Cybersecurity, Ansip: "L'Ue ha bisogno di una difesa comune"

L'INTERVISTA

Il vicepresidente e commissario al digital single market: "A causa dei cyberattacchi l'Ue perde 265 miliardi l'anno. Per le elezioni tedesche non vedo un rischio-hacker. Rafforzeremo l'Enisa: nessuno Stato può affrontare le minacce se rimane isolato"

di A.S.

“Le crisi saranno gestite insieme, stileremo le mosse da mettere in atto in caso di emergenza. Poi chiederemo alle imprese di aderire, su base volontaria, a un sistema europeo di certificazione: il consumatore potrà leggere dall’etichetta quanto è sicuro in dispositivo connesso a Internet. Rafforzeremo educazione e ricerca: visto che d qui al 2022 si sentirà la mancanza di 350 mila esperti di cybersicurezza, dovremo colmare il gap. Sarà un’opportunità per i ragazzi. Per rendere l’Ue competitiva, la cybersicurezza dovrà entrare nei percorsi accademici e nei curriculum vitae degli europei”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione Ue e Commissario al Digital single market.

“E’ la solita lotta tra il bene e il male - spiega Ansip -  combattuta nell’era digitale. Noi europei facciamo troppo poco pe proteggerci: è il momento di darci la sveglia: il piano comincia da una cyberdifesa comune”. La strategia europea in questo campo, sostiene il commissario, deve essere rivista: “Oggi è facile attaccarci - sottolinea Ansip - La strategia lanciata nel 2013 va aggiornata: all’epoca non era diffuso l’Internet degli oggetti e gli hackeraggi non erano all’ordine del giorno. La Commissione lancia una proposta per la gestione condivisa dell’emergenza e per la prevenzione”.  

Alla base di questa strategia c’è anche il fatto che l’Ue sta subendo gravi danni a causa degli attacchi informatici, che potrebbero tra l’altro crear problemi anche per le prossime scadenze elettorali, come quella tedesca. “I rischi - spiega Ansip - sono economici e politici: A causa dei cyberattacchi l’Ue perde 265 miliardi di euro l’anno. Circa il 95% degli attacchi è dovuto a errori umani, fino all’80% però può essere evitato con la sicurezza. Ma non penso che qualcuno cercherà di influenzare direttamente il voto: sarebbe come dichiararci guerra, ma lee democrazie vanno protette.  

Infine un riferimento al nostro Paese: “L’Italia in questo ambito non è forte, ma eccelle nello high performance computing, l’industria dell’auto o i dispositivi connessi per la casa. L’importante sarà unire le forze. Il primo punto è coordinarsi. Nessuno stato membro può affrontare in modo efficace le minacce attuali se rimane isolato. Vogliamo incentivare la cooperazione. Lo faremo dando un nuovo mandato permanente e incisivo all’agenzia per la sicurezza delle reti r dell’informazione (Enisa)”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 14 Settembre 2017

TAG: Cybersecurity, Andrus Ansip, Commissione Ue, Digital single market, HIgh performance computing, Enisa

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