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Raee, in Italia la raccolta cresce del 27%

Ecodom: nel 2010 raggiunto l’obiettivo definito per legge di 4 Kg per abitante. Oggi la Ue avvia la discussione sulla revisione della Direttiva: focus sulla qualità del trattamento dei rifiuti e lotta all’export illegale

09 Giu 2011

La raccolta dei rifiuti elettrici cresce del 27%. A renderlo noto,
Ecodom, il Consorzio Italiano del Recupero e del Riciclaggio degli
Elettrodomestici, in occasione dell’incontro organizzato con
Liberambiente, “Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed
Elettroniche: bilancio del sistema italiano e revisione della
Direttiva Europea”.

Nel 2010 si è raggiunto l’obiettivo definito per legge di 4kg di
Raee raccolti per abitante mentre sono stati certificati 73
impianti a garanzia della qualità del trattamento. Sono state
infine gestite 3.654 isole ecologiche con oltre 140.000 ritiri dei
Raee, il 98% dei quali effettuato nei tempi stabiliti.
Durante l’incontro si è fatto il punto sulle prospettive del
Sistema di Raccolta e Recupero dei Raee con un excursus dal Decreto
151/2005 alla revisione della Direttiva Europea, oggi in
discussione.

"La tematica dei Raee è molto complessa, sia per le tante
tipologie di prodotto, sia per la specificità del sistema di
distribuzione italiano” – spiega Roberto Tortoli,
vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera e Presidente
di Liberambiente – “Alla luce della prossima modifica della
Direttiva Europea sui Raee, occorre che il ministero
dell'Ambiente perfezioni le normative, al fine, da un lato, di
implementare le procedure e le tecnologie del recupero e
dall'altro di ridurre i costi e gli impatti
ambientali".

In vista della revisione della direttiva Raee infatti l’Unione
Europea ha individuato possibili aree di miglioramento
dell’intero Sistema: i target di raccolta, per passare dagli
attuali 4kg pro capite a 12kg entro il 2016; la qualità ambientale
del trattamento dei Raee; la lotta all’export illegale al di
fuori dell’Unione Europea e maggiori controlli negli Stati
membri.

“E’ auspicabile che la revisione della Direttiva Europea tenga
conto delle specificità del Sistema Italiano dove i Produttori e i
Sistemi Collettivi garantiscono un servizio efficace per tutti i
Raee raccolti in ogni zona del Paese” – puntualizza Paolo
Falcioni vice presidente di Ecodom – Da questo punto di vista è
indispensabile un ruolo da protagonista dell’Italia in sede
Europea per promuovere la competitività dell’intera filiera
valorizzando le specificità Italiane. In particolare occorre che
sia mantenuto il Centro di Coordinamento Raee, che svolge
l’indispensabile funzione di arbitro e garante del servizio. A
questo scopo, riteniamo importante che, presso il ministero
dell’Ambiente, sia istituito un tavolo di lavoro per definire una
posizione condivisa da tutti gli attori della filiera da
rappresentare in sede europea”.

Il convegno è stato anche occasione per presentare progetti
speciali, come Raee in Carcere, per il reinserimento dei detenuti
nel mondo del lavoro grazie alla realizzazione di laboratori per il
trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici che appartengono
al Raggruppamento R2 (lavatrici, lavastoviglie), al progetto
“Remade in Italy”, il primo marchio “made in Italy” per la
certificazione di prodotti derivanti dal riciclo e dal riuso.