“L’infrastruttura richiesta dall’AI non si limita ad algoritmi e Gpu. La tecnologia deve poter contare anche su reti in fibra ottica affidabili, piattaforme cloud capillari e misure di sicurezza adeguate: per entrare pienamente in partita, l’Italia, che ricopre già un ruolo centrale in questi ambiti, deve poter contare pure su una rete solida di data center. Il paradigma sta cambiando, non servono solo grandi campus, anzi: occorre realizzare una rete distribuita che supporti l’inferenza del’AI, garantendo una presenza capillare sul territorio. Inoltre, è essenziale che queste soluzioni siano sostenibili, prevedendo l’implementazione di circuiti idrici chiusi e sistemi di recupero del calore. È esattamente ciò su cui sta investendo Retelit”. A parlare è il ceo del gruppo, Jorge Álvarez, che in occasione dell’evento Retelit Hub, di scena ieri sera a Milano e a cui ha partecipato CorCom, ha incontrato clienti e partner per delineare la roadmap per il 2027.
il reportage
Retelit, Álvarez: “Sicurezza, capacità e resilienza pilastri della strategia 2027”
All’evento Retelit Hub, il ceo ha delineato la roadmap per la crescita del gruppo, che punta a superare la logica dell’operatore Tlc e orchestrare le infrastrutture di mare, terra e cielo come un ecosistema complesso senza soluzione di continuità. Neri, Asterion: “Pronta una dotazione finanziaria da 400 milioni per realizzare data center da 60 MW”

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