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Yamaha: IT, il turbo al biz. Ma dev’essere da MotoGp

Daniele Rigoldi, Cio dell’azienda: “Il tema performance è molto sentito da chi conta su velocità e sicurezza. Ma per noi l’esigenza primaria riguarda la disponibilità dei sistemi”

14 Nov 2011

Dietro agli intramontabili miti dello sport ci sono sempre buoni
allenatori, bravi meccanici e forti squadre. È così anche nel
moto mondiale, dove la tecnologia di punta è la meccanica fine, ma
la seconda classificata è l’Information Techology. Yamaha Motor
Italia – branch office che consolida il suo business a livello
europeo – ha poco più di 30 anni di vita, ma è un’azienda che
ha saputo dar vita ad autentiche leggende su due ruote. Le sfide
che affronta oggi sotto il profilo IT non sono meno impegnative
delle gare nel MotoGP e ne parla con noi Daniele Rigoldi,
Responsabile IT Operations di Yamaha Motor Italia.

Come sono strutturati il gruppo in Italia e la divisione
IT?

Il campus di Lesmo ingloba tre realtà differenti: Yamaha Motor
Italia che impiega 150 dipendenti; Yahama R&D Europe che conta 120
tecnici e specialisti e Yamaha Motor Racing, titolare del team che
compete nel campionato mondiale classe MotoGP. La nostra funzione
è di creare un raccordo e governare il back-end di tutta la rete
Yamaha Motor Italia. Assistiamo anche una rete di 350 dealer
ufficiali, curando la pubblicazione di servizi applicativi su un
portale interno B2B per aggiornamenti, comunicazioni tecniche o
circolari.

Quanti addetti lavorano in mobilità?
La totalità del team di Yamaha Motor Racing opera in movimento:
per 9 mesi all’anno è in giro per il mondo. A loro dobbiamo
fornire soluzioni di altissima qualità tecnologica. Nel resto del
gruppo il lavoro in movimento è diffuso al 50%.

Che soluzioni state adottando dal punto di vista della
connettività?

Per favorire chi è in continua trasferta e deve basare il suo
lavoro su funzioni nomadi abbiamo sposato la filosofia del private
cloud e dotato gli utenti di laptop e BlackBerry. Le connessioni
alla struttura centrale avvengono attraverso tunnel criptati:
abbiamo abbandonato connessioni con client Vpn e siamo passati a
soluzioni ad hoc per l’azienda.

Perché questa scelta?
Per agevolare connessioni standard. Abbiamo spostato i nostri
servizi su Web e adottato una piattaforma trasversale che consente
di collegarsi dall’esterno anche quando si è senza un apparato
aziendale. Alcuni Paesi dell’area Sepa stanno filtrando i
protocolli di sicurezza: la squadra corse e chi è in missione
lamentava difficoltà nelle connessioni su reti private virtuali.
Siamo passati così al private cloud.

Come è strutturato il data center?
Tutti i servizi di produzione si trovano nel data center a Gerno di
Lesmo. È nativo su tecnologia VmWare e storage distribuito in San
con un parco macchine di una settantina di server di produzione
attivi. Il cablaggio distribuito e core, gli apparati perimetrali e
di sicurezza sono Cisco; scelta sulla quale non vengono fatte
eccezioni.

Quali sono le principali problematiche di
sicurezza?

Riguardano i movimenti logico-fisici dei dati. Non siamo una banca
o una finanziaria: mettiamo più attenzione alla dinamica che al
contenuto dei dati. Per questo abbiamo quasi completato un progetto
di Dlp – Data Loss Prevention per difendere il settore corse e
l’area corporate dalla perdita di dati durante le
comunicazioni.

L’elemento dell’IT più strategico?
L’accessibility è un’esigenza primaria. Sebbene la questione
delle performance sia molto sentita per chi fa della velocità e
della sicurezza un brand, la prima richiesta che Yamaha Motor
rivolge all’IT riguarda la disponibilità dei sistemi
informatici: le squadre corse devono poter contare sempre su
sistemi per il back-office, la comunicazione attraverso posta
elettronica e strumenti di groupware. Questo vale anche per le reti
di vendita sul territorio italiano o il campionato nazionale. A
fianco della standardizzazione delle procedure, abbiamo puntato
moltissimo sull’availability e il supporto continuo dei sistemi
al business.

A quali aree funzionali interne destinate la maggiore spesa
IT?

Le aree della logistica e dell’amministrazione sono supportate da
una piattaforma Erp che assorbe oltre il 60% del budget IT. Yamaha
è una società che guarda alla tecnologia di punta nel settore
motociclistico, ma resta un’azienda di tipo industriale. Il cuore
del nostro sistema Erp si basa su AS400 e ci consente
l’automazione e la standardizzazione in queste aree e in tutte le
funzioni di back-office aziendale.

Quale budget mettete sull’IT e con quali
logiche?

Nel 2011 abbiamo seguito il trend di riduzione che ha
caratterizzato questi ultimi anni. Stiamo ottimizzando la spesa in
infrastrutture: le nuove tecnologie adottate ci stanno aiutando a
svuotare il Ced e migliorare le performance. Il passaggio dal lato
fisico a quello virtuale ci ha consentito di ridurre i contratti di
manutenzione, i costi gestione e i fornitori. Abbiamo eliminato
l’eccessiva ridondanza e ci siano concentrati su due o tre
fornitori chiave specializzati sul fronte della
virtualizzazione.

Come valutate l’apporto dei partner
tecnologici?

Fondamentale per la sperimentazione. Il design dei sistemi è fatto
internamente, ma quando cerchiamo innovazione puntiamo sui partner
che coinvolgiamo su progetti pilota per conoscere nuove tecnologie,
adattabilità delle soluzioni e flessibilità dei partner. Le
nostre sono dimensioni da Pmi, ma giochiamo su scenari
internazionali importanti. Da alcuni anni stiamo provando molte
soluzioni di punta sul fronte tecnologico, siamo molto attenti
all’innovazione IT.

Cercate nuovi “piloti” per l’IT,
diciamo…

Esatto. Partiamo, usciamo, facciamo un giro di pista e sappiamo
subito dire se è un sì o un no… I test sono fondamentali: il
nostro obiettivo è comunque di consolidare le migliori tecnologie,
mantenendone poche ma buone.

Può fare un esempio?
CA Technologies è una delle new entry che ci sta dando molte
soddisfazioni. Con loro abbiamo avviato sperimentazioni di successo
che hanno portato all’implementazione di soluzioni di Dlp per
fronteggiare eventuali downtime dei sistemi, centralizzare i dati e
rendere veloce il loro recupero sia bordo pista durante i Gran
Premi sia nella normale operatività quotidiana.

Qual è il ruolo dell’IT in Yamaha Motor
Italia?

La tecnologia serve al business, deve sostenere le Operations e
tutelare le informazioni. Per noi l’innovazione dei sistemi deve
essere finalizzata a rendere più stabile e sicura
l’operatività, vera linfa vitale dell’azienda. L’IT mai come
ora deve cambiare e uscire da un’ottica istituzionale. Che siano
moto, aerei, catene di ristoranti o fonderie… il ruolo dell’IT
è di rendere dinamico e produttivo il business.