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Post-Pnrr, Turrisi (Sielte): “La connettività non può più essere considerata una commodity”



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Per il presidente del gruppo ci troviamo nel mezzo di una transizione industriale che richiede visione, adattamento e capacità di trasformazione. “Serve una maggiore riconoscibilità dell’intera filiera delle Tlc, con interventi che tengano conto della sua intensità energetica e che incidano su oneri, fiscalità e meccanismi di accesso alle rinnovabili”

Pubblicato il 20 mar 2026



Post-Pnrr, Turrisi (Sielte): “La connettività non può più essere considerata una commodity”

“Il Pnrr ha rappresentato un acceleratore straordinario per la digitalizzazione del Paese e per tutta la filiera delle telecomunicazioni. Oggi però entriamo in una fase più matura, in cui la vera sfida è non disperdere il valore industriale costruito in questi anni: competenze, capacità produttiva, organizzazione e affidabilità operativa. Il post-Pnrr non va letto come un arretramento, ma come una transizione industriale che richiede visione, adattamento e capacità di trasformazione”. A parlare è Salvatore Turrisi, presidente di Sielte, intervenuto all’evento Anie Sit “Reti e servizi: leve per la competitività”, di scena ieri a Roma.

In particolare, nel corso della tavola rotonda sulle dinamiche di mercato e le strategie di diversificazione nel nuovo ecosistema Tlc, Turrisi ha sottolineato come il comparto stia entrando in una nuova fase, che impone alle imprese una forte capacità di adattamento industriale e strategico.

I rischi legati allo scenario internazionale

Il presidente di Sielte ha richiamato l’attenzione anche sul quadro internazionale, che continua a pesare sulle prospettive di investimento del settore: “Dall’Ucraina al Medio Oriente, fino alle tensioni commerciali e al tema dei dazi, tutte le crisi degli ultimi anni stanno influendo direttamente sui costi dell’energia, del carburante (che secondo le prime stime, al netto degli interventi del governo, dovrebbe incidere sulle nostre attività per oltre il 19%) e sulla capacità di investimento delle imprese”, ha osservato Turrisi. “Ma queste tensioni si innestano su difficoltà che il settore delle telecomunicazioni in Europa vive già da tempo: frammentazione del mercato, margini ridotti e insufficiente ritorno sui capitali investiti nelle infrastrutture di rete”.

Per Turrisi, proprio questo scenario rende ancora più urgente un cambio di approccio sul piano politico, normativo e regolamentare: “La connettività non può più essere considerata una commodity. È un’infrastruttura strategica per il Paese, al pari di quelle energetiche. Per questo serve una maggiore riconoscibilità dell’intera filiera delle telecomunicazioni, con interventi che tengano conto anche della sua intensità energetica e che incidano su oneri, fiscalità e meccanismi di accesso premiale all’energia da fonti rinnovabili. Senza questo salto di consapevolezza”, ha concluso Turrisi, “il rischio è rallentare proprio quegli investimenti indispensabili per la competitività del sistema Paese”.

La proposta di Sielte per un Cyber Hub nazionale

Qualche giorno fa, Sielte aveva lanciato la proposta di dare vita a un vero e proprio Cyber Hub nazionale per la tutela delle infrastrutture critiche. Secondo la società, infatti, l’Italia deve ancora compiere passi significativi in tal senso, visto che permane un divario storico rispetto ai Paesi del Nord Europa, agli Stati Uniti e ad altre realtà internazionali.

Secondo Luigi Piergiovanni, direttore tecnico-commerciale di Sielte, la creazione di un Cyber Hub rappresenta “una leva strategica per la sicurezza del Paese: uno strumento capace di concentrare competenze, favorire la condivisione in tempo reale delle informazioni sulle minacce, supportare imprese e pubbliche amministrazioni e rafforzare la tutela delle infrastrutture critiche”.

In questo scenario, Sielte, la cui mission è contribuire nel lungo periodo “alla costruzione di un ecosistema digitale nazionale solido, efficiente e inclusivo”, si è detta pronta “a mettere a disposizione soluzioni integrate che tengano conto di tutti gli elementi chiave necessari alla costruzione di un ecosistema efficace e strategico al servizio della sicurezza nazionale”.

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