I Cio digital winners tengono testa alla crisi

REPORT CAPGEMINI

Capgemini: nonostante il taglio dei budget per i progetti IT molte aziende hanno saputo fare dell'innovazione uno "strumento" di crescita. Vincente il profilo business technology

di Federica Meta
La crisi ha tagliato i budget IT, ma nonostante questo i Cio considerano il contesto economico attuale come un’opportunità per mostrare il vero valore dell’IT e completare i processi avviati in precedenza. È la fotografia scattata dal quarto quarto Global Cio report di Capgemini dedicato all’informazione digitale in azienda che ha censito 490 Cio in 14 Paesi. Nello “Sfruttare il valore dell’informazione digitale: potresti essere un digital winner?” – questo il nome del report – la società evidenzia che, nonostante il taglio del 15% delle spese IT, il modello industriale a tendere sarà abilitato dall’adozione dei nuovi modelli operativi che derivano dall’applicazione di tecnologie più avanzate quali il Cloud Computing e la conseguente disponibilità di Software e Infrastrutture erogate in modalità “as a Service”.
“Nel 2009 la recessione economica ha avuto un impatto significativo sui budget IT: quasi ¾ dei Cio (70%) ha subito un decremento di budget dell’ordine medio del 15%. Forse in modo sorprendente, i Cio dichiarano però di aver utilizzato la crisi per dimostrare il valore dell’IT all’interno della loro azienda: il 55% si è dedicato ad accelerare quei progetti con maggiore impatto sul business e il 34% investe principalmente su iniziative che permettono di rispondere al meglio alle nuove condizioni di mercato – precisa il report -. Le misure messe in atto per mitigare la riduzione del budget comprendono la rinegoziazione dei contratti di fornitura (67%), l’outsourcing dei servizi (45%), l’accelerazione dei progetti ad alto impatto sul business (55%), dando priorità ai progetti con un ritorno a breve sugli investimenti (55%) e quelli che prevedono la riorganizzazione della funzione IT (41%) per far fronte alle nuove esigenze di governance”.

In un contesto siffatto i ¾ dei Cio intervistati ritiene che la propria società consideri la funzione IT al di sopra del mero ruolo di utility. A tal proposito il report 2009 distingue tre diversi profili per le funzioni IT, a seconda del loro livello di maturità: Technology Utility (24%): l’IT è gestito come una utility pura il cui principale obiettivo è quello di implementare componenti tecnologiche a basso prezzo e mettere a disposizione gli strumenti IT alle varie funzioni aziendali; Service Center (39%): gli asset IT sono strutturati per fornire un servizio al business quale utilizzatore dell’informazione digitale, in modo agnostico e indipendente dallo strumento IT specifico; Business Technology (37%): l’IT è un asset chiave per la gestione dell’informazione digitale quale elemento abilitante verso un processo di innovazione.

I settori dove il profilo di Business Technology riveste un ruolo maggiormente significativo sono il bancario, l’assicurativo, il media/entertainment e le telecomunicazioni. Secondo il sondaggio, per diventare digital winner, le aziende devono adottare un profilo Business Technology.

Secondo i partecipanti al sondaggio, inoltre, la prima fase d’industrializzazione è stata gestita in modo alquanto efficace. La maggioranza dei Cio (91%) sostiene che i progetti IT siano prescelti considerando la strategia aziendale di business e il loro impatto economico, e il 93% afferma che le funzioni IT utilizzano indicatori per capire la disponibilità dell’infrastruttura IT e le applicazioni business. In aggiunta, l’87% degli intervistati dichiara di avere un piano strategico IT a tre anni e il 68% delle funzioni IT ha già definito dei Service Level Agreements (Sla) per ciascun servizio IT. Quanto sopra dimostra un’accresciuta focalizzazione sull’industrializzazione del servizio IT; e comunque la disponibilità di nuovi sviluppi tecnologici quali il Cloud Computing, Infrastructure e Software/ as a Service (IaaS, SaaS) forniscono nuove alternative alle architetture tradizionali e rimettono in discussione, dando origine a nuove opportunità, le politiche “make or buy” che i CIO hanno sviluppato per anni.

“Dopo investimenti significativi nell’industrializzazione, le funzioni IT devono adattarsi a nuovi modelli di erogazione del servizio, che offrono opportunità in termini di costi e flessibilità, ma anche sfide riguardanti sicurezza, privacy, autenticazione e Service Level Agreements (Sla) – spiega Livio Palomba, Vice President di Capgemini Italia. “Le opportunità per nuovi modelli di servizio daranno origine anche a nuovi standard in termini di architettura e costi”.

Per quanto riguarda l futuro le nuove tecnologie – come il web 2.0 e i social network – stanno cominciando a guidare l'innovazione nelle aziende attraverso modelli aggiornati di utilizzo e gestione dell’informazione stessa. La maggior parte dei Cio riconosce la possibilità di cogliere questa opportunità di business e di aumento di valore: il 57% vede l’IT sempre più integrato nell’innovazione di business, il 48% delle funzioni IT monitora costantemente le innovazioni tecnologiche e il 41% delle funzioni IT organizza forum regolari con gli utenti operativi (business user) per presentare le ultime tecnologie e il loro impatto in termini di applicazione.

Per rafforzare l’IT aziendale i digital winners vedono nel modello information-centric un supporto efficace della competitività dell’azienda stessa. In altri termini secondo i Cio la gestione dell’Information Lifecycle è la vera sfida da vincere: in questo senso: l’80% del valore dell’IT è definito dall’uso, mentre il deployment tecnologico in sé conta solo per il 20%.

“Le società hanno bisogno di adottare una prospettiva radicalmente nuova – puntualizza Palomba -. I Cio devono guidare i business manager nel comprendere come l’IT, attraverso la gestione dell’informazione, possa creare valore”.
La prospettiva che si apre, dunque,, è quella di un nuovo modello di governance basato sull’ sull’Information Lifecycle Management per massimizzare il valore dell’IT che deve fare leva su tre azioni strategiche: migliorare l’uso dei sistemi esistenti per beneficiare appieno del loro potenziale; sviluppare in azienda sinergie basate sulla informazione digitale attraverso la funzione IT; sviluppare informazioni migliori grazie all’ottimizzazione del processo interno di raccolta, organizzazione e aggiornamento delle stesse.

08 Marzo 2010