Rilanciare il turismo italiano? La ricetta viene dal Web

INTERNET

Per affrontare una contrazione del settore che nel 2009 è stimata la 2% serve più tecnologia. Anche Web 2.0.

di Elisabetta Bevilacqua
Turismo italiano in crisi? La svolta potrebbe arrivare dal Web che, spazzando via gran parte dell’intermediazione, è in grado di abbassare i costi. Ma l’Italia è ancora indietro sul turismo online.
Secondo Lucia Carniglia co-fondatrice di Mobissimo, portale internazionale definito dal Time “il Google del turismo”, negli ultimi 6 mesi il volume delle ricerche è triplicato e gli utenti utilizzano massicciamente la comparazione per contenere i loro costi. La riduzione del turismo in Italia (per il 2009 si stima una contrazione del 2% nel settore) deriva proprio dalla possibilità di portare il mondo a portata di click. “Anche i turisti italiani scoprono che spesso si impiega meno tempo a raggiungere località come Palma di Maiorca o Berlino che mete nazionali; e spesso si spende meno”. E mentre gli italiani comprano turismo per due terzi all’estero, i maggiori mercati di provenienza come Usa e Francia sono in calo.

L’inadeguatezza della presenza italiana su Internet è certo una causa, anche se non la sola. “Per gli operatori privati la tecnologia è ancora intesa come costo - lamenta Rodolfo Baggio, docente del Met, il master in Economia del Turismo di Sda Bocconi -. Gli agriturismi hanno imparato meglio la lezione rispetto ai grandi alberghi, mentre l’intermediazione turistica resta abbarbicata a modelli di distribuzione tradizionali. Spesso il settore pubblico, enti locali e associazioni di promozione, offrono proposte di maggior qualità dei privati”.
Ancora una volta ci sono barriere culturali da superare. Ma non mancano esempi virtuosi svolti da associazioni territoriali. È il caso dell’Ascom di Bra (Cuneo) che dà supporto agli operatori turistici del territorio nella creazione di siti e nella presenza in rete (ha recentemente ottenuto un premio dalla Presidenza della Repubblica per la copertura wi-fi del territorio) con servizi di hosting. “L’ultimo sforzo è stata la creazione di un portale (www.langheroerobooking.it) per diffondere il più possibile su piccole strutture la cultura della prenotazione online alberghiera” ricorda Luigi Barbero, direttore generale dell’Ascom di Bra. Mentre anche i tour operator cercano nuove vie come nel caso di Hotel Plan che ha appena lanciato il www.secretslinehotels.com (un sito che presto sarà multilingua e multi valuta) per riqualificarsi anche come operatore online al servizio di agenzie e hotel, oltre che del cliente finale.

Ancora non siamo al marketing rivolto alle comunità e alle tribù, che la crescita di Facebook di oltre il 2.700% nel nostro paese in un anno dovrebbe suggerire, sull’esempio di iniziative internazionali come Tripshake, Mybaggy, Wikitravel e la stessa Mobissimo.
Il problema è però oggi far sì che le buone pratiche non restino isolate, ma si traducano in una concreta evoluzione del settore. “Favorire comportamenti virtuosi, indicare linee guida e standard, mettere a disposizione strumenti e finanziamenti per chi li rispetta, evitando però inutili pretese di centralizzazione, ma, seguendo lo spirito della rete che premia chi meglio contribuisce nel suo piccolo”, è il consiglio di Baggio.


Full story nel numero 13 del Corriere delle Comunicazioni in uscita il 6 luglio

30 Giugno 2009