Banda ultralarga, Calenda: "No ostacoli a Tim, ma tuteleremo interesse pubblico"

IL CASO AREE BIANCHE

Il ministro annuncia di voler convocare i vertici dell'azienda per un confronto diretto sugli investimenti in fibra. E in merito al terzo bando Infratel: "Riapriremo la consultazione"

di Andrea Frollà

Il Governo "non ha ovviamente alcuna intenzione di impedire o ostacolare investimenti di Tim che risultino compatibili con gli impegni legali assunti e la normativa comunitaria di riferimento. Qualora invece mancassero questi presupposti il Governo agirà, com'è doveroso, per tutelare l'interesse pubblico". E' quanto si legge in una nota emssa dal Ministero dello Sviluppo economico, attraverso cui il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, annuncia l'intenzione di convocare "a breve i vertici di Tim per aprire un confronto diretto con la società" sulla banda ultralarga.

Il piano Bul, ricorda il comunicato del Mise, "è partito da un'ampia consultazione con gli operatori al fine di verificare dove era necessario l'intervento dello Stato e dove invece gli operatori avevano piani di investimento, per evitare dispersione di risorse pubbliche e concentrarle nelle aree a fallimento di mercato, le cosi' dette aree bianche. Al termine della Consultazione - prosegue la nota - tutti gli operatori hanno comunicato con dichiarazione formale e vincolante di non essere interessati ad investire nelle aree bianche identificate, mappate e sottoposte alla Consultazione. La Commissione europea ha conseguentemente approvato il piano di intervento il 30 giugno 2016".

La Commissione, sottolinea il Mise, "ha altresì disposto nella propria decisione che eventuali modifiche delle intenzioni degli investitori potevano essere prese in considerazione per le aree non ancora interessate dai bandi. Nel primo bando di gara Tim ha partecipato e presentato offerte per tutti i lotti. Il 5 dicembre all'esito della fase di prequalifica del secondo bando, Tim ha dichiarato di voler partecipare alla gara. Il 23 dicembre Tim ha invece comunicato la modifica del suo piano di investimenti e di voler intervenire direttamente in alcune aree bianche, meno del 10% di quelle oggetto del bando di gara, e di non aver più interesse ad intervenire in alcune aeree grigie a parziale fallimento di mercato".

Secondo il Mise, "è del tutto evidente che il Governo italiano non può ridefinire i contenuti di un progetto prioritario per il Paese, che comporta procedure di gara lunghe e complesse, che necessitano tra l'altro dell'approvazione europea, sulla base dei cambiamenti di strategia di un operatore, comunicati fuori dalle procedure previste". In questo senso il Governo ha prontamente risposto alla comunicazione di Tim". Allo stesso tempo, spiega il Mise, "è chiaro che un cambiamento del piano di investimenti di Tim, che, secondo quanto comunicato il 23 dicembre, coprirà solo una porzione limitata delle aree oggetto del bando, rischia di squilibrare il conto economico della concessione per la gestione della rete pubblica i cui calcoli sono stati fatti sulla base dell'intera area oggetto del bando". Per quanto riguarda invece il terzo bando non ancora pubblicato, conclude la nota, "riapriremo la Consultazione per dare la possibilità a tutti gli operatori, secondo quanto previsto dalla Commissione Europea, di comunicare nei modi e nei tempi corretti eventuali modifiche ai loro piani di investimento".

'Spero che con la nota del ministro Calenda la posizione del governo sia ancora più chiara a tutti - è il commento del sottosegretario Antonello Giacomelli  -. C'è un progetto di interesse generale che darà al paese ed alle nostre imprese, dopo anni di ritardo, una rete adeguata ai livelli di competizione internazionale; chi vuole contribuire a realizzarlo è il benvenuto, se qualcuno pensasse invece di ostacolarlo o farlo costare di più ai cittadini, dovrà rispondere dei suoi comportamenti''.

  

©RIPRODUZIONE RISERVATA 19 Giugno 2017

TAG: tlc, banda larga, tim, mise, calenda, cattaneo, giacomelli

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