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Turrisi, Sielte: “Tlc fondamentali per garantire l’autonomia digitale”



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In occasione dell’evento che ha celebrato i cento anni della storica azienda specializzata in reti di telecomunicazione, il presidente ha delineato la roadmap per lo sviluppo del settore nel post Pnrr. Focus su consolidamento, diversificazione e innovazione

Pubblicato il 2 lug 2026



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Punti chiave

  • Le reti di telecomunicazione e la filiera europea delle Tlc sono un patrimonio strategico per la competitività e l’autonomia strategica dell’Europa.
  • L’Italia può diventare hub tra Europa, Africa e Asia grazie a posizione e collegamenti sottomarini; servono investimenti e passare dal Pnrr alla gestione.
  • Priorità a formazione e preservare competenze; piano Sielte: consolidamento, diversificazione, innovazione (cybersecurity, IoT, cloud, manutenzione evoluta).
Riassunto generato con AI


“Nell’economia digitale globale, dominata dai grandi operatori internazionali del cloud, dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme, le reti di telecomunicazione rappresentano uno degli ultimi ambiti in cui l’Europa può ancora esprimere una reale leadership industriale e tecnologica“. Ne è convinto Salvatore Turrisi, presidente di Sielte, che partecipando a Villa Miani, a Roma, all’evento per il centenario dell’azienda ha sottolineato come la filiera europea delle Tlc costituisca un patrimonio strategico per la competitività del continente.

Difendere la filiera delle Tlc per garantire l’autonomia europea

Nel dialogo con Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor, Turrisi ha precisato che “operatori di rete, imprese tecnologiche, produttori di apparati e centri di ricerca rappresentano un ecosistema che consente all’Europa di mantenere il controllo delle infrastrutture fisiche su cui si fonda l’intera economia digitale. Difendere e rafforzare questa filiera significa investire non solo nella competitività, ma anche nell’autonomia strategica del continente“.

Secondo Turrisi, l’Italia può svolgere un ruolo di primo piano in questo scenario: “Per posizione geografica, infrastrutture terrestri e collegamenti sottomarini, il nostro Paese può diventare uno dei principali punti di interconnessione dei flussi di dati tra Europa, Africa e Asia. È una prospettiva che richiede investimenti, visione industriale e la capacità di valorizzare competenze e infrastrutture costruite in questi anni”. D’altra parte, “le reti non sono più soltanto un’infrastruttura di servizio, bensì un asset strategico sul quale si misurano la capacità competitiva dell’Europa e il ruolo che l’Italia potrà svolgere nei prossimi decenni”.

Per il presidente di Sielte, quindi, “il lavoro di aziende come la nostra va letto in una prospettiva più ampia. Non lavoriamo soltanto su cavi, apparati o piattaforme. Lavoriamo su sistemi che abilitano servizi essenziali. La sicurezza, la qualità, la manutenzione e la capacità di intervento diventano elementi centrali della sovranità tecnologica e industriale italiana”.

Focus sulle competenze e sulla formazione

Turrisi ha poi rimarcato che “il futuro digitale del Paese non è qualcosa di astratto. È fatto di reti, infrastrutture, sicurezza, dati, energia, trasporti, pubblica amministrazione, formazione, lavoro tecnico”.

Secondo Turrisi, nei prossimi anni “serviranno infrastrutture più sicure, più integrate, più sostenibili e meglio gestite”, ma anche “una filiera industriale capace di non disperdere le competenze accumulate e di orientarle verso nuovi mercati”. In questo quadro, ha aggiunto, la formazione professionale diventa decisiva: “La transizione digitale si porta a compimento grazie a tecnici, manutentori, progettisti, persone capaci di intervenire sulle infrastrutture reali”.

Il piano industriale di Sielte nel post Pnrr

Turrisi si è anche soffermato sull’impatto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che “ha avuto un ruolo fondamentale perché ha accelerato investimenti che l’Italia non poteva più rinviare, in particolare sulla connettività ultraveloce e sulla riduzione dei divari infrastrutturali. Ora, però, si apre una fase diversa, forse meno visibile ma altrettanto decisiva”.

Secondo il presidente di Sielte, dopo la stagione della costruzione massiva delle reti “bisogna entrare nella fase della gestione, della manutenzione evoluta, dell’integrazione e della valorizzazione delle infrastrutture realizzate”.

Il tema, ha aggiunto, “non è più solo costruire reti, ma farle funzionare nel tempo, renderle resilienti, sicure e capaci di abilitare nuovi servizi. “È il passaggio da una logica di building a una logica di operating”, ha proseguito il Presidente di Sielte. “Questo riguarda le telecomunicazioni, ma anche energia, trasporti, smart city, pubblica amministrazione digitale e infrastrutture critiche. La vera sfida del post-Pnrr sarà evitare che le competenze accumulate si disperdano e trasformarle in una base stabile di modernizzazione”.

Conseguentemente, rispetto al piano industriale, il presidente di Sielte ha indicato tre direttrici: “consolidamento, diversificazione e innovazione”. Il consolidamento riguarda “il nostro storico presidio nelle telecomunicazioni e nelle infrastrutture di rete”; la diversificazione “l’ampliamento verso energia, trasporti, infrastrutture critiche, smart city, pubblica amministrazione digitale, sicurezza e manutenzione predittiva”; l’innovazione “cybersecurity, cloud, IoT, sistemi di controllo, piattaforme digitali, gestione dei dati e servizi ad alto valore aggiunto”.

“Sielte vuole continuare a fare la propria parte”, ha concluso Turrisi, “con la forza della sua storia, ma soprattutto con la responsabilità di contribuire ai prossimi cento anni di innovazione e sviluppo del Paese”.

Il messaggio di Giorgia Meloni per il centenario

“Il centenario è certamente un traguardo importante, ma non lo interpretiamo come un punto di arrivo. Per noi è l’occasione per rileggere una storia industriale che si intreccia con alcune grandi trasformazioni del Paese”, ha aggiunto Turrisi.

“Sielte nasce in una fase in cui il telefono era una delle infrastrutture della modernità. Da allora ha accompagnato l’evoluzione delle reti, delle telecomunicazioni, della fibra ottica, dei sistemi digitali”, ha sottolineato il presidente. “Arrivare a cento anni significa avere radici solide, ma anche una responsabilità nuova. Un’impresa con questa storia non può limitarsi a custodire il passato. Deve continuare a interpretare il cambiamento, investire sulle competenze e contribuire alla modernizzazione del Paese”.

L’augurio di proseguire con questo atteggiamento è arrivato anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha inviato un messaggio all’evento. “Compiere cento anni è un traguardo straordinario, uno di quelli che merita un momento di festa e un’occasione di riflessione. Tanto più quando a essere celebrati sono il lavoro, la dedizione, l’ingegno di generazioni che hanno contribuito a fare dell’Italia una nazione forte, moderna e competitiva sullo scenario globale”, ha detto Meloni. “Le imprese sono il motore del benessere, dello sviluppo e della prosperità dell’Italia. E chi, come voi, si occupa di innovazione, connettività e digitalizzazione, soprattutto in un’epoca di grandi trasformazioni come quella che stiamo vivendo, ha una duplice responsabilità: custodire un patrimonio di competenze che ha fatto la storia, e contribuire a gettare le fondamenta del nostro futuro. Lo sviluppo delle infrastrutture digitali rappresenta, infatti, un asset strategico per sostenere la competitività del Sistema Italia, per creare occupazione stabile e di qualità, per rendere la nostra Nazione sempre più attrattiva per gli investimenti, per migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

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