardo.
Secondo le ultime indiscrezioni de Il Messaggero (24 marzo), riportate da Intermonte, Kkr (37,5% di FiberCop) e Macquarie (40% in Open Fiber, con Cdp al 60%) stanno valutando un accordo di condivisione delle infrastrutture e della rete commerciale tra FiberCop e Open Fiber. “Una fusione o una rete unica wholesale restano una possibilità remota, ma una partnership industriale sarebbe ben accolta e godrebbe del sostegno del governo”, fanno notare gli analisti.
Prosegue Intermonte: “Notiamo che un potenziale accordo societario o partnership commerciale tra Open Fiber e FiberCop entro fine anno consentirebbe a Tim di incassare un earnout fino a 2,5 miliardi di euro (circa il 75% delle sinergie stimate), che includiamo nella nostra valutazione Sop con una probabilità estremamente bassa (5%)”.
FiberCop, ricavi 2025 a 3,8 miliardi, obiettivi superati
Nel corso del 2025 Fibercop ha messo a segno ricavi per 3,8 miliardi di euro, con un Ebitda a 2 miliardi e un Ebitdaal organico a 1,745 miliardi. I risultati consolidati approvati dal consiglio di amministrazione del gruppo guidato da Sarmi non sono pienamente comparabili con quelli dell’esercizio precedente per effetto della separazione di FiberCop come società indipendente avvenuta il 1° luglio 2024 e delle variazioni di perimetro intervenute nella stessa data.
In ogni caso, il 2025 ha visto materializzarsi una crescita continua trimestre dopo trimestre, con ricavi in aumento di circa il 5% nel quarto trimestre rispetto al primo trimestre ed Ebitdaal organico in crescita di circa il 17% nel medesimo periodo. I risultati del resto risultano in linea o migliori rispetto al budget e al piano precedentemente approvati dal cda, “con Ebitdaal organico superiore di 6 milioni di euro rispetto al budget, significativi risparmi sugli investimenti e un indebitamento finanziario netto inferiore, pari a 10,9 miliardi di euro”, si legge in una nota, secondo la quale, a partire da questo primo anno di operatività indipendente e stabilizzata, sulla base delle attuali stime della società, si prevede una crescita dei margini vicina al 10% nel 2026 su base pienamente comparabile.
“Il 2025 segna il primo anno di piena operatività di FiberCop come società indipendente”, ha commentato il presidente e amministratore delegato Sarmi. “Siamo soddisfatti di aver più che superato i nostri obiettivi di rollout della fibra, con 2,1 milioni di nuove unità immobiliari coperte, raggiungendo così 14,3 milioni. Nel corso dell’anno, la società ha inoltre evidenziato una crescita continua trimestre dopo trimestre sia nei ricavi sia nell’Ebitdaal organico, centrando il budget 2025. Avendo ormai consolidato la nostra operatività, ci attendiamo che il prossimo anno evidenzi, a partire da questa base, risultati ancora più solidi”.





