Grazie alla virtualizzazione e all’implementazione di sistemi gestionali sempre più intelligenti, oggi le reti di telecomunicazione consentono di ottenere sensibili risparmi energetici in diversi settori, generando quindi significative esternalità positive. In questo senso, la transizione digitale e quella green vanno di pari passo. Tuttavia, per ovvie ragioni, anche il consumo energetico delle reti di telecomunicazione è in aumento, il che rende importante affrontarlo nell’ambito della riduzione del loro impatto ambientale.
Ecco perché secondo le autorità di Bruxelles è fondamentale identificare e istituire una serie di indicatori comuni per la misurazione dell’impronta ambientale dei network dedicati alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica.
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Un Codice di Condotta per la sostenibilità delle Tlc
Queste linee guida sono confluite nel Codice di Condotta Ue (CoC) per la sostenibilità delle reti di telecomunicazione: si tratta di un risultato del Piano d’Azione per la Digitalizzazione del Sistema Energetico della Commissione europea del 2022 menzionato anche nella proposta del 2026 relativa al Digital Networks Act.
In linea con il Piano d’Azione e altre politiche dell’Ue, la sostenibilità ambientale delle reti di telecomunicazione dovrebbe contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Unione. Le parti interessate possono valutare la sostenibilità ambientale durante le fasi di progettazione, produzione, implementazione, esercizio, manutenzione, audit e dismissione. Queste valutazioni dovrebbero seguire le migliori pratiche basate su standard, come stabilito nel presente Codice di Condotta, con particolare attenzione alla fase operativa.
Il CoC incorpora un ampio feedback delle parti interessate, ricevuto in particolare durante due workshop pubblici tenutisi il 6 maggio e il 12 novembre 2025, nonché contributi scritti e scambi bilaterali. Pur essendo un documento volontario, potrebbe fornire, oltre al Dna stesso, un utile punto di riferimento per una serie di iniziative, che vanno dalla creazione di una tassonomia per la finanza sostenibile ai processi di standardizzazione del comparto, il tutto sotto l’ombrello del piano Decennio Digitale.
Gli step per l’elaborazione di indicatori comuni
La gestazione del Codice di Condotta è stata piuttosto lunga e articolata. Come richiesto dal Piano d’azione per la digitalizzazione del sistema energetico del 2022, nel 2023 e nel 2024 la Commissione si è concentrata sull’esplorazione della possibilità di sviluppare indicatori comuni per misurare l’impronta ambientale delle reti di telecomunicazione, come base per il Codice di condotta dell’Ue.
Va detto che era già stato svolto un notevole lavoro nella definizione di parametri e standard per la sostenibilità ambientale, e gli operatori e i fornitori di servizi di telecomunicazioni in tutta Europa utilizzavano indicatori per misurare e rendicontare il proprio impatto ambientale. Tuttavia, si registrava anche una frammentazione tra i diversi standard e parametri di valutazione utilizzati, con conseguenti lacune nella raccolta e nell’analisi dei dati.
L’iter che ha portato al Codice di Condotta
Per questo motivo, il Piano d’azione da una parte ha indirizzato gli stakeholder verso lo sviluppo di indicatori comuni per consentire il monitoraggio e l’analisi comparativa del consumo energetico e dell’impronta ambientale delle reti di telecomunicazione. Dall’altra ha invitato la Commissione a istituire per l’appunto un Codice di Condotta per promuovere le migliori pratiche nell’ottica di ridurre l’impronta ambientale del settore.
La prima bozza, approvata ad aprile 2024, è stata sottoposta a revisione dopo la ricezione dei commenti forniti dagli stakeholder e solo nell’autunno del 2025 si è provveduto a redigere la versione finale. Dopo l’approvazione, lo scorso dicembre, del Joint Research Center dell’Unione europea, il CoC è stato pubblicato a gennaio.












