Giacomelli: “Ngn, se necessario pronti a usare golden power”

L’annuncio del sottosegretario alle Tlc al Corriere delle Comunicazioni: “Se gli investimenti delle telco non dovessero bastare possiamo intervenire. Disponibili a sinergie ma la rete resta priorità”. L’intervista integrale nel numero in uscita il 23 giugno

Pubblicato il 19 Giu 2014

Giacomelli: “Ngn, se necessario pronti a usare golden power”

Se gli investimenti degli operatori telefonici non fossero in grado di realizzare le nuove reti in fibra ultrabroadband, il governo potrebbe intervenire con gli strumenti forniti dalla golden power: lo dice il sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, in un’intervista che apparirà lunedì sul Corriere delle Comunicazioni.

Con gli operatori, spiega il sottosegretario, “siamo disponibili e interessati a sviluppare ogni possibile sinergia, ma un punto deve essere chiaro: la rete è un’infrastruttura d’interesse generale del Paese. Se questa comprensione si rivelasse insufficiente, eserciteremo la moral suasion necessaria: nessun legittimo interesse particolare può mettere a rischio la centralità di un’infrastruttura vitale. Banda larga e ultralarga sono centrali, la nostra ambizione è raggiungere tutti gli obiettivi previsti dall’Agenda Europa 2020”.

Se non bastasse la moral suasion, Giacomelli si dice pronto ad esercitare pressioni più stringenti, anche esercitando i poteri della golden power, “uno strumento previsto dalla legge e che dà a noi la responsabilità di assicurare sempre, quali che siano le condizioni di mercato, che l’interesse generale sia tutelato”.

Il sottosegretario alla Comunicazioni annuncia al Corriere delle Comunicazioni che potrebbero presto venire sbloccate le obiezioni dell’Unione Europea all’uso dei fondi UE Fes e Feasr per portare le reti Internet a banda larga nelle zone dove gli operatori privati da soli hanno poco interesse ad investire.

“I punti principali su cui l’Europa aveva espresso le sue perplessità hanno trovato risposta. Loro identificavano nel nostro meccanismo l’assenza di un piano nazionale. Abbiamo reso più esplicito il ruolo di coordinamento e di regia nazionale e quello di Infratel come fattore unificante delle procedure. A breve vareremo il Fondo sviluppo e coesione”.

Giovannelli spiega che “stiamo lavorando al pieno utilizzo degli strumenti europei esistenti e alla possibilità di sfruttare il semestre di presidenza italiana per rafforzarli, in accordo con tutti gli altri Paesi Ue. In collaborazione con le Regioni vogliamo impegnare anche i fondi rurali. Per questo abbiamo in cantiere anche una nuova consultazione con gli operatori”.

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