Yamaha: IT, il turbo al biz. Ma dev'essere da MotoGp

CIO VISION

Daniele Rigoldi, Cio dell'azienda: "Il tema performance è molto sentito da chi conta su velocità e sicurezza. Ma per noi l'esigenza primaria riguarda la disponibilità dei sistemi"

di Dario Banfi
Dietro agli intramontabili miti dello sport ci sono sempre buoni allenatori, bravi meccanici e forti squadre. È così anche nel moto mondiale, dove la tecnologia di punta è la meccanica fine, ma la seconda classificata è l’Information Techology. Yamaha Motor Italia - branch office che consolida il suo business a livello europeo - ha poco più di 30 anni di vita, ma è un’azienda che ha saputo dar vita ad autentiche leggende su due ruote. Le sfide che affronta oggi sotto il profilo IT non sono meno impegnative delle gare nel MotoGP e ne parla con noi Daniele Rigoldi, Responsabile IT Operations di Yamaha Motor Italia.

Come sono strutturati il gruppo in Italia e la divisione IT?
Il campus di Lesmo ingloba tre realtà differenti: Yamaha Motor Italia che impiega 150 dipendenti; Yahama R&D Europe che conta 120 tecnici e specialisti e Yamaha Motor Racing, titolare del team che compete nel campionato mondiale classe MotoGP. La nostra funzione è di creare un raccordo e governare il back-end di tutta la rete Yamaha Motor Italia. Assistiamo anche una rete di 350 dealer ufficiali, curando la pubblicazione di servizi applicativi su un portale interno B2B per aggiornamenti, comunicazioni tecniche o circolari.

Quanti addetti lavorano in mobilità?
La totalità del team di Yamaha Motor Racing opera in movimento: per 9 mesi all’anno è in giro per il mondo. A loro dobbiamo fornire soluzioni di altissima qualità tecnologica. Nel resto del gruppo il lavoro in movimento è diffuso al 50%.

Che soluzioni state adottando dal punto di vista della connettività?
Per favorire chi è in continua trasferta e deve basare il suo lavoro su funzioni nomadi abbiamo sposato la filosofia del private cloud e dotato gli utenti di laptop e BlackBerry. Le connessioni alla struttura centrale avvengono attraverso tunnel criptati: abbiamo abbandonato connessioni con client Vpn e siamo passati a soluzioni ad hoc per l’azienda.

Perché questa scelta?
Per agevolare connessioni standard. Abbiamo spostato i nostri servizi su Web e adottato una piattaforma trasversale che consente di collegarsi dall’esterno anche quando si è senza un apparato aziendale. Alcuni Paesi dell’area Sepa stanno filtrando i protocolli di sicurezza: la squadra corse e chi è in missione lamentava difficoltà nelle connessioni su reti private virtuali. Siamo passati così al private cloud.

Come è strutturato il data center?
Tutti i servizi di produzione si trovano nel data center a Gerno di Lesmo. È nativo su tecnologia VmWare e storage distribuito in San con un parco macchine di una settantina di server di produzione attivi. Il cablaggio distribuito e core, gli apparati perimetrali e di sicurezza sono Cisco; scelta sulla quale non vengono fatte eccezioni.

Quali sono le principali problematiche di sicurezza?
Riguardano i movimenti logico-fisici dei dati. Non siamo una banca o una finanziaria: mettiamo più attenzione alla dinamica che al contenuto dei dati. Per questo abbiamo quasi completato un progetto di Dlp - Data Loss Prevention per difendere il settore corse e l’area corporate dalla perdita di dati durante le comunicazioni.

L’elemento dell’IT più strategico?
L’accessibility è un’esigenza primaria. Sebbene la questione delle performance sia molto sentita per chi fa della velocità e della sicurezza un brand, la prima richiesta che Yamaha Motor rivolge all’IT riguarda la disponibilità dei sistemi informatici: le squadre corse devono poter contare sempre su sistemi per il back-office, la comunicazione attraverso posta elettronica e strumenti di groupware. Questo vale anche per le reti di vendita sul territorio italiano o il campionato nazionale. A fianco della standardizzazione delle procedure, abbiamo puntato moltissimo sull’availability e il supporto continuo dei sistemi al business.

A quali aree funzionali interne destinate la maggiore spesa IT?
Le aree della logistica e dell’amministrazione sono supportate da una piattaforma Erp che assorbe oltre il 60% del budget IT. Yamaha è una società che guarda alla tecnologia di punta nel settore motociclistico, ma resta un’azienda di tipo industriale. Il cuore del nostro sistema Erp si basa su AS400 e ci consente l’automazione e la standardizzazione in queste aree e in tutte le funzioni di back-office aziendale.

Quale budget mettete sull’IT e con quali logiche?
Nel 2011 abbiamo seguito il trend di riduzione che ha caratterizzato questi ultimi anni. Stiamo ottimizzando la spesa in infrastrutture: le nuove tecnologie adottate ci stanno aiutando a svuotare il Ced e migliorare le performance. Il passaggio dal lato fisico a quello virtuale ci ha consentito di ridurre i contratti di manutenzione, i costi gestione e i fornitori. Abbiamo eliminato l’eccessiva ridondanza e ci siano concentrati su due o tre fornitori chiave specializzati sul fronte della virtualizzazione.

Come valutate l’apporto dei partner tecnologici?
Fondamentale per la sperimentazione. Il design dei sistemi è fatto internamente, ma quando cerchiamo innovazione puntiamo sui partner che coinvolgiamo su progetti pilota per conoscere nuove tecnologie, adattabilità delle soluzioni e flessibilità dei partner. Le nostre sono dimensioni da Pmi, ma giochiamo su scenari internazionali importanti. Da alcuni anni stiamo provando molte soluzioni di punta sul fronte tecnologico, siamo molto attenti all’innovazione IT.

Cercate nuovi “piloti” per l’IT, diciamo...
Esatto. Partiamo, usciamo, facciamo un giro di pista e sappiamo subito dire se è un sì o un no… I test sono fondamentali: il nostro obiettivo è comunque di consolidare le migliori tecnologie, mantenendone poche ma buone.

Può fare un esempio?
CA Technologies è una delle new entry che ci sta dando molte soddisfazioni. Con loro abbiamo avviato sperimentazioni di successo che hanno portato all’implementazione di soluzioni di Dlp per fronteggiare eventuali downtime dei sistemi, centralizzare i dati e rendere veloce il loro recupero sia bordo pista durante i Gran Premi sia nella normale operatività quotidiana.

Qual è il ruolo dell’IT in Yamaha Motor Italia?
La tecnologia serve al business, deve sostenere le Operations e tutelare le informazioni. Per noi l’innovazione dei sistemi deve essere finalizzata a rendere più stabile e sicura l’operatività, vera linfa vitale dell’azienda. L’IT mai come ora deve cambiare e uscire da un’ottica istituzionale. Che siano moto, aerei, catene di ristoranti o fonderie… il ruolo dell’IT è di rendere dinamico e produttivo il business.

14 Novembre 2011