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Ran, mercato stabile: forecast a +1% e attese di ricavi dal 6G a partire dal 2030



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Il settore delle infrastrutture radio attraversa una fase di riassestamento dopo il ridimensionamento post‑5G. Le prospettive di lungo periodo indicano investimenti graduali, in attesa del cambio di paradigma legato alla nuova generazione mobile. L’analisi Dell’Oro

Pubblicato il 28 gen 2026



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Il mercato Ran entra in una fase di equilibrio dopo due anni di forti contrazioni. È il quadro che emerge dal nuovo Mobile RAN 5‑Year Forecast di Dell’Oro Group, punto di riferimento per l’analisi dei mercati telco. L’istituto rileva come il comparto abbia perso circa dieci miliardi di dollari tra 2023 e 2024, in scia al picco degli investimenti legati al 5G. Ora, tuttavia, il settore mostra segnali di stabilizzazione e inizia a guardare al prossimo salto tecnologico.

Secondo Stefan Pongratz, vicepresidente per le ricerche Ran di Dell’Oro Group, “gli ultimi anni sono stati estremamente sfidanti, con il Ran che ha perso quasi 10 miliardi di dollari di ricavi a livello globale”. Nonostante le incertezze sul ritmo di crescita del traffico dati, Pongratz sottolinea un punto: “Il miglioramento del sentiment attorno al 6G può essere interpretato come un elemento positivo, rafforzando l’ipotesi che potrebbero esserci ricavi significativi dal 2030”.

La previsione complessiva indica un mercato stabile, con crescita media dell’1% nei prossimi cinque anni. Un ritmo minimo, ma sufficiente a garantire una transizione ordinata verso la nuova generazione mobile.

Una stabilità che nasce dal post‑picco 5G

Il ridimensionamento recente non sorprende gli analisti. Le reti 5G hanno richiesto ondate di investimento molto concentrate, che hanno portato gli operatori a sostenere livelli elevati di capex tra 2019 e 2022. La fase successiva era fisiologica. Ora il comparto Ran si trova in un punto di assestamento, caratterizzato da una domanda regolare ma priva di grandi catalizzatori immediati.

Dell’Oro Group ricorda come la traiettoria di lungo periodo confermi un mercato sostanzialmente piatto, con crescita zero tra 2000 e 2025. Il ciclo degli investimenti resta legato alla disponibilità di spettro, alle esigenze di capacità e, soprattutto, ai nuovi paradigmi tecnologici. In questa prospettiva, la stabilità attuale rappresenta una sorta di pausa prima del prossimo salto.

Il peso del 6G nelle aspettative degli operatori

Anche se la commercializzazione del 6G è ancora lontana, la sua presenza nella roadmap industriale assume un ruolo strategico. La prospettiva di un’evoluzione radicale dell’architettura di rete influisce già oggi sui piani di medio periodo. Per molti operatori, l’obiettivo è bilanciare la chiusura della stagione 5G e l’avvio della fase successiva senza sovrapposizioni inefficienti.

Dell’Oro Group evidenzia come la crescente fiducia attorno al 6G sostenga l’ipotesi di una ripresa degli investimenti verso la fine del decennio. Il graduale miglioramento degli indici di capital intensity, secondo il rapporto, anticipa uno scenario in cui gli operatori ottimizzano i flussi di spesa in vista di una nuova transizione tecnologica.

Le dinamiche tra 4G, 5G e 6G

La crescita media dell’1% prevista fino al 2030 deriva da un equilibrio delicato. Il declino delle reti Lte procede in modo rapido e continuo, mentre il 5G mantiene un profilo di investimento costante. I primi deploy 6G contribuiranno progressivamente a sostenere il mercato, ma solo nella parte finale del periodo considerato.

La transizione tra generazioni comporta dinamiche precise. La domanda di capacità continua a crescere, anche se a un ritmo inferiore rispetto agli anni passati. La combinazione tra ottimizzazione delle reti esistenti e sviluppo delle nuove funzionalità edge guida le scelte degli operatori, che cercano di massimizzare l’efficienza senza aumentare in modo significativo la spesa complessiva.

Scenari alternativi tra ottimismo e prudenza

Il forecast propone anche scenari più espansivi o più restrittivi. Una crescita maggiore sarebbe possibile in presenza di un aumento sostenuto del traffico dati o di una strategia più aggressiva di differenziazione delle reti. Al contrario, una dinamica più prudente potrebbe emergere se il ritmo della domanda rallentasse ulteriormente o se il contesto macroeconomico imponesse un contenimento delle spese.

Il quadro di base resta però orientato alla stabilità. La quota del Ran sul totale degli investimenti wireless oscillerà tra il 20% e il 25%, segnalando una continuità nelle strategie di deployment e modernizzazione delle infrastrutture.

L’industria verso un nuovo ciclo

La traiettoria indicata da Dell’Oro Group conferma che il mercato Ran avanza verso un nuovo ciclo, guidato dall’evoluzione tecnologica e dall’esigenza di creare un modello infrastrutturale più flessibile. Il 6G rappresenta l’orizzonte che spingerà gli operatori a definire nuove priorità di investimento: architetture cloud‑native più avanzate, una maggiore integrazione tra connettività terrestre e non terrestre, capacità distribuite in modo dinamico e una gestione automatizzata dei flussi dati.

La stabilizzazione attuale non è quindi un elemento di rallentamento, ma un passaggio intermedio. L’industria prepara lo spazio per il prossimo salto, riducendo gli squilibri creati dai picchi del 5G e costruendo basi più solide per la generazione che seguirà.

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