Il Cloud computing in Italia? Piccolo ma crescerà

TREND

Secondo una ricerca Nextvalue il 34% delle aziende medio-grandi è in procinto di sviluppare progetti "nuvola" nei prossimi dodici mesi

Verso il Cloud computing. È questa la direzione che molte aziende italiane stanno prendendo, almeno stando all’ultima ricerca  di Nextvalue che ha fatto il punto su ciò che Cloud computing diventerà nel mercato italiano e su come è stato accolto dalle grandi organizzazioni, analizzando le ragioni che spingono le aziende ad adottarlo. La ricerca ha censito 100 Cio (39% imprese Top con un fatturato di oltre 250 milioni di Euro e 61% imprese medio-grandi con un fatturato tra i 100 e 250 milioni di euro) appartenenti a diversi segmenti di mercato (2% Telco e Media, 4% Assicurazioni, 5% Sanità, 6% Banche e Finanza, 7% Logistica e Trasporti, 8% Pal, 16% Utilities, 20% commercio-Gdo-Retail, 32% Industria).

Nello specifico la società di ricerca osserva  che tra le tecnologie ritenute rilevanti  “senza sorprese, la Virtualizzazione ‘stacca’ le altre e viene citata dal 66% degli intervistati – si legge nel report - mentre il Cloud Computing viene considerato dal 56% degli intervistati come una forma estrema di Virtualizzazione”.  Il 34% del Panel sarà impegnato o è in procinto di sviluppare progetti di Cloud Computing nei prossimi 12 mesi.

“I risultati della nostra ricerca confermano che sia giunto per il settore IT il ‘momentum’,in quanto siamo di fronte ad un potenziale grande cambiamento – spiega Alfredo Gatti, managing partner e fondatore di Netxvalue -.  La necessità di contenere i costi sta aprendo nuove prospettive all’IT, e ciò convince del Cloud computing è la sua capacità di creare nuove ragioni di valore, siano esse originate da costi, di ordine di grandezza, più bassi o dal time-to-market estremamente più veloce”

Per quanto riguarda la previsione d’investimento per i prossimi 12 mesi, emerge che la Virtualizzazione dei server si colloca nel quadrante “alto potenziale” della matrice di attrattività, mentre tutti gli altri elementi alla base del Cloud computing si posizionano nel quadrante “nicchia”. “Tra coloro che nei prossimi 12 mesi effettueranno investimenti in Cloud Computing – precisa Nextvalue - il 27,8% pensa di dedicare a questi progetti una quota pari almeno al 10% del proprio budget IT”.

La survey prosegue indicando poi i valori di percezione della maturità del Cloud Computing. Il 28% ritiene che questa tecnologia sia sufficientemente pronta mentre il 20%  è convinto che il Cloud computing avrà ampi sbocchi nell’ambito della gestione delle applicazioni aziendali. “Le figure professionali che ne sponsorizzeranno la diffusione saranno proprio i Cio e i Direttori dei Sistemi Informativi, come indicato dal 73% del Panel – si legge -. Il 68% dei rispondenti del Panel, ritiene opportuno l’investimento in Cloud Computing perché fa leva sulla riduzione dei costi. L’80% dichiara che il vantaggio atteso risiederà nei costi variabili correlati a software, infrastrutture e personale”.

Fin qui le luci. Ma c’è qualche ombra sul futuro prossimo del Cloud in grado di “oscurare” i processi di implementazione? Il 60% degli intervistati ritiene che la mancanza di cultura aziendale sia un fattore inibitore significativo per la sua diffusione, mentre è pressante la preoccupazione circa l’immaturità delle tecnologie, citata dal 35% del Panel.

“La ricerca convalida che il mercato è ancora agli inizi ma ha un alto potenziale di crescita – conclude Gatti -. Per evitare aspettative irrealistiche e disillusioni bisogna affrontare la situazione con molto pragmatismo partendo da ciò che oggi è il Cloud computing, tenendo d’occhio un futuro che a noi sembra veramente molto prossimo.”

07 Luglio 2009