Per settimane lo Stretto di Hormuz è stato raccontato come il grande collo di bottiglia dell’energia. Ora il fronte si sposta più in basso, sul fondale. La novità non è soltanto la minaccia di un danno fisico. È il tentativo di trasformare i cavi sottomarini in una leva politica, economica e regolatoria. In altre parole, dopo aver mostrato quanto il mondo dipenda dal passaggio del petrolio, l’Iran prova a misurare quanto dipenda anche dal passaggio dei dati.
il caso
Hormuz, l’Iran alza la posta sui cavi sottomarini: al vaglio tariffe e licenze
Dopo petrolio, navi e pedaggi, Teheran prova a trasformare le dorsali digitali in leva geopolitica. A rischio non solo i blackout di rete, ma anche cloud, finanza, servizi critici e filiere dell’intelligenza artificiale

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