Raee, in Italia la raccolta cresce del 27%

AMBIENTE

Ecodom: nel 2010 raggiunto l'obiettivo definito per legge di 4 Kg per abitante. Oggi la Ue avvia la discussione sulla revisione della Direttiva: focus sulla qualità del trattamento dei rifiuti e lotta all'export illegale

di F.Me.
La raccolta dei rifiuti elettrici cresce del 27%. A renderlo noto, Ecodom, il Consorzio Italiano del Recupero e del Riciclaggio degli Elettrodomestici, in occasione dell’incontro organizzato con Liberambiente, “Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: bilancio del sistema italiano e revisione della Direttiva Europea”.

Nel 2010 si è raggiunto l’obiettivo definito per legge di 4kg di Raee raccolti per abitante mentre sono stati certificati 73 impianti a garanzia della qualità del trattamento. Sono state infine gestite 3.654 isole ecologiche con oltre 140.000 ritiri dei Raee, il 98% dei quali effettuato nei tempi stabiliti.
Durante l’incontro si è fatto il punto sulle prospettive del Sistema di Raccolta e Recupero dei Raee con un excursus dal Decreto 151/2005 alla revisione della Direttiva Europea, oggi in discussione.

"La tematica dei Raee è molto complessa, sia per le tante tipologie di prodotto, sia per la specificità del sistema di distribuzione italiano” – spiega Roberto Tortoli, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera e Presidente di Liberambiente – “Alla luce della prossima modifica della Direttiva Europea sui Raee, occorre che il ministero dell'Ambiente perfezioni le normative, al fine, da un lato, di implementare le procedure e le tecnologie del recupero e dall'altro di ridurre i costi e gli impatti ambientali".

In vista della revisione della direttiva Raee infatti l’Unione Europea ha individuato possibili aree di miglioramento dell’intero Sistema: i target di raccolta, per passare dagli attuali 4kg pro capite a 12kg entro il 2016; la qualità ambientale del trattamento dei Raee; la lotta all’export illegale al di fuori dell’Unione Europea e maggiori controlli negli Stati membri.

“E’ auspicabile che la revisione della Direttiva Europea tenga conto delle specificità del Sistema Italiano dove i Produttori e i Sistemi Collettivi garantiscono un servizio efficace per tutti i Raee raccolti in ogni zona del Paese” – puntualizza Paolo Falcioni vice presidente di Ecodom – Da questo punto di vista è indispensabile un ruolo da protagonista dell’Italia in sede Europea per promuovere la competitività dell’intera filiera valorizzando le specificità Italiane. In particolare occorre che sia mantenuto il Centro di Coordinamento Raee, che svolge l’indispensabile funzione di arbitro e garante del servizio. A questo scopo, riteniamo importante che, presso il ministero dell’Ambiente, sia istituito un tavolo di lavoro per definire una posizione condivisa da tutti gli attori della filiera da rappresentare in sede europea”.

Il convegno è stato anche occasione per presentare progetti speciali, come Raee in Carcere, per il reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro grazie alla realizzazione di laboratori per il trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici che appartengono al Raggruppamento R2 (lavatrici, lavastoviglie), al progetto “Remade in Italy”, il primo marchio “made in Italy” per la certificazione di prodotti derivanti dal riciclo e dal riuso.

09 Giugno 2011