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I Cio digital winners tengono testa alla crisi

Capgemini: nonostante il taglio dei budget per i progetti IT molte aziende hanno saputo fare dell’innovazione uno “strumento” di crescita. Vincente il profilo business technology

08 Mar 2010

La crisi ha tagliato i budget IT, ma nonostante questo i Cio
considerano il contesto economico attuale come un’opportunità
per mostrare il vero valore dell’IT e completare i processi
avviati in precedenza. È la fotografia scattata dal quarto quarto
Global Cio report di Capgemini dedicato all’informazione digitale
in azienda che ha censito 490 Cio in 14 Paesi. Nello “Sfruttare
il valore dell’informazione digitale: potresti essere un digital
winner?” – questo il nome del report – la società evidenzia
che, nonostante il taglio del 15% delle spese IT, il modello
industriale a tendere sarà abilitato dall’adozione dei nuovi
modelli operativi che derivano dall’applicazione di tecnologie
più avanzate quali il Cloud Computing e la conseguente
disponibilità di Software e Infrastrutture erogate in modalità
“as a Service”.
“Nel 2009 la recessione economica ha avuto un impatto
significativo sui budget IT: quasi ¾ dei Cio (70%) ha subito un
decremento di budget dell’ordine medio del 15%. Forse in modo
sorprendente, i Cio dichiarano però di aver utilizzato la crisi
per dimostrare il valore dell’IT all’interno della loro
azienda: il 55% si è dedicato ad accelerare quei progetti con
maggiore impatto sul business e il 34% investe principalmente su
iniziative che permettono di rispondere al meglio alle nuove
condizioni di mercato – precisa il report -. Le misure messe in
atto per mitigare la riduzione del budget comprendono la
rinegoziazione dei contratti di fornitura (67%), l’outsourcing
dei servizi (45%), l’accelerazione dei progetti ad alto impatto
sul business (55%), dando priorità ai progetti con un ritorno a
breve sugli investimenti (55%) e quelli che prevedono la
riorganizzazione della funzione IT (41%) per far fronte alle nuove
esigenze di governance”.

In un contesto siffatto i ¾ dei Cio intervistati ritiene che la
propria società consideri la funzione IT al di sopra del mero
ruolo di utility. A tal proposito il report 2009 distingue tre
diversi profili per le funzioni IT, a seconda del loro livello di
maturità: Technology Utility (24%): l’IT è gestito come una
utility pura il cui principale obiettivo è quello di implementare
componenti tecnologiche a basso prezzo e mettere a disposizione gli
strumenti IT alle varie funzioni aziendali; Service Center (39%):
gli asset IT sono strutturati per fornire un servizio al business
quale utilizzatore dell’informazione digitale, in modo agnostico
e indipendente dallo strumento IT specifico; Business Technology
(37%): l’IT è un asset chiave per la gestione
dell’informazione digitale quale elemento abilitante verso un
processo di innovazione.

I settori dove il profilo di Business Technology riveste un ruolo
maggiormente significativo sono il bancario, l’assicurativo, il
media/entertainment e le telecomunicazioni. Secondo il sondaggio,
per diventare digital winner, le aziende devono adottare un profilo
Business Technology.

Secondo i partecipanti al sondaggio, inoltre, la prima fase
d’industrializzazione è stata gestita in modo alquanto efficace.
La maggioranza dei Cio (91%) sostiene che i progetti IT siano
prescelti considerando la strategia aziendale di business e il loro
impatto economico, e il 93% afferma che le funzioni IT utilizzano
indicatori per capire la disponibilità dell’infrastruttura IT e
le applicazioni business. In aggiunta, l’87% degli intervistati
dichiara di avere un piano strategico IT a tre anni e il 68% delle
funzioni IT ha già definito dei Service Level Agreements (Sla) per
ciascun servizio IT. Quanto sopra dimostra un’accresciuta
focalizzazione sull’industrializzazione del servizio IT; e
comunque la disponibilità di nuovi sviluppi tecnologici quali il
Cloud Computing, Infrastructure e Software/ as a Service (IaaS,
SaaS) forniscono nuove alternative alle architetture tradizionali e
rimettono in discussione, dando origine a nuove opportunità, le
politiche “make or buy” che i CIO hanno sviluppato per
anni.

“Dopo investimenti significativi nell’industrializzazione, le
funzioni IT devono adattarsi a nuovi modelli di erogazione del
servizio, che offrono opportunità in termini di costi e
flessibilità, ma anche sfide riguardanti sicurezza, privacy,
autenticazione e Service Level Agreements (Sla) – spiega Livio
Palomba, Vice President di Capgemini Italia. “Le opportunità per
nuovi modelli di servizio daranno origine anche a nuovi standard in
termini di architettura e costi”.

Per quanto riguarda l futuro le nuove tecnologie – come il web
2.0 e i social network – stanno cominciando a guidare
l'innovazione nelle aziende attraverso modelli aggiornati di
utilizzo e gestione dell’informazione stessa. La maggior parte
dei Cio riconosce la possibilità di cogliere questa opportunità
di business e di aumento di valore: il 57% vede l’IT sempre più
integrato nell’innovazione di business, il 48% delle funzioni IT
monitora costantemente le innovazioni tecnologiche e il 41% delle
funzioni IT organizza forum regolari con gli utenti operativi
(business user) per presentare le ultime tecnologie e il loro
impatto in termini di applicazione.

Per rafforzare l’IT aziendale i digital winners vedono nel
modello information-centric un supporto efficace della
competitività dell’azienda stessa. In altri termini secondo i
Cio la gestione dell’Information Lifecycle è la vera sfida da
vincere: in questo senso: l’80% del valore dell’IT è definito
dall’uso, mentre il deployment tecnologico in sé conta solo per
il 20%.

“Le società hanno bisogno di adottare una prospettiva
radicalmente nuova – puntualizza Palomba -. I Cio devono guidare
i business manager nel comprendere come l’IT, attraverso la
gestione dell’informazione, possa creare valore”.
La prospettiva che si apre, dunque,, è quella di un nuovo modello
di governance basato sull’ sull’Information Lifecycle
Management per massimizzare il valore dell’IT che deve fare leva
su tre azioni strategiche: migliorare l’uso dei sistemi esistenti
per beneficiare appieno del loro potenziale; sviluppare in azienda
sinergie basate sulla informazione digitale attraverso la funzione
IT; sviluppare informazioni migliori grazie all’ottimizzazione
del processo interno di raccolta, organizzazione e aggiornamento
delle stesse.