Lavoro, condizioni "disumane" nell'hi-tech cinese

LA DENUNCIA

La denuncia di China Labor Watch: obbligo di straordinario fino a 160 ore al mese e salari che non coprono i costi minimi della vita per gli operai impiegati dell'elettronica. Sotto accusa, tra gli altri, Hp, Microsoft, Dell e Apple

di Federica Meta
Le condizioni di lavoro nell' industria elettronica cinese sono ''disumane''. A dirlo l'ultimo rapporto dell' organizzazione "China Labor Watch" (Clw), fondata 11 anni fa da esuli cinesi residenti negli Stati Uniti.

Il report si basa su interviste condotte tra l'ottobre 2010 e il giugno 2011 a 408 lavoratori impiegati da multinazionali tra cui spiccano Dell, Salcomp, Ibm, Ericsson, Philips, Microsoft, Apple, Hp e Nokia. Nel documento si afferma che i salari medi ''sono insufficienti ad affrontare i costi minimi della vita'' e che nei periodi nei quali la domanda è alta i lavoratori vengono costretti a straordinari che vanno dalle 36 alle 160 ore al mese.

Secondo China Labor Watch l' ''intensità'' del lavoro è eccessiva, dato che ad alcuni operai "è richiesto di rimanere in piedi fino a dieci ore consecutive. Inoltre, nelle assunzioni vengono regolarmente effettuate discriminazioni sulla base dell'età, del sesso e delle condizioni di salute dei candidati.

Infine - sostiene Clw - a molti lavoratori vengono imposti contratti ''irregolari'', dei quali non gli vengono illustrati i dettagli. "Questa situazione riflette non solo le condizioni dell'industria elettronica cinese ma illustra anche dei seri problemi permanenti dell' industria elettronica internazionale'', conclude il report.

12 Luglio 2011