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Il Cloud computing in Italia? Piccolo ma crescerà

Secondo una ricerca Nextvalue il 34% delle aziende medio-grandi è in procinto di sviluppare progetti “nuvola” nei prossimi dodici mesi

07 Lug 2009

Verso il Cloud computing. È questa la direzione che molte aziende
italiane stanno prendendo, almeno stando all’ultima ricerca  di
Nextvalue che ha fatto il punto su ciò che Cloud computing
diventerà nel mercato italiano e su come è stato accolto dalle
grandi organizzazioni, analizzando le ragioni che spingono le
aziende ad adottarlo. La ricerca ha censito 100 Cio (39% imprese
Top con un fatturato di oltre 250 milioni di Euro e 61% imprese
medio-grandi con un fatturato tra i 100 e 250 milioni di euro)
appartenenti a diversi segmenti di mercato (2% Telco e Media, 4%
Assicurazioni, 5% Sanità, 6% Banche e Finanza, 7% Logistica e
Trasporti, 8% Pal, 16% Utilities, 20% commercio-Gdo-Retail, 32%
Industria).

Nello specifico la società di ricerca osserva  che tra le
tecnologie ritenute rilevanti  “senza sorprese, la
Virtualizzazione ‘stacca’ le altre e viene citata dal 66% degli
intervistati – si legge nel report – mentre il Cloud Computing
viene considerato dal 56% degli intervistati come una forma estrema
di Virtualizzazione”.  Il 34% del Panel sarà impegnato o è in
procinto di sviluppare progetti di Cloud Computing nei prossimi 12
mesi.

“I risultati della nostra ricerca confermano che sia giunto per
il settore IT il ‘momentum’,in quanto siamo di fronte ad un
potenziale grande cambiamento – spiega Alfredo Gatti, managing
partner e fondatore di Netxvalue -.  La necessità di contenere i
costi sta aprendo nuove prospettive all’IT, e ciò convince del
Cloud computing è la sua capacità di creare nuove ragioni di
valore, siano esse originate da costi, di ordine di grandezza, più
bassi o dal time-to-market estremamente più veloce”

Per quanto riguarda la previsione d’investimento per i prossimi
12 mesi, emerge che la Virtualizzazione dei server si colloca nel
quadrante “alto potenziale” della matrice di attrattività,
mentre tutti gli altri elementi alla base del Cloud computing si
posizionano nel quadrante “nicchia”. “Tra coloro che nei
prossimi 12 mesi effettueranno investimenti in Cloud Computing –
precisa Nextvalue – il 27,8% pensa di dedicare a questi progetti
una quota pari almeno al 10% del proprio budget IT”.

La survey prosegue indicando poi i valori di percezione della
maturità del Cloud Computing. Il 28% ritiene che questa tecnologia
sia sufficientemente pronta mentre il 20%  è convinto che il
Cloud computing avrà ampi sbocchi nell’ambito della gestione
delle applicazioni aziendali. “Le figure professionali che ne
sponsorizzeranno la diffusione saranno proprio i Cio e i Direttori
dei Sistemi Informativi, come indicato dal 73% del Panel – si
legge -. Il 68% dei rispondenti del Panel, ritiene opportuno
l’investimento in Cloud Computing perché fa leva sulla riduzione
dei costi. L’80% dichiara che il vantaggio atteso risiederà nei
costi variabili correlati a software, infrastrutture e
personale”.

Fin qui le luci. Ma c’è qualche ombra sul futuro prossimo del
Cloud in grado di “oscurare” i processi di implementazione? Il
60% degli intervistati ritiene che la mancanza di cultura aziendale
sia un fattore inibitore significativo per la sua diffusione,
mentre è pressante la preoccupazione circa l’immaturità delle
tecnologie, citata dal 35% del Panel.

“La ricerca convalida che il mercato è ancora agli inizi ma ha
un alto potenziale di crescita – conclude Gatti -. Per evitare
aspettative irrealistiche e disillusioni bisogna affrontare la
situazione con molto pragmatismo partendo da ciò che oggi è il
Cloud computing, tenendo d’occhio un futuro che a noi sembra
veramente molto prossimo.”

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