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Rilanciare il turismo italiano? La ricetta viene dal Web

Per affrontare una contrazione del settore che nel 2009 è stimata la 2% serve più tecnologia. Anche Web 2.0.

30 Giu 2009

Turismo italiano in crisi? La svolta potrebbe arrivare dal Web che,
spazzando via gran parte dell’intermediazione, è in grado di
abbassare i costi. Ma l’Italia è ancora indietro sul turismo
online.
Secondo Lucia Carniglia co-fondatrice di Mobissimo, portale
internazionale definito dal Time “il Google del turismo”, negli
ultimi 6 mesi il volume delle ricerche è triplicato e gli utenti
utilizzano massicciamente la comparazione per contenere i loro
costi. La riduzione del turismo in Italia (per il 2009 si stima una
contrazione del 2% nel settore) deriva proprio dalla possibilità
di portare il mondo a portata di click. “Anche i turisti italiani
scoprono che spesso si impiega meno tempo a raggiungere località
come Palma di Maiorca o Berlino che mete nazionali; e spesso si
spende meno”. E mentre gli italiani comprano turismo per due
terzi all’estero, i maggiori mercati di provenienza come Usa e
Francia sono in calo.

L’inadeguatezza della presenza italiana su Internet è certo una
causa, anche se non la sola. “Per gli operatori privati la
tecnologia è ancora intesa come costo – lamenta Rodolfo Baggio,
docente del Met, il master in Economia del Turismo di Sda Bocconi
-. Gli agriturismi hanno imparato meglio la lezione rispetto ai
grandi alberghi, mentre l’intermediazione turistica resta
abbarbicata a modelli di distribuzione tradizionali. Spesso il
settore pubblico, enti locali e associazioni di promozione, offrono
proposte di maggior qualità dei privati”.
Ancora una volta ci sono barriere culturali da superare. Ma non
mancano esempi virtuosi svolti da associazioni territoriali. È il
caso dell’Ascom di Bra (Cuneo) che dà supporto agli operatori
turistici del territorio nella creazione di siti e nella presenza
in rete (ha recentemente ottenuto un premio dalla Presidenza della
Repubblica per la copertura wi-fi del territorio) con servizi di
hosting. “L’ultimo sforzo è stata la creazione di un portale
(www.langheroerobooking.it) per diffondere il più possibile su
piccole strutture la cultura della prenotazione online
alberghiera” ricorda Luigi Barbero, direttore generale
dell’Ascom di Bra. Mentre anche i tour operator cercano nuove vie
come nel caso di Hotel Plan che ha appena lanciato il
www.secretslinehotels.com (un sito che presto sarà multilingua e
multi valuta) per riqualificarsi anche come operatore online al
servizio di agenzie e hotel, oltre che del cliente finale.

Ancora non siamo al marketing rivolto alle comunità e alle tribù,
che la crescita di Facebook di oltre il 2.700% nel nostro paese in
un anno dovrebbe suggerire, sull’esempio di iniziative
internazionali come Tripshake, Mybaggy, Wikitravel e la stessa
Mobissimo.
Il problema è però oggi far sì che le buone pratiche non restino
isolate, ma si traducano in una concreta evoluzione del settore.
“Favorire comportamenti virtuosi, indicare linee guida e
standard, mettere a disposizione strumenti e finanziamenti per chi
li rispetta, evitando però inutili pretese di centralizzazione,
ma, seguendo lo spirito della rete che premia chi meglio
contribuisce nel suo piccolo”, è il consiglio di Baggio.

Full story nel numero 13 del Corriere delle Comunicazioni
in uscita il 6 luglio