Il parere dell’Antitrust italiano sul rinnovo dei diritti delle frequenze è “viziato” da un’idea di concorrenza fondamentalmente basata sul numero di operatori di mercato: un’impostazione che da anni ostacola il consolidamento nelle tlc. È questo il punto di vista di Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, intervenuto sul suo profilo Linkedin sul tema del rinnovo delle frequenze mobili in scadenza nel 2029.
L'INTERVENTO
Rinnovo frequenze, Labriola: vision Antitrust troppo “numerica”. Difficile recuperare il gap con Usa e Cina
“Alla base sembra esserci un’idea di concorrenza secondo cui 4 operatori sono meglio di 3, e 5 sono meglio di 4″, afferma l’Ad di Tim. Un’impostazione non coerente con il presente delle Tlc: “Il numero degli operatori, da solo, non dice quanto un mercato sia competitivo né capace di investire”
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