Rossi (Oracle Italia): "Stabilire le priorità di E-gov 2012"

ICT: I PROTAGONISTI/15

L'Ad della IT company interviene al nostro forum: "Per assicurare credibilità al piano, bisogna concentrarsi sui progetti che assicurano un ritorno in tempi rapidi. Incentivare la dematerializzazione"

L’incertezza economica ha portato molte aziende a rivedere la propria strategia IT in un’ottica di mera riduzione dei costi. Invece proprio in questi momenti, e in vista della ripresa, è necessario ripensare le proprie piattaforme informatiche puntando sì a una maggiore efficienza dal punto di vista dei costi, ma anche e soprattutto a innovare profondamente i sistemi, al fine di ridurre la complessità IT e arrivare in prospettiva a poggiare tutti i processi aziendali su un’unica base informatica: in questo modo, l’organizzazione può conseguire una maggiore agilità, una maggiore capacità di analisi del mercato e una maggiore efficienza nella gestione dei processi aziendali e, di conseguenza, mettersi nelle condizioni di affrontare la ripresa forte di un nuovo vantaggio competitivo. Le piccole e medie imprese, infatti, non hanno spesso la capacità di investire in implementazioni IT su larga scala; tuttavia crediamo che sia fondamentale anche per loro beneficiare delle soluzioni più all’avanguardia.

E-Government 2012 è certamente un piano ambizioso ma anche estremamente concreto e di cui c’è estremo bisogno. In questo particolare periodo poi, esso assume anche una funzione di traino economico di non poco conto e quindi può assolvere pienamente al ruolo di strumento anticiclico. Però, la parola d’ordine deve essere focalizzazione.

E allora, sia per assicurare credibilità al piano sia per garantirne uno sviluppo prospettico, in prima battuta bisogna cercare di concentrarsi su quei progetti che possono assicurare un ritorno in tempi rapidi. Penso ad esempio alla dematerializzazione dei documenti o al mondo del Catasto nell’ambito dei dati territoriali: settori nei quali sono già stati portati avanti dei progetti e delle esperienze importanti che a questo punto vanno messe a fattore comune e rese disponibili alla maggior parte della popolazione e degli enti. A livello di sistema Italia, è importante che imprese, università ed enti pubblici operino sempre più in sinergia per promuovere l’innovazione. In una società che si basa sulla velocità e l’efficienza, è impensabile ipotizzare dei piani per l’innovazione senza un’infrastruttura efficiente. Le reti rappresentano sempre più il sistema nervoso di un paese e devono essere considerate il presupposto di ogni altro progetto. Questa è la sfida intorno alla quale ci si sta confrontando da anni. Si è sempre detto che esiste un problema culturale, di linguaggio, di scarsa propensione all’investimento in quanto i ROI sono di difficile misurazione.

La verità sta certamente nel mezzo. Oggi esistono però delle tecnologie e delle modalità di erogazione che possono aiutare e rilanciare la sfida. Penso a tutto ciò che ruota intorno al cloud computing, al software as a service. Modalità che vanno incontro certamente a una riduzione dei costi e a un più tangibile ritorno degli investimenti; ma ancora una volta la sfida dovrà essere giocata anche e soprattutto sul piano culturale e sulla disponibilità da parte delle Piccole e medie imprese.

16 Ottobre 2009