LA GUERRA SULLA TV

Vivendi sale al 12,3% di Mediaset: la scalata è partita

La denuncia di Fininvest per manipolazione di mercato non frena Bolloré: la media company annuncia ulteriori acquisti di azioni e il superamento della soglia del 10%

Pubblicato il 13 Dic 2016

Dopo nemmeno 24 ore dall’annuncio di acquisto del 3,01% di Mediaset, Vivendi supera la soglia del 10% e si porta al 12,3%. Lo comunica la media company in una nota diffusa a Borsa chiusa, dopo una giornata di forte passione vissuta dal titolo di Cologno Monzese (+31,86% nella seduta odierna).

Tra Vivendi e Mediaset è ormai guerra senza esclusione di colpi. Nella giornata di oggi è arrivata anche la denuncia nei confronti del gruppo francese, presentata da Fininvest alla procura della Repubblica di Milano e per conoscenza alla Consob, per “manipolazione del mercato”. A predisporre l’atto, spiega la società in una nota, l’avvocato Niccolò Ghedini.

La decisione di Fininvest fa seguito all’annuncio di Vivendi, che risale a ieri, di essere entrata nel capitale di Mediaset con una quota del 3,01%, comprate direttamente sul mercato azioni, con l’obiettivo di salire “in base alle condizioni del mercato” a una quota “in un primo tempo” compresa tra il 10 e il 20%.

La mossa del gruppo guidato da Vincent Bollorè, che detiene tra l’altro il 24% di Telecom Italia, è stata accolta dal management di Fininvest come un attacco, un tentativo di portare a termine “una vera e propria scalata ostile”. Il “voltafaccia” dei francesi sull’accordo strategico firmato in primavera per l’acquisizione di Premium, aveva sottolineato Fininvest in una nota, “faceva parte di un disegno ben preciso” per “creare le condizioni per far scendere artificiosamente il valore del titolo Mediaset”.

Spiegando la propria decisione del blitz su Mediaset, Vivendi afferma di averla presa dopo che la prevista acquisizione di Mediaset Premium “ha malauguratamente fatto sorgere un contenzioso tra Vivendi e Mediaset” e dopo che “Mediaset e il suo azionista Fininvest non hanno accettato le proposte di Vivendi finalizzate a trovare una soluzione amichevole per risolvere la controversia”.

Da qui la decisione del gruppo media guidato da Arnaud de Puyfontaine dit trovare una nuova strada per raggiungere l’obiettivo di “sviluppare la propria attività nell’Europa meridionale”, in linea con le proprie ambizioni strategiche quale primario gruppo internazionale con sede in Europa nel settore dei media e dei contenuti”. Vivendi aveva siglato un accordo con Mediaset in aprile in vista di una partnership strategica e industriale, che prevedeva diverse iniziative e l’acquisto del 3,5% del gruppo italiano, oltre al 100% di Mediaset Premium, in cambio del 3,5% del capitale sociale di Vivendi. L’alleanza è successivamente andata in stallo alla fine di luglio, con il passo indietro di Vivendi, che ha annunciato di non voler più rilevare la totalità di premium, ma di volerne acquisire il 20%, puntando nel contempo a ad acquisire il 15% di Mediaset in tre anni. Ne è nato un contenzioso legale, con Mediaset che accusa Vivendi di essersi tirata indietro da n patto che era vincolante, e i francesi che controbattono affermando che il reale valore di Premium non fosse quello prospettato in primavera.

Nel comunicato di replica Fininvest sottolinea come Bollorè e Vivendi abbiano “mostrato quelli che erano fin dall’inizio i loro veri progetti su Mediaset. L’accordo strategico raggiunto in primavera e seguito pochi mesi dopo dall’incredibile voltafaccia, con la violazione di un contratto preceduto da lunghe e dettagliate trattative e assolutamente vincolante, facevano parte di un disegno ben preciso che Vivendi svela con la mossa odierna: creare le condizioni per far scendere artificiosamente il valore del titolo Mediaset e lanciare a prezzi di sconto quella che si presenta come una vera e propria scalata ostile. Senza avere neppure la decenza di risparmiarsi l’ipocrita giustificazione di voler portare avanti quel progetto industriale che con motivazioni assurde solo pochi mesi fa Vivendi aveva calpestato. Ma Vivendi deve sapere che Fininvest non intende arretrare neppure di un passo dalla sua posizione di azionista di riferimento di Mediaset – conclude il comunicato – e che si tutelerà in tutte le sedi e con tutti i mezzi per bloccare quello che ritiene non una normale operazione di mercato ma un gravissimo inganno che delle leggi del mercato fa scempio”.

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