LA RELAZIONE ANNUALE

Tlc, Antitrust: investimenti e concorrenza pilastri della crescita delle reti



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Il presidente dell’authority, Roberto Rustichelli: “Un’economia sempre più digitalizzata richiede infrastrutture capillari e ad alte prestazioni. Si tratta di un obiettivo di rilevanza strategica, sostenuto sia dalla concorrenza tra operatori, sia dall’intervento pubblico nelle aree a fallimento di mercato”

Pubblicato il 14 apr 2026



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Le tlc sono un asset strategico per la competitività del Paese. A ribadirlo è il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust), Roberto Rustichelli, che nella relazione annuale sottolinea come sviluppo delle infrastrutture e dinamiche competitive debbano procedere di pari passo.

“Un’economia sempre più digitalizzata richiede reti di telecomunicazione capillari e ad alte prestazioni – spiega – Si tratta di un obiettivo di rilevanza strategica, sostenuto sia dalla concorrenza tra operatori, che ha incentivato gli investimenti privati nelle reti in fibra, sia dall’intervento pubblico nelle aree interessate da fallimenti di mercato, anche nell’ambito del Pnrr”.

Il ruolo dell’Antitrust tra consolidamento e vigilanza sulla fibra

Nel corso degli ultimi anni, “L’Autorità ha vigilato sul processo di consolidamento del settore e ne ha indirizzato l’evoluzione attraverso diverse istruttorie, esaminando progetti di co-investimento nelle reti in fibra e accertando un abuso di posizione dominante legato allo sviluppo della fibra ottica”, spiega il presidente dell’Antitrust.

“L’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato ha prestato una particolare attenzione alla tematica degli investimenti in nuove infrastrutture, atteso che la concorrenza non si esaurisce in una dimensione statica – prosegue Rustichelli – ma si sviluppa in una prospettiva dinamica di espansione della capacità produttiva e tecnologica”.

In questo contesto si inserisce l’istruttoria sull’accordo tra FiberCop e Tim, dove “si pone la delicata questione di tutelare, nell’ambito della valutazione di accordi di esclusiva tra operatori con posizioni di mercato particolarmente significative – argomenta – tanto la concorrenza statica quanto quella dinamica, preservando adeguati incentivi alla realizzazione di nuovi investimenti”.

Infrastrutture strategiche tra digitale, sostenibilità e inclusione

Nel quadro delineato dall’Autorità, le telecomunicazioni rientrano a pieno titolo tra le infrastrutture strategiche del Paese, insieme a energia e trasporti.

“Anche in un’economia sempre più dematerializzata le infrastrutture fisiche – quali reti energetiche, di trasporto e di telecomunicazioni – rivestono non soltanto una significativa funzione economica, ma assumono altresì una primaria valenza strategica, in termini di obiettivi di policy quali la sostenibilità ambientale e l’inclusione digitale”, sottolinea.

Nuovo equilibrio tra concorrenza e sicurezza economica

“Il periodo compreso tra il 2019 e oggi è stato caratterizzato da eventi di portata epocale – afferma il presidente dell’Antitrust – che hanno cambiato in profondità l’economia e il funzionamento dei mercati e lanciato sfide inedite alle Autorità antitrust, specialmente in Europa”, spiega Rustichelli.

“Se la concorrenza è il propulsore principale di una ‘sana competitività’ dell’economia europea, è stato tuttavia paventato che essa, in un contesto geopolitico divenuto instabile e conflittuale, possa determinare occasionali tensioni con la resilienza delle catene del valore e la sicurezza degli approvvigionamenti”, aggiunge, evocando la necessità di “un nuovo equilibrio da parte delle Istituzioni europee e degli Stati membri che, nel preservare il ruolo essenziale della concorrenza in termini di garanzia della scelta dei consumatori e di maggiore giustizia sociale, la mantenga al passo con i tempi, aprendola al dialogo con le esigenze della sicurezza economica, dell’autonomia strategica e della sostenibilità”.

Il modello italiano: reti e mercato come leve complementari

Da questo quadro emerge un modello nazionale che potrebbe essere un esempio anche in altri contesti fuori dall’Italia: “L’esperienza italiana – conclude Rustichelli – dimostra che investimenti e concorrenza non sono obiettivi in conflitto, ma elementi interconnessi che operano come pilastri indispensabili per un comparto così strategico per l’intera economia”.

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