Software spia nei pc dei cittadini. Governo tedesco nella bufera

SECURITY

Berlino rispedisce al mittente l'accusa di spionaggio informatico nei confronti di ignari utenti da parte di un gruppo di hacker. Ma le autorità bavaresi ammettono la paternità del malware

di P.A.
Polverone al ministero degli Interni tedesco, sotto accusa da parte di un gruppo di hacker per spionaggio informatico, attraverso un software già ribatezzato come 'Bundestrojaner': e cioè cavallo di Troia del bund federale. Un virus in grado di attivare la webcam e di registrare le attività dei pc sotto osservazione.

Gli storici hacker tedeschi, noti come Ccc (Caos computer club), hanno accusato il governo federale di spinoaggio informatico ai danni di ignari cittadini. L'attività di spionaggio si svolgerebbe attraverso un virus trojan, in grado di infettare i pc degli utenti sfruttando Skype. Il problema, secondo gli hacker tedeschi, è che le falle usate dal virus governativo per spiare i cittadini consentirebbero anche a terze parti di accedere ai dati delle persone spiate, violando una sentenza della Corte costituzionale tedesca, che nel 2008 vietò l'utilizzo di programmi informastici per spiare i cittadini.

La denuncia sta mettendo in difficoltà il governo, che ha annunciato in conferenza stampa di aver avviato un'inchiesta interna sul caso. "Prendiamo molto sul serio le informazioni ricevute dal gruppo Ccc - ha detto il portavoce di governo Steffen Seibert nella consueta conferenza stampa dell'Esecutivo di Angela Merkel, che si tiene il lunedì a Berlino - A quanto ci risulta il programma è vecchio di tre anni - ha detto il portavoce del ministro dell'Interno - e non è mai stato utilizzato".

Un caso sul quale è intervenuto anche il leader del partito dei Pirati Nerz, che chiede le dimissioni immediate del ministro dell'Interno Hans-Peter Friedrich e del capo della polizia federale della Germania Joerg Zierge.

Intanto, le autorità bavaresi ammettono di essere all’origine del virus trojan, che permetteva di spiare il computer dei suoi cittadini, messo a punto dalla polizia regionale nel 2009. A realizzare il software sarebbe stata un'azienda bavarese, la DigiTask, come rivelato da Wikileaks, che ha messo online un'offerta dell'azienda.

11 Ottobre 2011