TIM incassa il via libera degli azionisti sulle principali decisioni finanziarie e di governance, dal bilancio 2025 al piano di riacquisto di azioni proprie. L’assemblea del 15 aprile segna un passaggio chiave nel percorso di stabilizzazione del gruppo, con un ampio consenso su tutte le delibere in agenda. La riunione, che si è svolta in modalità esclusivamente virtuale, ha visto la partecipazione di circa il 59,25% del capitale ordinario.
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Bilancio 2025 in perdita e copertura tramite riserve
L’assemblea ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025, chiuso con una perdita netta pari a 154,6 milioni di euro, con il 94,83% dei voti favorevoli.
La perdita verrà coperta attraverso l’utilizzo della riserva legale, decisione approvata quasi all’unanimità. Il passaggio evidenzia la volontà della società di gestire in modo ordinato l’equilibrio patrimoniale, preservando la stabilità finanziaria.
Buyback da 400 milioni e operazioni sul capitale
Tra le decisioni più rilevanti spicca l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie per un controvalore massimo di 400 milioni di euro, fino a un limite di 700 milioni di azioni ordinarie (pari a circa il 3,3% del capitale).
L’operazione, si legge in una nota dell’operatore, potrà essere effettuata in più tranche e si inserisce in una strategia di ottimizzazione della struttura del capitale e di creazione di valore per gli azionisti. Parallelamente, è stato autorizzato anche l’annullamento di azioni proprie senza riduzione del capitale sociale, “con un conseguente incremento della parità contabile implicita delle restanti azioni”.
Remunerazione e piano di incentivazione azionaria di lungo termine
L’assemblea ha approvato la relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi, insieme al piano di incentivazione azionaria di lungo termine 2026-2028, che ha ottenuto il 95,81% dei voti favorevoli.
Il piano, spiega ancora Tim, è finalizzato a rafforzare l’allineamento tra management e azionisti, promuovendo la creazione di valore sostenibile nel medio-lungo periodo.
Raggruppamento azionario 1:10 e modifiche statutarie
In sede straordinaria, l’assemblea ha dato il via libera al raggruppamento delle azioni nel rapporto di 1 a 10, con una conseguente riduzione del numero complessivo dei titoli a circa 2,13 miliardi.
L’operazione, si legge nella nota, comporta una modifica dello statuto sociale e punta a rendere più efficiente la struttura del capitale, migliorando la leggibilità del titolo sul mercato.
Revisione legale e governance
Tra le altre delibere, gli azionisti hanno approvato il conferimento dell’incarico di revisione legale dei conti a PwC per il periodo 2028-2036.
Contestualmente, è stata approvata anche l’esclusione dell’obbligo di reintegro del vincolo di sospensione d’imposta per l’utilizzo della riserva legale, mantenendo comunque l’obbligo di ricostituzione fino al limite previsto dal codice civile.


