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Rossi (Oracle Italia): “Stabilire le priorità di E-gov 2012”

L’Ad della IT company interviene al nostro forum: “Per assicurare credibilità al piano, bisogna concentrarsi sui progetti che assicurano un ritorno in tempi rapidi. Incentivare la dematerializzazione”

16 Ott 2009

L’incertezza economica ha portato molte aziende a rivedere la
propria strategia IT in un’ottica di mera riduzione dei costi.
Invece proprio in questi momenti, e in vista della ripresa, è
necessario ripensare le proprie piattaforme informatiche puntando
sì a una maggiore efficienza dal punto di vista dei costi, ma
anche e soprattutto a innovare profondamente i sistemi, al fine
di ridurre la complessità IT e arrivare in prospettiva a
poggiare tutti i processi aziendali su un’unica base
informatica: in questo modo, l’organizzazione può conseguire
una maggiore agilità, una maggiore capacità di analisi del
mercato e una maggiore efficienza nella gestione dei processi
aziendali e, di conseguenza, mettersi nelle condizioni di
affrontare la ripresa forte di un nuovo vantaggio competitivo. Le
piccole e medie imprese, infatti, non hanno spesso la capacità
di investire in implementazioni IT su larga scala; tuttavia
crediamo che sia fondamentale anche per loro beneficiare delle
soluzioni più all’avanguardia.

E-Government 2012 è certamente un piano ambizioso ma anche
estremamente concreto e di cui c’è estremo bisogno. In questo
particolare periodo poi, esso assume anche una funzione di traino
economico di non poco conto e quindi può assolvere pienamente al
ruolo di strumento anticiclico. Però, la parola d’ordine deve
essere focalizzazione.

E allora, sia per assicurare credibilità al piano sia per
garantirne uno sviluppo prospettico, in prima battuta bisogna
cercare di concentrarsi su quei progetti che possono assicurare
un ritorno in tempi rapidi. Penso ad esempio alla
dematerializzazione dei documenti o al mondo del Catasto
nell’ambito dei dati territoriali: settori nei quali sono già
stati portati avanti dei progetti e delle esperienze importanti
che a questo punto vanno messe a fattore comune e rese
disponibili alla maggior parte della popolazione e degli enti. A
livello di sistema Italia, è importante che imprese, università
ed enti pubblici operino sempre più in sinergia per promuovere
l’innovazione. In una società che si basa sulla velocità e
l’efficienza, è impensabile ipotizzare dei piani per
l’innovazione senza un’infrastruttura efficiente. Le reti
rappresentano sempre più il sistema nervoso di un paese e devono
essere considerate il presupposto di ogni altro progetto. Questa
è la sfida intorno alla quale ci si sta confrontando da anni. Si
è sempre detto che esiste un problema culturale, di linguaggio,
di scarsa propensione all’investimento in quanto i ROI sono di
difficile misurazione.

La verità sta certamente nel mezzo. Oggi esistono però delle
tecnologie e delle modalità di erogazione che possono aiutare e
rilanciare la sfida. Penso a tutto ciò che ruota intorno al
cloud computing, al software as a service. Modalità che vanno
incontro certamente a una riduzione dei costi e a un più
tangibile ritorno degli investimenti; ma ancora una volta la
sfida dovrà essere giocata anche e soprattutto sul piano
culturale e sulla disponibilità da parte delle Piccole e medie
imprese.