La Gsma rilancia sulla diversity & inclusion. L’associazione che raccoglie gli operatori mobili ha deciso di di accogliere formalmente la #ChangeTheFace Alliance nel proprio portafoglio di programmi globali. La scelta segna un momento di consolidamento per un tema che nel settore telco sta diventando sempre meno laterale: la capacità di attrarre, trattenere e far crescere persone con competenze critiche. L’Alliance entra nella costellazione di iniziative della Gsma e si integra con “Connectivity for Good”, un passaggio che mette a disposizione una piattaforma più ampia per portare l’agenda della diversità e dell’inclusione su scala globale.
In un’industria che sta riscrivendo processi e architetture tra cloudification, automazione e customer experience sempre più data-driven, il capitale umano è la risorsa più scarsa. La trasformazione, in questo senso, non si gioca solo su investimenti in rete o su roadmap tecnologiche, ma anche sul modo in cui le organizzazioni riescono a costruire ambienti capaci di valorizzare competenze differenti e di non disperdere talento. È su questo crinale che l’iniziativa della Gsma assume un significato concreto, dato che collega un movimento nato per contrastare stereotipi e barriere a un organismo che rappresenta l’ecosistema della connettività mobile nel mondo.
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Dall’alleanza alla piattaforma Gsma: che cosa viene messo a fattor comune
La #ChangeTheFace Alliance, nel tempo, ha costruito un perimetro di collaborazione che unisce aziende tecnologiche globali, società di consulenza, Ong e organismi di settore, con l’obiettivo di lavorare su iniziative comuni e condividere insight anche tramite un portale open-source rivolto al più ampio comparto tech. L’Alliance ha spinto l’advocacy in sedi internazionali come l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il World Economic Forum e il Mobile World Congress, e ha affiancato a questa dimensione un lavoro di ricerca, tra cui il Neurodiversity in Tech Report (2023), indicato come lo studio più ampio del suo genere sul luogo di lavoro. Il percorso ha ottenuto anche un riconoscimento simbolico ma significativo, il Glomo Award per Diversity in Tech a MWC Barcelona 2022.
L’ingresso nel programma della Gsma “Connectivity for Good” punta, dunque, a dare più scala e continuità a questo lavoro. Da un lato c’è l’idea di ampliare la capacità di coordinamento e la risonanza, sfruttando i momenti in cui l’industria si ritrova, a partire da MWC Barcelona e dagli eventi M360. Dall’altro c’è un punto di governance che la Gsmaha voluto evidenziare: l’Alliance continuerà ad operare con un Board indipendente che mantiene supervisione e autorità strategica mentre la Gsma curerà l’amministrazione e allineerà l’iniziativa con le proprie attività su diversità e inclusione per accelerarne l’impatto.
“L’Alliance #ChangeTheFace ha già dimostrato la forza dell’azione collettiva nel mettere in discussione gli stereotipi e nel promuovere l’inclusione nel settore tech – spiega Lara Dewar, Chief Marketing Officer della Gsma – Siamo onorati di costruire su queste basi, lavorando con i nostri partner per ampliare il lavoro dell’Alliance e garantire che il nostro settore rappresenti la ricca diversità delle comunità che connette e delle persone che serve. Costruire la diversità non è solo la cosa giusta da fare: è essenziale per l’innovazione, la crescita e la fiducia nella nostra era digitale.” Il passaggio più denso, in prospettiva telco, è quel riferimento alla fiducia: innovazione e trust sono considerati effetti diretti della capacità di includere.
Sempre Dewar ha voluto mettere a fuoco il ruolo di chi ha avviato il movimento, sottolineando: “La visione e la leadership di Serpil sono state centrali nel rendere l’Alliance un catalizzatore di cambiamento per il settore. Siamo orgogliosi di proseguire questo importante lavoro e ringraziamo Serpil per aver ispirato il nostro comparto ad agire con ambizione e determinazione.”
“La casa perfetta” e il nodo della scala: la visione di Serpil Timuray
L’ingresso nella Gsma viene letto da Serpil Timuray, Founding Chair di #ChangeTheFace Alliance, come un passaggio in grado di accelerare e ampliare l’impatto dell’Alliance. “La #ChangeTheFace Alliance è stata creata per unire l’industria globale attorno a una missione condivisa: rendere il settore tecnologico più inclusivo per clienti e dipendenti. Sono orgogliosa di quanto abbiamo fatto finora e profondamente grata a tutti i nostri membri per il loro impegno, la collaborazione e l’impatto prezioso – sottolinea – La Gsma è la casa perfetta per il prossimo capitolo dell’Alliance, grazie allo scopo condiviso e a una piattaforma globale in grado di far crescere ulteriormente il nostro impatto. Sono entusiasta di questa nuova fase di crescita per la #ChangeTheFace Alliance e ringrazio la Gsma per aver reso possibile questa grande opportunità di rafforzare la collaborazione e guidare un cambiamento duraturo in tutto il settore tecnologico globale.”
Il riferimento alla “casa” Gsma assume un senso operativo: la scala non serve solo a dare visibilità, ma a rendere replicabili pratiche, a condividere risultati, a creare un linguaggio comune. Se progressi e outcome verranno portati nelle sedi simboliche dell’industria, da MWC Barcelona alla serie M360, la sfida sarà far sì che questa esposizione si traduca in cambiamenti misurabili dentro le aziende, soprattutto nelle aree tecniche e nei passaggi verso i ruoli senior.
“La visione e la leadership di Serpil sono state centrali nel rendere l’Alliance un catalizzatore di cambiamento per il settore. Siamo orgogliosi di proseguire questo importante lavoro e ringraziamo Serpil per aver ispirato il nostro comparto ad agire con ambizione e determinazione”, conclude Dewar.
L’integrazione della #ChangeTheFace Alliance in Gsma, con la sua cornice globale e la promessa di un confronto costante nei principali appuntamenti del settore, può contribuire a spostare il baricentro: dall’iniziativa episodica alla traiettoria di lungo periodo. La misura, alla fine, sarà nei ruoli che contano di più: quelli tecnici e senior, dove si disegnano architetture e roadmap e dove, oggi, la varietà di sguardi resta troppo spesso insufficiente.
Che cos’è la #ChangeTheFace Alliance
La #ChangeTheFace Alliance nasce come iniziativa trasversale all’intero settore, un appello rivolto ai “change maker” perché si uniscano e agiscano per aumentare diversità ed equità nell’industria tecnologica e della connettività. La campagna è stata lanciata nel marzo 2020 e, da allora, ha costruito una comunità di persone e organizzazioni che ambisce a diventare una forza di cambiamento positivo dentro il comparto. L’idea di fondo è che, per esprimere davvero tutto il proprio potenziale sociale ed economico, il tech debba rispecchiare in modo più equo il mondo in cui opera: oggi, riconoscono i promotori, bias e scarsa diversità sono ancora evidenti lungo tutta la filiera, “dal C-level agli sviluppatori entry level”. La conseguenza non riguarda soltanto l’occupazione, ma arriva fino al cuore del business: perché un deficit di inclusione influenza anche la progettazione di prodotti e servizi che l’industria mette sul mercato. Da qui la scelta di fare massa critica: per accelerare il cambiamento e aumentare l’impatto bisogna lavorare insieme come settore. In questa prospettiva, l’Alliance si definisce come un collettivo informale di aziende tecnologiche “affini” e orientate alla leadership di pensiero, che collaborano per rendere il tech più inclusivo. Un passaggio chiave del lavoro svolto riguarda la definizione di Principi guida, pensati per chiarire come l’alleanza intenda “cambiare il volto” della tecnologia nei prossimi anni.








