PIANO DI RIORGANIZZAZIONE

Tim, i sindacati: “Governo e politica assenti, false promesse”

Serao, Fistel Cisl: “Nessun chiarimento sul perimetro del taglio dei costi e sugli impatti per i dipendenti. Disponibilità non basta: valutiamo nuova mobilitazione”. La Uilcom: “Totale assenza di logica industriale, azienda priva di visione”

17 Mag 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

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Ennesima fumata nera dall’incontro Tim-sindacati. A evidenziare lo stallo Giorgio Serao, della segreteria di Fistel Cisl che però punta il dito in particolare contro il governo e la politica: “Dopo le promesse delle varie forse politiche e del governo che si erano detti pronti a convocare un tavolo il silenzio assoluto. Siamo stati lasciati soli in una fase determinante nell’ambito del piano di riorganizzazione annunciato dall’Ad di Tim Labriola e temiamo di essere coinvolti quando sarà troppo tardi ossia quando bisognerà gestire la fase delle ricadute occupazionali”, spiega Serao a CorCom.

Impossibile quantificare gli impatti sui lavoratori

Impossibile quantificare gli impatti del piano industriale annunciato, puntualizza Serao: “Tim ha illustrato il progetto, definito “piano di trasformazione”, che servirà a ridurre i costi “indirizzabili” del 20% nell’arco di un triennio. In poche parole, un’ottimizzazione dei costi. Ma senza dare dettagli in merito”, spiega ancora Serao il quale pur nel riconoscere “la disponibilità dell’azienda ad altri incontri” si dice insoddisfatto dell’esito allo stato attuale – e lo dice facendosi portavoce anche delle altre sigle sindacali. “A questo punto delle cose valuteremo l’ipotesi di una nuova mobilitazione”, annuncia Serao a CorCom puntualizzando che la questione sarà comunque portata al tavolo Tlc del Mise nell’incontro fissato per il prossimo 24 maggio.

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L’incontro di ieri con i vertici di Tim è stato assolutamente privo di logicità industriale – segnala a CorCom in una nota la Segreteria nazionale della Uilcom  -.Riscontriamo un’azienda con una impostazione priva di visione – che sta provando a mettere in piedi un piano puramente finanziario e basta. Sè queste solo le logiche da parte di questo management – difficilmente ci saranno spazi per approcciare ad un vero piano di condivisione. Pensiamo che i lavoratori di questo gruppo meritino più rispetto e non essere spremuti e poi gettati via con provocazioni aziendali inutili. Il confronto in queste condizioni non decollerà e il 24 maggio al Governo ribadiremo le nostre contrarietà sul modello industriale che questo gruppo si vuole dare”.

QUI LA NOTA CONGIUNTA DEI SINDACATI

Roadmap in 4 punti

In occasione dell’incontro di ieri Tim ha illustrato una roadmap in 4 punti: ottimizzazione del costo del lavoro, “gli strumenti adottati dipenderanno da un percorso condiviso o unilaterale”, spiega Serao; sospensione del lavoro agile in alcuni reparti perché la produttività è stata rilevata in calo – in quei reparti si tornerà a lavorare esclusivamente in ufficio); razionalizzazione dei buoni pasto (verranno erogati solo per le giornate di lavoro prestate in sede – non più in lavoro agile); geolocalizzazione dei tecnici on field a seguito dell’autorizzazione del Ministero geolocalizzazione del tecnico ad inizio e fine turno e nell’avanzamento lavori con interazione tramite chat con il cliente. “Questi provvedimenti coinvolgeranno tutto il gruppo e dovrebbero agire nel periodo 2022-2023 utilizzando una serie di strumenti nella disponibilità delle aziende. È chiaro – puntualizza Serao – che per l’utilizzo di alcuni strumenti servirà arrivare ad un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali su cui si dovrà trovare sintesi in tempi ristretti. Diversamente Tim andrà comunque avanti sugli obiettivi agendo in maniera unilaterale”.

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