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Software spia nei pc dei cittadini. Governo tedesco nella bufera

Berlino rispedisce al mittente l’accusa di spionaggio informatico nei confronti di ignari utenti da parte di un gruppo di hacker. Ma le autorità bavaresi ammettono la paternità del malware

11 Ott 2011

Polverone al ministero degli Interni tedesco, sotto accusa da parte
di un gruppo di hacker per spionaggio informatico, attraverso un
software già ribatezzato come 'Bundestrojaner': e cioè
cavallo di Troia del bund federale. Un virus in grado di attivare
la webcam e di registrare le attività dei pc sotto
osservazione.

Gli storici hacker tedeschi, noti come Ccc (Caos computer club),
hanno accusato il governo federale di spinoaggio informatico ai
danni di ignari cittadini. L'attività di spionaggio si
svolgerebbe attraverso un virus trojan, in grado di infettare i pc
degli utenti sfruttando Skype. Il problema, secondo gli hacker
tedeschi, è che le falle usate dal virus governativo per spiare i
cittadini consentirebbero anche a terze parti di accedere ai dati
delle persone spiate, violando una sentenza della Corte
costituzionale tedesca, che nel 2008 vietò l'utilizzo di
programmi informastici per spiare i cittadini.

La denuncia sta mettendo in difficoltà il governo, che ha
annunciato in conferenza stampa di aver avviato un'inchiesta
interna sul caso. "Prendiamo molto sul serio le informazioni
ricevute dal gruppo Ccc – ha detto il portavoce di governo Steffen
Seibert nella consueta conferenza stampa dell'Esecutivo di
Angela Merkel, che si tiene il lunedì a Berlino – A quanto ci
risulta il programma è vecchio di tre anni – ha detto il portavoce
del ministro dell'Interno – e non è mai stato
utilizzato".

Un caso sul quale è intervenuto anche il leader del partito dei
Pirati Nerz, che chiede le dimissioni immediate del ministro
dell'Interno Hans-Peter Friedrich e del capo della polizia
federale della Germania Joerg Zierge.

Intanto, le autorità bavaresi ammettono di essere all’origine
del virus trojan, che permetteva di spiare il computer dei suoi
cittadini, messo a punto dalla polizia regionale nel 2009. A
realizzare il software sarebbe stata un'azienda bavarese, la
DigiTask, come rivelato da Wikileaks, che ha messo online
un'offerta dell'azienda.

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