L'INTERVISTA

Cybersecurity, Ansip: “L’Ue ha bisogno di una difesa comune”

Il vicepresidente e commissario al digital single market: “A causa dei cyberattacchi l’Ue perde 265 miliardi l’anno. Per le elezioni tedesche non vedo un rischio-hacker. Rafforzeremo l’Enisa: nessuno Stato può affrontare le minacce se rimane isolato”

14 Set 2017

A.S.

ansip-andrus-digitalday17-170323105320

“Le crisi saranno gestite insieme, stileremo le mosse da mettere in atto in caso di emergenza. Poi chiederemo alle imprese di aderire, su base volontaria, a un sistema europeo di certificazione: il consumatore potrà leggere dall’etichetta quanto è sicuro in dispositivo connesso a Internet. Rafforzeremo educazione e ricerca: visto che d qui al 2022 si sentirà la mancanza di 350 mila esperti di cybersicurezza, dovremo colmare il gap. Sarà un’opportunità per i ragazzi. Per rendere l’Ue competitiva, la cybersicurezza dovrà entrare nei percorsi accademici e nei curriculum vitae degli europei”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione Ue e Commissario al Digital single market.

“E’ la solita lotta tra il bene e il male – spiega Ansip – combattuta nell’era digitale. Noi europei facciamo troppo poco pe proteggerci: è il momento di darci la sveglia: il piano comincia da una cyberdifesa comune”. La strategia europea in questo campo, sostiene il commissario, deve essere rivista: “Oggi è facile attaccarci – sottolinea Ansip – La strategia lanciata nel 2013 va aggiornata: all’epoca non era diffuso l’Internet degli oggetti e gli hackeraggi non erano all’ordine del giorno. La Commissione lancia una proposta per la gestione condivisa dell’emergenza e per la prevenzione”.

Alla base di questa strategia c’è anche il fatto che l’Ue sta subendo gravi danni a causa degli attacchi informatici, che potrebbero tra l’altro crear problemi anche per le prossime scadenze elettorali, come quella tedesca. “I rischi – spiega Ansip – sono economici e politici: A causa dei cyberattacchi l’Ue perde 265 miliardi di euro l’anno. Circa il 95% degli attacchi è dovuto a errori umani, fino all’80% però può essere evitato con la sicurezza. Ma non penso che qualcuno cercherà di influenzare direttamente il voto: sarebbe come dichiararci guerra, ma lee democrazie vanno protette.

Infine un riferimento al nostro Paese: “L’Italia in questo ambito non è forte, ma eccelle nello high performance computing, l’industria dell’auto o i dispositivi connessi per la casa. L’importante sarà unire le forze. Il primo punto è coordinarsi. Nessuno stato membro può affrontare in modo efficace le minacce attuali se rimane isolato. Vogliamo incentivare la cooperazione. Lo faremo dando un nuovo mandato permanente e incisivo all’agenzia per la sicurezza delle reti r dell’informazione (Enisa)”.