FREQUENZE

Interferenze, in Olanda scoppia il caso Ferrovie

Il governo dell’Aia apre un’indagine: le nuove reti a 800 e 900 Mhz disturbano il segnale del sistema Gsm-Ralway utilizzato per comunicazioni di servizio e sicurezza

Pubblicato il 09 Apr 2013

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Scoppia in Olanda un caso interferenze, a causa dei disturbi derivanti da nuove reti mobili al sistema di comunicazione Gsm-R del sistema ferroviario nazionale. Lo scrive il sito telecompaper.com, aggiungendo che il ministero dell’Economia e quello delle Infrastrutture hanno aperto un’indagine per verificare il problema interferenze sul sistema Gsm-R (Gsm-Ralway).

Le compagnie del settore ferroviario utilizzano lo spettro Gsm-R per comunicazioni di servizio e di sicurezza, legate alla gestione della rete di trasporto. Ma le frequenze del Gsm-R sono incuneate fra altre bande dello spettro assegnate agli operatori mobili tramite licenza. In particolare, denunciano le società del comparto ferroviario, le ultime licenze di frequenze a 800 e 900 Mhz e il rollout di nuove reti 3G e 4G disturbano le comunicazioni wireless con la cabina comandi delle locomotive dei treni.

Il problema, di carattere economico, riguarda gli investimenti necessari per acquistare gli apparati anti-interferenza per risolvere i disturbi. Wilma Mansveld, sottosegretario olandese del ministero delle Infrastrutture e dell’Ambiente, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare ha detto che il modello di coordinamento (delle frequenze ndr) sarà completato entro fine mese. Il modello consentirà di capire in che misura e con quale estensione si potranno verificare interferenze sul sistema Gsm-R.

Sono 16 le organizzazioni che si sono riunite all’interno dell’associazione Royal Dutch Transport. ProRail e gli altri carrier ferroviari hanno tentato senza successo di far cambiare i criteri di assegnazione per i permessi delle licenze all’ultima asta che si è tenuta nel 2012. Le licenze assegnate prevedono che gli operatori mobili forniscano “adeguate protezioni”. Ma secondo la lobby ferroviaria la definizione è troppo vaga, gli operatori dovrebbero tenere più seriamente in conto le reti ferroviarie quando pianificano il rollout dei loro network.

L’unico modo per sanare il rischio di disturbi è intervenire sulle locomotive. Secondo la lobby ferroviaria i costi non dovrebbero ricadere soltanto sulle loro spalle.

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