L’OPERAZIONE

Telefonica vende la divisione Messico e restringe il business a 4 mercati strategici. Ecco perché



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Focus su Spagna, Germania, Regno Unito e Brasile; per il resto è pronto l’exit dall’America Latina. La filiale messicana venduta per 450 milioni di dollari a Melisa Acquisition, consorzio guidato dal fornitore telecom-as-a-service Oxio e da Newfoundland Capital Management. I nuovi proprietari: “Transizione verso un modello operativo agile, cloud-native e orientato al digitale”

Pubblicato il 9 apr 2026



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Telefónica esce mercato messicano, chiudendo così le attività nell’America Latina ispanofona: il gruppo spagnolo delle Tlc ha raggiunto un accordo per la vendita delle sue operazioni in Messico (il 100% di Pegaso PCS e Celular de Telefonía — che insieme costituiscono Telefónica México) per 450 milioni di dollari (o 389 milioni di euro) a Melisa Acquisition, un consorzio di investitori guidato dal fornitore di piattaforme di telecomunicazioni Oxio e da Newfoundland Capital Management.

Nell’anno fiscale 2024 (ultimo dato pubblico), Telefónica Mexico ha generato fatturato di 1,29 miliardi di euro e un Ebitda di 116 milioni, con un margine del 9%.

In un comunicato stampa, Telefónica ha spiegato che l’operazione è in linea con la sua strategia di uscita dall’America Latina, Brasile escluso, che ha visto la società cedere asset in diversi paesi da quando Marc Murtra ha assunto la carica di ceo nel gennaio 2025.

Telefonica vende la unit Messico e disinveste dall’America Latina

Dopo le cessioni in Argentina, Perù, Uruguay, Ecuador, Colombia, Cile e Messico, restano solo due divisioni detenute da Telefónica nella regione: Venezuela e Brasile.

Il Brasile è considerato da Telefónica strategico e non rientra nel processo di uscita: fa parte dei quattro mercati principali del gruppo, accanto a Spagna, Germania e Uk.

“La cessione rientra nella politica di gestione del portafoglio asset del Gruppo Telefónica ed è in linea con la sua strategia di uscita dall’America Latina”, ha commentato Intermonte. “Nell’ambito della strategia di uscita dall’America Latina ispanica, Telefónica ha ceduto nell’arco di poco più di un anno le proprie operazioni in 7 mercati per un incasso superiore a 3 miliardi di dollari: Argentina (venduta a Telecom Argentina per 1,245 miliardi, febbraio 2025), Peru (a Integra Tec International per circa 1 milione, aprile 2025, in un contesto di forte indebitamento), Colombia (67,5% a Millicom per 400 milioni, accordo di marzo 2025, chiuso nel primo trimestre 2026), Uruguay (a Millicom per 440 milioni, maggio 2025), Ecuador (a Millicom per 388 milioni, giugno 2025), Cile (chiuso nel primo trimestre 2026, prezzo non reso noto) e, da ultimo, Messico (per 450 milioni, aprile 2026)”.

Come è evidente da questi dati, Millicom, operatore focalizzato sull’America Latina, sta rafforzando sistematicamente la propria presenza nella regione.

La strategia della telco spagnola

Resta da cedere solo il Venezuela, unico mercato residuo nell’area ispanofona, al termine del quale Telefónica avrà completato il proprio disimpegno dalla regione, focalizzandosi sui 4 mercati core. di Spagna, Brasile, Germania e Regno Unito.

Il gruppo, con sede a Madrid, sta portando avanti un piano di trasformazione volto a ridurre l’esposizione a mercati meno redditizi e più instabili, concentrando invece le risorse su aree considerate strategiche.

Il fulcro di questa strategia è il piano Transform & Grow, che punta a semplificare la struttura aziendale, migliorare la redditività e focalizzare gli investimenti. In questo contesto, i mercati ispanoamericani vengono descritti come caratterizzati da bassi ritorni rispetto al capitale investito, forte competizione e complessità regolatorie.

Nel quarto trimestre del 2025 Telefónica ha ridotto la leva a 2.78x (rispetto a 2.87x di settembre), con un debito pari a 26,8 miliardi di euro, o 24,6 miliardi considerando il completamento delle cessioni in Colombia, Cile e Fiberpass; il gruppo prevede un ulteriore deleveraging nel 2026, in linea con l’obiettivo di 2.5x entro il 2028.

Il gruppo ha registrato una perdita netta significativa nell’intero 2025 (circa 4,3 miliardi di euro) e le cessioni sono strumenti per ottimizzare portafoglio e struttura finanziaria.

La nuova Movistar, digitale e cloud-native

I futuri proprietari di Telefónica Messico intendono mantenere il marchio Movistar, rivolto ai consumatori, e il team di gestione locale.

Nel suo comunicato, Oxio ha sottolineato che l’acquisizione posiziona “Movistar Mexico per la sua prossima fase di crescita”, con la sua piattaforma di telecomunicazioni come servizio (telecom-as-a-service) destinata a supportare una “transizione verso un modello operativo più agile, nativo del cloud e orientato al digitale”.

Ha aggiunto che i suoi prodotti offrono “un’architettura di telecomunicazioni nativa del cloud, insieme a strumenti di business intelligence e dati basati sull’intelligenza artificiale, progettati per modernizzare i sistemi, migliorare la flessibilità operativa e sbloccare nuove opportunità di partnership e monetizzazione”.

Il fondatore e ceo di Oxio, Nicolas Girard, ha descritto l’acquisizione come un “nuovo entusiasmante capitolo per Movistar Mexico” e un “momento decisivo” per la sua azienda.

“Movistar ha costruito un marchio forte con una base di abbonati fedeli di oltre 20 milioni di clienti e ci impegniamo a consolidare queste basi”, ha detto il manager.

Daniel Simon, gestore di portafoglio di Newfoundland Capital Management, ha dichiarato: “L’America Latina è al centro della nostra strategia di investimento sin dalla nostra fondazione e il mercato della telefonia mobile messicana rappresenta oggi una delle opportunità più interessanti della regione”.

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