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IL PIANO

Poste a giorni alterni, Agcom si spacca

L’Authority accoglie, con parziali modifiche, le proposte di Caio sui servizi di consegna e sulle tariffe. Il commissario Preto si astiene: “Serve la verifica della Ue, a rischio il servizio universale”. Le delibere approvate messe a consultazione

30 Mar 2015

F.Me.

Agcom si spacca sulle proposte di modifica al contratto di servizio di Poste Italiane con cui il gruppo guidato da Francesco Caio conta di rimettere in sesto i bilanci del gruppo pubblico in vista della privatizzazione. Nell’ultimo Consiglio Agcom sono state approvate due delibere che modificano in parte quanto arrivato dall’Ad Francesco Caio in tema di consegna della posta – la posta verrà consegnata ogni due giorni, coprendo di fatto 4mila Comuni su 8mila – e di tariffe – 0,80 cent con possibilità di salire fino a 0,95 – con la sola astensione del commissario Antonio Preto che ha sollevato dubbi circa il rispetto del principio di servizio universale. Per capire come andrà a finire, bisognerà aspettare la fine di maggio quando il provvedimento finale, arricchito dagli spunti della consultazione, arriverà sul tavolo della Commissione europea che dovrà dire la sua suoi criteri con cui si ridimesiona il servizio di consegna che, va ricordato, in quasi tuti i Paese europei viene assicurato tutti i giorni (fa eccezione la Grecia dove, per motivi orografici, il servizio viene effettutato a giorni alterni).

E proprio per evitare il “niet” della Ue, con riferimento alla modalità di recapito a giorni alterni, l’Autorità ha modificato la proposta iniziale di Poste Italiane, ponendo in consultazione specifici criteri e indici di determinazione dei Comuni che potranno essere interessati dalla misura entro il limite massimo del 25% della popolazione (secondo la consegna un giorno sì un giorno no avverrebbe in pratica su 4 mila degli 8 mila Comuni italiani), in funzione delle particolari circostanze, anche di natura geografica, che caratterizzano l’ambito del recapito postale sul territorio italiano.

Per il commissario Antonio Preto, che si è astenuto, “”la proposta debba essere verificata con la Commissione europea, e lo potremo fare durante questa fase di consultazione pubblica – spiega il commissario – La direttiva europea sui servizi postali (art. 3, par. 3, dir. 97/67/CE, come modificata dalle dir. 2002/39/CE e 2008/6/CE), norma di riferimento del settore per tutti i Paesi europei, prevede infatti l’obbligo di recapito per un minimo di cinque giorni a settimana nell’ambito del servizio universale e ciò anche nelle zone remote e scarsamente popolate. La direttiva stabilisce che la riduzione di frequenza può essere autorizzata dall’Autorità di regolazione solo in circostanze o per condizioni geografiche eccezionali”.

Secondo Preto, anche di fronte a una tendenza di calo dei volumi, che potrebbe spingere a ripensare il servizio universale, “occorre verificare con Bruxelles se esistono i presupposti giuridici necessari per accordare una deroga così ampia e generale”.

“Sappiamo che finora la deroga è stata applicata solo da alcuni Stati membri e in casi molto limitati ed estremi – sottolinea – Trattandosi di una direttiva europea tocca alla Commissione dare un’interpretazione uniforme per l’intera Unione europea. Quando sono in gioco servizi resi ai cittadini europei ci vuole prudenza e sicurezza di operare nel pieno rispetto dell’ordinamento”.

Con riferimento alla manovra tariffaria (relatore il commissario Antonio Martusciello), l’Autorità ha rivisto le iniziali proposte di Poste Italiane, ancorando il prezzo del prodotto postale di base all’evoluzione del Cap già stabilita in precedenti provvedimenti, ovvero determinando un prezzo pari a 0,80 euro, con possibilità di crescita fino a 0,95 euro entro fine anno. “La variazione del prezzo è condizionata alla verifica dell’andamento dei volumi e del rispetto degli indici di qualità del recapito da parte dell’Agcom”, dice il Garante.

“Il prezzo del prodotto di posta prioritaria sarà fissato nel rispetto dei principi di equità e ragionevolezza prevedendo strumenti di verifica della qualità, anche attraverso un meccanismo di rimodulazione proporzionata verso il basso dei prezzi laddove dovesse essere riscontrato un degrado non occasionale della qualità con riferimento ai giorni di avvenuto recapito”. Infine Poste Italiane potrà arricchire l’offerta con servizi innovativi a valore aggiunto, quali la tracciabilità, al fine di migliorare la certezza sui tempi di recapito.

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