Ricerca e Innovazione. L'Europa punta sui Kic

STRATEGIE

L'Eit presenta l'Agenda Strategica per l'Innovazione che fa leva sulle Knowledge and innovation community formate da aziende, università e centri di ricerca per sviluppare modalità efficaci di trasferimento tecnologico in  settori chiave come la sanità e l'istruzione

di Federica Meta
Creare un nuovo modello di interazione tra ricerca, imprese e istruzione superiore – il cosiddetto “triangolo della conoscenza” – per migliorare il tasso di innovazione attraverso una gestione imprenditoriale ed un migliore coordinamento delle capacità locali. È questo l’obiettivo dell’Agenda strategica per l’innovazione europea proposta dall’Eit (Istituto europeo di innovazione e tecnologia) che identifica le iniziative chiave da attuare tra il 2014 e il 2020 per promuovere l’imprenditorialità e l’innovazione in Europa.

E proprio sulla base della proposta dell’Eit – presentata oggi nella sede italiana della Ue a Roma - la Commissione presenterà, entro la fine dell’anno, la nuova strategia europea sul tema. L’Agenda dovrà in seguito essere approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
Perno della strategia elaborata dall'istituto sono i Kic (kwoledge and innovation community) che riuniscono istituti d’istruzione superiore di eccellenza, centri di ricerca e imprese impegnati nello sviluppo di piani di trasferimento tecnologico - dalla ricerca all’impresa – su settori chiave come la salute, l’apprendimento, i settori alimentare e manifatturiero, la sicurezza e la mobilità.

Il modello da seguire sono i tre Kic già operativi che si occupano di energia sostenibile (Kic InnoEnergy), di cambiamenti climatici (Climate-Kic) e della società dell’informazione e della comunicazione (Eit Kic Labs). I Kic lanciano programmi di studio, master e dottorati di ricerca Eit, progetti di ricerca e contribuiscono all’istituzione di nuove imprese.

“La Strategic Innovation Agenda è un piano originale che, guardando alle sfide europee, tenta di trovare modalità efficaci per gli investimenti di ricerca e innovazione – spiega Giovanni Colombo, membro del board dell’Eit – Tra queste, crediamo che sia fondamentale coniugare le capacità di innovazione locale con la dimensione europea, ma anche globale, dell’economia. Come? Prima di tutto iniziando a considerare come un continuum la ricerca, l’innovazione e la produzione. Solo in questo modo, ovvero integrando i processi, sarà più agevole potenziare il trasferimento tecnologico”.

Da questo cambio di passo culturale potrà trarre nuova linfa anche la politica di sostegno pubblico alla ricerca – altro cardine dell’Agenda dell’Eit – finora eccessivamente frammentata, a favore di una “maggiore polarizzazione degli interventi” in settori considerati volàno di mercato.

Un funzione chiave, in questo senso, deve essere svolta dalla pubblica amministrazione, settore dove si concentra la maggior parte degli investimenti pubblici, che dovrebbero essere utilizzati per mettere in partica modelli di innovazione aperta e co-operativa.

“La sperimentazione e il consolidamento di questi nuovi indirizzi possono presentare una grande opportunità per l’Italia, che ha partecipato alla costruzione dell’Eit fin dalle sue fasi iniziali, e possono guidare le politiche industriali e gli orientamenti della ricerca e dell’innovazione – sottolinea Colombo - La sperimentazione di nuovi modelli per l’innovazione di prodotto e di servizio risulta tanto più importante in un momento di crisi e di radicale trasformazione del sistema produttivo e sociale italiano nel quadro della strategia Europa 2020 per una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva”.

La Commissione europea ha accolto con grande favore il piano dell’Eit. Come puntualizza Elisabetta Olivi, responsabile Settore Politico, Rappresentanza in Italia della Commissione, “l’Agenda può rappresentare un grande sostegno alla strategia messa in campo in tema di ricerca e innovazione nell’ambito di Eu2020”.
Entro al fine dell’anno infatti la Commissione lancerà – anche sulla base della proposta di Eit - Horizon 2020 il nuovo programma Ue dedicato a ricerca e innovazione

“Il nuovo programma dovrà supportare l'Ue nelle sfide globali dei nostri tempi, fornendo a ricercatori ed innovatori gli strumenti necessari alla realizzazione dei propri progetti e delle proprie idee – spiega la Olivi - I nuovi fondi dovranno incentivare la cooperazione transfrontaliera e l'eccellenza, semplificando le procedure burocratiche e l'accesso alle risorse”. Per Horizon 2020 la Commissione ha previsto di investire 80 miliardi di euro dal 2014 al 2020.

11 Luglio 2011