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Lavoro, condizioni “disumane” nell’hi-tech cinese

La denuncia di China Labor Watch: obbligo di straordinario fino a 160 ore al mese e salari che non coprono i costi minimi della vita per gli operai impiegati dell’elettronica. Sotto accusa, tra gli altri, Hp, Microsoft, Dell e Apple

12 Lug 2011

Le condizioni di lavoro nell' industria elettronica cinese sono
''disumane''. A dirlo l'ultimo rapporto
dell' organizzazione "China Labor Watch" (Clw),
fondata 11 anni fa da esuli cinesi residenti negli Stati Uniti.

Il report si basa su interviste condotte tra l'ottobre 2010 e
il giugno 2011 a 408 lavoratori impiegati da multinazionali tra cui
spiccano Dell, Salcomp, Ibm, Ericsson, Philips, Microsoft, Apple,
Hp e Nokia. Nel documento si afferma che i salari medi
''sono insufficienti ad affrontare i costi minimi della
vita'' e che nei periodi nei quali la domanda è alta i
lavoratori vengono costretti a straordinari che vanno dalle 36 alle
160 ore al mese.

Secondo China Labor Watch l' ''intensità'' del
lavoro è eccessiva, dato che ad alcuni operai "è richiesto
di rimanere in piedi fino a dieci ore consecutive. Inoltre, nelle
assunzioni vengono regolarmente effettuate discriminazioni sulla
base dell'età, del sesso e delle condizioni di salute dei
candidati.

Infine – sostiene Clw – a molti lavoratori vengono imposti
contratti ''irregolari'', dei quali non gli vengono
illustrati i dettagli. "Questa situazione riflette non solo le
condizioni dell'industria elettronica cinese ma illustra anche
dei seri problemi permanenti dell' industria elettronica
internazionale'', conclude il report.

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